Rizzoli ST Instructions Manual

Specifications

Brand: Rizzoli
Category: Stove
Model: ST (Instructions Manual)
File Type: PDF
File Size: —
Pages: 216

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Text of the manual

Impianto di riscaldamento (ST 60, ST 90)

pag. 15 Impianto di riscaldamento (STK) pag. 20 Centralina di controllo (STK) pag. 28 Uso pag. 34 Manutenzione pag. 39 Cosa fare se... pag. 42 Dati tecnici pag. 43 Garanzia pag. 44 DEUTSCH Einführung S. 54 Montage S. 59 Heizungsanlage (ST 60, ST 90) S. 67 Heizungsanlage (STK) S. 72 Steuereinheit (STK) S. 80 Gebrauch S. 86 Wartung S. 91 Was tun, wenn... S. 94 Technische Daten S. 95 Garantie S. 96 ENGLISH Warnings pag. 106 Installation pag. 111 Heating system (ST 60, ST 90) pag. 119 Heating system (STK) pag. 124 Control unit (STK) pag. 132 Use pag. 138 Maintenance pag. 143 What to do if.. pag. 146 Technical data pag. 147 Warranty pag. 148 FRANÇAIS Avertissement page 158 Installation page 163 Reseau de chauffage central (ST 60, ST 90) page 171 Reseau de chauffage central (STK) page 176 Centrale de controle (STK) page 184 Utilisation page 190 Entretien page 195 Que faire si... page 198 Données techniques page 199 Garantie page 200

• Durante l‘installazione e l‘allacciamento alla

canna fumaria bisogna attenersi a quanto richiesto da tutte le normative e i regola- menti europei, nazionali e locali vigenti. • Per l‘allacciamento dell‘apparecchio bisogna in ogni caso consultare lo spazzacamino di zona. • I ventilatori di estrazione, se in funzione nel- lo stesso ambiente o spazio in cui è installa- to l’apparecchio, possono causare problemi nel caso in cui non sia prevista una ventila- zione idonea. • Le griglie e i fori di aerazione dell’apparec- chio non devono essere ostruiti durante l’in- stallazione o l’uso dell’apparecchio. • L’installazione deve garantire la possibilità di accesso per gli interventi di pulizia dell’ap- parecchio, del canale da fumo e della canna fumaria. • Durante la cottura ed in generale durante l‘utilizzo della termocucina a legna non si devono indossare indumenti facilmente in- fiammabili. • Durante l’uso alcune parti della termocucina a legna potrebbero essere molto calde, fate attenzione a non appoggiarvi e a non toc- care con le mani le parti calde (telaio, pia- stra e porte). Fate particolare attenzione in presenza di bambini. • La porta del fuoco deve sempre restare chiu- sa tranne durante le operazioni di accen- sione, alimentazione del fuoco e durante l’operazione di svuotamento del cassetto della cenere. • Le prime accensioni della termocucina a le- gna e le prime accensioni stagionali devono essere eseguite con fuoco moderato (poco combustibile), così vengono evitati eventua- li processi di assestamento e rotture delle parti interne. • Controllate regolarmente le sigillature, i re- sidui carboniosi e di cenere della cucina a legna, del girofumi e del raccordo camino. • Fate effettuare regolarmente da un tecnico competente il controllo e la pulizia della ter- mocucina a legna. • Effettuate la pulizia della piastra dopo ogni uso della termocucina a legna, inoltre effet- tuate regolarmente la manutenzione speci- fica come descritto nel paragrafo 7.7. • Fate pulire il camino almeno ogni sei mesi di uso continuativo oppure almeno una volta all’anno. • Oltre alla pulizia, al controllo dei sigilli e alla manutenzione della piastra, non è necessa- ria nessuna altra manutenzione periodica specifica per la termocucina a legna. • Dopo un prolungato periodo di non funzio- namento controllate attentamente che non ci siano ostruzioni e che la termocucina a legna funzioni in modo regolare. • Utilizzate solamente pezzi di ricambio ori- ginali o autorizzati. • Non effettuate nessuna modifica alla ter- mocucina a legna che non sia autorizzata. L’uso di combustibili economici ed ecologici, il dolce tepore del fuoco naturale, il profumo della legna dei nostri boschi sono le qualità che rendono indispensabile in ogni casa una cucina a legna. La Vostra scelta è caduta su una cucina Rizzoli frutto di una tradizione che ha origine nel lontano 1912 quando Carlo Riz- zoli incominciò la sua produzione di cucine a legna nel tipico stile delle vallate dolomitiche. Col tempo la Rizzoli ha continuato ad affinare le proprie cucine utilizzando tecnologie sem- pre più moderne ed avanzate, ma sempre sen- za perdere di vista l’eleganza, la bellezza e la funzionalità del prodotto originario. 1.1 DISPOSIZIONI

COMPONENTI DELLA TERMOCUCINA

1 Telaio 2 Caldaia 3 Fianco 4 Avviamento 5 Porta della camera di combustione 6 Manopola aria primaria 7 Zoccolo 8 Cassetto 9 Corrimano 10 Piastra 11 Porta del forno 12 Forno 13 Termometro caldaia Figura 1 1 2 3 8 9 10 13 5 6 7 1 2 3 13 5 6 8 9 10 12 11 4 7

Porta della camera

di combustione 6 Manopola aria primaria 7 Zoccolo 8 Cassetto 9 Corrimano 10 Piastra 11 Porta del forno 12 Forno 13 Termometro caldaia 14 Zoccolo ad archetto Figura 2 ST 60 con archetto 1 3 5 9 10 13 14 2 6 1 3 2 13 6 5 11 9 10 4 12 14 ST 90 con archetto

Fianco allargato STK

4 Avviamento 5 Porta della camera di combustione 6 Manopola aria primaria 7 Zoccolo 8 Cassetto 9 Corrimano 10 Piastra 11 Porta del forno 12 Forno 13 Termometro caldaia Figura 3 Le termocucine ST 60 e ST 90 possono essere realizzate nella variante con archetto carat- terizzata da uno zoccolo coordinato con la finitura della termocucina. In questo modo non è presente la cassa porta legna. La legna può essere immagaz- zinata nell’apposito vano predisposto nello zoccolo. Si raccomanda di prestare una certa cautela nello spostare la legna sotto lo zoc- colo per non rovinare il rivestimento. Fa parte della serie ST anche il modello STK, realizzato a partire dal modello ST 90, a cui viene aggiunto un apposito kit idraulico che permette varie funzioni tra cui la produzio- ne di acqua calda sanitaria istantanea. La termocucina STK comprende di serie il si- stema di sicurezza a scarico termico e una centralina elettronica per il controllo del funzionamento. 1.3 TERMOCUCINE CON ARCHETTO 1.4 TERMOCUCINA STK 1 2 3 13 5 6 8 4 9 10 12 11 7 STK

Con le cucine a legna vengono consegnati

alcuni accessori che semplificano l’installa- zione, la manutenzione e l’uso quotidiano dell’apparecchio. Le termocucine serie ST sono espressamente costruite per utilizzare legna da ardere. Si raccomanda di utilizzare legna da ardere di buona qualità, secca, stagionata (depositata per due anni in luoghi aerati e protetta dalla pioggia) e possibilmente spaccata. L’utilizzo di legna da ardere di qualità ga- rantisce una buona potenza calorica e evita il formarsi di residui carboniosi. Per evitare una dispersione di energia e eventuali deformazioni o danneggiamen- ti della cucina non bisogna assolutamente utilizzare delle eccessive quantità di combu- stibile, attenetevi a quanto previsto nei dati tecnici nel capitolo 9. I combustibili liquidi non possono essere uti- lizzati. L’apparecchio non può essere utiliz- zato come inceneritore. Altri combustibili e rifiuti, come ad esempio plastica, legno lac- cato/trattato e cartone non possono essere bruciati. L‘utilizzo di questi materiali non solo danneggia l‘ambiente, ma anche la cu- cina a legna e la canna fumaria. • Libretto istruzioni di uso e manutenzione • Libretto verde e certificato di garanzia della termocucina a legna • Griglia per il forno (ST 90, STK) • Teglia di cottura e portateglia (ST 90, STK) • Cassetto cenere • Attizzatoio • Raschietto (ST 90, STK) • Dispositivi per il collegamento dell’uscita fumi • Olio salvapiastra • Olio per la pulitura della piastra • Spugnetta abrasiva • Chiave a brugola per lo smontaggio del corrimano (ST 90) • Viti di ripristino per lo smontaggio del corrimano (ST 90) • Guanto • Protezione porta fuoco • Porta accessori per cassa porta legna 1.5 ACCESSORI 1.6 COMBUSTIBILI RACCOMANDATI 1.7 ALTRI COMBUSTIBILI

L’installazione delle termocucine serie ST va

effettuata da parte di personale competente, in Italia secondo le norme tecniche UNI 10683 e UNI 10412-2, e in ogni altro paese secondo le normative e leggi vigenti. In particolare va posta particolare attenzione al collegamento con un impianto di riscalda- mento idoneo e al collegamento al camino, il quale deve essere adeguato e dimensionato correttamente in base all’apparecchio. Per i modelli ST 90 e STK va effettuato anche il collegamento alla rete elettrica. Per il posizionamento vanno osservate alcu- ne precauzioni per evitare danneggiamenti. Evitate di trascinare la termocucina, ma spo- statela sempre staccandola dal suolo. La ter- mocucina non va spostata facendo forza sulle maniglie o sul corrimano. Nel caso siano presenti dei mobili nelle vici- nanze accertatevi di mantenere le distanze minime di sicurezza nel caso siano presenti materiali infiammabili o sensibili alle tempe- rature secondo quanto previsto in tabella 1. In caso di pavimento formato da materiale infiammabile è necessario mettere una prote- zione non infiammabile sul pavimento davanti alla porta fuoco. La copertura deve estendersi sul davanti di minimo 50 cm e lateralmente di minimo 30 cm oltre la porta fuoco. In caso di inserimento ad incasso in adiacenza con materiali non sensibili al calore, occorre comunque mantenere una distanza minima di 1-2 mm per permettere la dilatazione dei materiali al variare della temperatura. 2.1 GENERALITÀ Tabella 1 - Distanze di sicurezza da materiale infiammabile o sensibile alla temperatura. ST 60 30 cm 32 cm 80 cm 70 cm ST 90 35 cm 33 cm 80 cm 70 cm STK 35 cm 33 cm 80 cm 70 cm Modello Lateralmente Dietro Davanti Sopra 2.2 CANNA FUMARIA Figura 4 - Le parti componenti il camino. A= Termocucina B= Raccordo o canale da fumo C= Canna fuma- ria D= Comignolo E= Zona di riflusso D E C B A La canna fumaria è di vitale importanza per il corretto funzionamento di ogni apparec- chio a combustione a legna. Le termocucine sviluppano il massimo rendimento solamen- te se la canna fumaria è realizzata in accor- do con le normative vigenti e con un dimen- sionamento corretto. Consultate un tecnico specializzato oppure lo spazzacamino responsabile di zona per qualsiasi problematica riguardante camino, canna fumaria e raccordo con la termocuci- na.

Figura 5 - Esempi di realizzazione del camino corretta e scorretta

NO SI La canna fumaria deve avere una misura leg- germente più grande rispetto a quella del raccordo che va realizzato della stessa misu- ra dell’imbocco presente sull’apparecchio. Per il modello ST 60 si consiglia una canna fumaria di diametro 15 o 16 cm. Per il mo- dello ST 90 si consiglia una canna fumaria di diametro 16 o 18 cm. Il collegamento ad una canna fumaria inferiore ai 4 m di altez- za non è consentito. Tutto come indicato in tabella 2. La termocucina non può essere collegata a una canna fumaria condivisa, inoltre il colle- gamento deve essere il più possibile lineare e senza tratti orizzontali, vedi figura 5. 2.3 DIMENSIONI E FORME CORRETTE DEL CAMINO Figura 6 - Misura H per dimensionamento della canna fumaria Tabella 2 - Dimensionamento della canna fumaria in funzione dell’altezza. ø imbocco 130 mm 140 mm 140 mm ø canna fumaria H < 4m Tiraggio non garantito ø canna fumaria 4 m < H < 6m 160 mm 180 mm 180 mm ø canna fumaria H > 6m 150 mm 160 mm 160 mm Depressione necessaria 12 Pa 12 Pa 12 Pa Modello ST 60 ST 90 STK

Nella figura 7 sono rappresentati alcuni esem-

pi per un corretto collegamento di una cucina a legna. Per avere un collegamento sicuro alla canna fumaria, consigliamo di utilizzare un doppio isolamento del muro. Il collegamento tra il materiale isolante e la canna fumaria deve es- sere sigillato bene. E’ molto importante che il raccordo tra la termocucina e la canna fumaria sia più corto possibile. Il raccordo deve sempre essere mes- so orizzontalmente o inclinato verso l’alto, mai verso il basso. Vanno evitate anche curve e tratti tortuosi di tubo. Il raccordo tra la termocucina e la canna fuma- ria deve essere fissato bene e sigillato. I raccor- di non devono attraversare mobili infiamma- bili o sensibili alle temperature. 2.4 CORRETTO ALLACCIAMENTO AL CAMINO Figura 7 - Esempi di corretto e scorretto allacciamento alla canna fumaria NO NO NO SI Il modello ST 60 viene fornito con l’uscita fumi solo superiore sia a destra che a sinistra. Occorre scegliere quale delle due utilizzare e tappare l’altra. I modelli ST 90 e STK vengono forniti di serie con la predisposizione per l’uscita dei fumi sia superiore che posteriore a destra oppure a sinistra. In questo caso la termocucina vie- ne di regola fornita con entrambe le uscite tappate. Per effettuare il collegamento della 2.5 PREDISPOSIZIONE DELL‘USCITA FUMI Figura 8 - Predisposizione dell’uscita fumi H

L’installazione tradizionale della termocucina

prevede che l’aria comburente venga prele- vata dal locale di installazione attraverso la presa d’aria della cucina presente all’interno dello zoccolo. In questo caso nel locale deve essere sempre garantito il ricambio di aria fresca soprattutto se il locale è piccolo o i ser- ramenti sono ermetici. Il corretto afflusso di aria nel locale deve essere garantito anche in presenza di altri apparecchi a combustione, di cappe aspiranti, di camini o di sfiati. La pre- sa d’aria del locale deve avere una superficie minima di 80 cm2. Su richiesta Rizzoli può fornire delle valvole studiate appositamente per permettere l’a- pertura automatica della presa d’aria, solo quando necessario per il funzionamento del- la cucina a legna, in modo da garantire una depressione massima di 3 Pa nel locale di in- stallazione. Le termocucine serie ST eventualmente pos- sono anche essere collegate in modo da prendere l’aria comburente direttamente dall’esterno. In questo modo, per la cucina a legna, non è necessaria un’altra presa d’aria nel locale di installazione. Per fare questo è necessario predisporre un condotto collega- to direttamente con l’esterno dell’abitazione 2.6 PRESA D’ARIA Figura 9 - Tolleranza per uscita fumi sopra o dietro. La tolleranza dipende dall’orientamento del raccordo Y X +/- 10 mm +/- 10 mm termocucina bisogna modificare una delle due uscite togliendo il tappo dell’uscita da utilizzare e inserendo il dispositivo di imboc- co, vedi figura 8. Il connettore permette una tolleranza di circa 1 cm in modo da facilitare l’installazione. La tolleranza risulta disponibile secondo una unica direzione che dipende dall’orienta- mento del connettore, vedi figura 9. Figura 10 - Installazione mediante presa d’aria nel locale e installazione con presa d’aria esterna collegata direttamente alla cucina a legna Y X +/- 10 mm +/- 10 mm

e effettuarne il collegamento diretto con la

presa d’aria della termocucina. La presa d’aria della termocucina si trova all’interno del vano cassa legna in corrispon- denza della camera di combustione. Per il collegamento si consiglia di utilizzare un tubo flessibile e di predisporre un dispositivo per l’eventuale chiusura del condotto. Figura 11 - Modi di collegamento della presa d’aria della termocucina a legna A A H H B B B B C C Presa aria esterna non collegata Presa aria esterna a pavimento Presa aria esterna a parete A A H H B B B B C C A A H H B B B B C C Per semplificare il collegamento si consiglia di predisporre la presa d’aria esterna sul pavimento in corrispondenza dell’interno dello zoccolo, oppure a parete attraverso la parte posteriore della termocucina secondo specifiche variabili in funzione del modello (vedi tabella e figura). Sono possibili altre soluzioni per il collegamento, ma vanno pre- ventivamente concordate con Rizzoli. ATTENZIONE! Cappe aspiranti o ventilatori di estrazione di aria del locale po- trebbero causare problemi per il corretto funzionamento dell’apparecchio in mancanza di apposita presa d’aria o in caso di presa d’aria sottodimensionata. Ingresso aria esterna Ingresso aria esterna Figure 12 e 13 - Vista posteriore dello zoccolo della termocucina e specifiche per il collegamento con la presa d’aria esterna attra- verso lo zoccolo. La parte scura rappresenta l’apertura standard in cui si può fare passare il tubo di collegamento. Termocucine standard Termocucine con archetto H C B A ST 60 248 118 364 218 95 ST 60 con archetto 193 113 364 218 95 ST 90 248 118 664 218 95 ST 90 con archetto 193 113 664 218 95 STK 248 118/258* 664 218 95 Modelli ø Misure Tabella 3 - Misure per collegamento presa aria esterna *Lato uscita fumi / Lato caldaia

Il modello ST 90 viene fornito di serie con il

corrimano su tre lati (anteriore, laterale de- stro e laterale sinistro). In alcuni casi può es- sere necessario togliere il corrimano su uno o più lati. Per effettuare questa operazione è sufficien- 2.8 PREDISPOSIZIONE DEL CORRIMANO Figura 14 - Posizione della morsettiera per l’allaccia- mento alla rete elettrica Figura 15 - Morsettiera elettrica per il collegamento alla rete: 1. Linea 2. Neutro 3. Terra 40 mm 30 mm 1 2 3 2 mm 40 mm 30 mm 1 2 3 2 mm Figura 16 - Modifica del corrimano 2.7 COLLEGAMENTI ELETTRICI Il modello ST 60 non richiede l’allacciamen- to alla rete elettrica. I modelli ST 90 e STK richiedono un allacciamento alla rete elet- trica che deve essere effettuato da perso- nale qualificato e secondo le norme vigen- ti. L’installatore è responsabile del corretto collegamento in conformità alle norme di sicurezza. Per effettuare l’allacciamento occorre colle- gare un cavo elettrico alla morsettiera posta nel retro della termocucina. Devono essere effettuati i corretti collega- menti di linea, neutro e terra, come indicato in figura. Il cavo e ogni altro dispositivo elet- trico aggiunto deve essere dimensionato per il carico elettrico da sopportare e non deve toccare punti con temperatura superiore di 50 °C alla temperatura ambiente.

te un cacciavite a stella e utilizzare l’apposita

chiave a brugola e le viti fornite in dotazio- ne con la termocucina. Per prima cosa oc- corre sfilare il finale, che è semplicemente inserito a pressione. Poi occorre allentare le brugole sotto i portanti del corrimano dove necessario. Adesso si può estrarre la barra del corrimano dai portanti, sfilare i pomoli dei portanti e la curva del corrimano. A questo punto occorre inserire il finale dove prima era inserita la curva, rimuovere i portanti del corrimano con il cacciavite a stella, sostituire le viti di fissaggio con quelle fornite in dota- zione e infine serrare nuovamente le brugole precedentemente allentate. I modelli ST 60 e STK invece sono dotati del solo corrimano frontale. E’ possibile richie- dere gli accessori per aggiungere il corrima- 40 mm 30 mm Figure 17 e 18 - Modifica del corrimano

ATTENZIONE! mai appoggiare oggetti infiammabili sul corrimano, come ad

esempio strofinacci da cucina oppure le presine. Non appendere la biancheria da asciugare sul corrimano. no su uno o entrambi i lati (ST 60) oppure solo sul lato forno (STK). Per effettuare questa operazione occorre svitare le due viti sul bordo laterale del pia- no, aggiungere i due portanti fissandoli con le viti apposite. A questo punto si toglie il finale dal lato in cui si vuole aggiungere il corrimano e si inserisce la curva e quindi le restanti parti del corrimano. Infine si fissano le brugole con la apposita chiavetta e si in- serisce il finale. La malta refrattaria utilizzata per la muratu- ra interna contiene sempre un po’ di umidità che viene eliminata dopo le prime accensioni: è quindi normale che le prime volte che si usa la termocucina, si crei della condensa. Per lo stesso motivo il materiale refrattario interno subisce un processo di assestamento a causa del quale si possono creare piccole fessure, che non pregiudicano in alcun modo il funzionamento della termocucina. 2.9 MURATURA INTERNA (ST 90, STK) Prima dell’uso togliete il materiale di imbal- laggio presente nel forno e sulla termocu- cina, togliete anche la pellicola di plastica in cui è avvolta la piastra e con uno straccio rimuovete la maggior parte dell’olio steso sulla superficie. 2.10 PRIMA DELL’USO

In funzione del tipo di impianto che si va a

realizzare esistono alcuni connettori ausilia- ri di utilizzo facoltativo, in alcuni casi però indispensabili. Questi sono i connettori per il circuito di scarico termico, il connettore per la sonda della valvola di scarico termico e il connettore per il termostato. Se non utiliz- zati i connettori devono essere tappati. Le termocucine serie ST non sono dotate di termostato. Qualora si voglia realizzare un impianto di riscaldamento a circolazione for- zata, è necessario utilizzare un termostato esterno per controllare il funzionamento del- la pompa di circolazione in base alla tempe- ratura dell’acqua nella caldaia. La sonda del termostato deve essere inserita nell’apposito connettore sul retro della termocucina. Il ter- mostato deve attivare la pompa quando la temperatura dell’acqua è superiore a quella impostata e mantenerla ferma al di sotto. 3.3 COLLEGAMENTI AUSILIARI 3.4 TERMOSTATO 3. IMPIANTO DI RISCALDAMENTO (ST 60, ST 90) Le termocucine serie ST sono dotate di cal- daia per sfruttare il calore prodotto dall’ap- parecchio mediante un impianto con fluido vettore per riscaldamento e produzione di acqua calda. Le termocucine serie ST sono dotate di tutte le predisposizioni necessarie per una corretta installazione, ogni com- ponente esterno alla termocucina (valvole, pompe, allarme acustico, manometro e ter- mostato) deve invece essere acquisito da parti terze secondo le indicazioni specifiche del progettista o dell’installatore. Il model- lo ST 90 può essere realizzato anche nella versione STK con KIT idraulico aggiuntivo applicato. Per quanto riguarda l’impianto di riscalda- mento a cui allacciare il modello STK, si pre- ga di seguire quanto indicato nel capitolo 4. Prima della messa in funzione della termocu- cina è obbligatorio effettuare i collegamenti all’impianto di riscaldamento. L’utilizzazione della termocucina con la caldaia vuota o non collegata all’impianto comporta il danneg- giamento irreversibile della caldaia stessa. In ogni caso è necessario collegare all’impianto il connettore di andata, il connettore di ritor- no e il connettore di scarico (necessario per svuotare la caldaia in caso di manutenzione). 3.1 GENERALITÀ 3.2 COLLEGAMENTI ALL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO ATTENZIONE! per una maggiore durata nel tempo della caldaia della termocu- cina, è obbligatorio non fare circolare l’acqua a una temperatura inferiore a 55-60 °C. Temperature più basse provocano la formazione di condensa acida e catrame sulle pareti della caldaia.

Figura 19 - Sul modello ST 90 la caldaia è sempre in corrispondenza della camera di combustione. In figura si può vedere

la versione con camera di combustione a sinistra e uscita fumi a destra (vista anteriore). La versione con uscita fumi a sinistra è simmetrica. 4 600 463 102 300 484 498 691 483 792 802 741 2 6 7 1 4 3 5 1 900 448 87 108 390 447 676 463 763 799 745 4 3 2 4 5 7 6 ST 60 ST 90 1) Attacco sonda termostato ø 1/2” femmina 2) Attacco andata ø 1”1/4 femmina 3) Attacco per sonda di scarico termico ø 1/2” femmina 4) Attacchi per circuito di scarico termico ø 1/2” maschio 5) Attacco ritorno ø 1”1/4 femmina 6) Attacco scarico ø 1/2” femmina 7) Presa aria esterna (facoltativo) In tutte le caldaie a combustibile solido non è tecnicamente possibile interrompere la com- bustione immediatamente in caso di necessi- tà, come avviene per le caldaie a combustibi- le liquido o gassoso. Da ciò nasce l’obbligo di smaltire sempre il calore prodotto anche nel caso in cui l’impianto di riscaldamento non lo richieda e anche in mancanza di alimenta- zione elettrica. In caso contrario l’acqua della caldaia potrebbe andare in ebollizione sen- za possibilità di sfogo, con il rischio nei casi estremi di esplosione della caldaia. Per que- sto si raccomanda di seguire attentamente quanto previsto dalla normativa UNI 10412-2 e si consiglia di inserire sempre nell’impianto anche un bollitore in grado di accumulare il calore prodotto in eccesso sotto forma di ac- qua calda sanitaria. Per una maggiore sicurezza è possibile rea- lizzare un circuito ausiliario di scarico termico collegato direttamente alla caldaia. Il circuito di scarico termico è obbligatorio nel caso di installazione a vaso chiuso. La termocucina è predisposta per questa solu- zione. L’impianto di scarico termico permette di raffreddare direttamente la caldaia quan- do necessario facendo scorrere acqua fredda a perdere in un circuito separato all’interno della caldaia. La realizzazione dell’impianto di scarico ter- mico è a cura e sotto la responsabilità dell’in- stallatore. 3.5 SICUREZZA 3.6 SCARICO TERMICO

Per realizzare questo impianto è necessario

effettuare i collegamenti di andata e ritorno, che sono interscambiabili e inserire la sonda di scarico termico nell’apposito connettore. L’impianto per essere efficace deve poter fun- zionare e avere disponibilità di acqua fredda anche in mancanza di alimentazione elettrica. I dispositivi di sicurezza devono essere acces- sibili anche dopo il montaggio per la manu- tenzione e la verifica funzionale. Si consiglia di verificare il corretto funzionamento della valvola almeno una volta all’anno. Il circuito di scarico termico non deve essere utilizzato per la produzione di acqua calda sanitaria. Su richiesta, Rizzoli può fornire una valvola di scarico termico idonea per i propri apparecchi. Figura 20 - Schema realizzativo del circuito di scarico termico. I VRP VSP VST VNR TP S ST Di seguito presentiamo alcuni schemi di pos- sibili realizzazioni dell’impianto. Tali schemi valgono solo a titolo di esempio e non pos- sono sostituire il progetto di un termotecnico qualificato realizzato per il vostro caso spe- cifico. 3.7 ESEMPI (ST 60 - ST 90) Figura 21 - Esempio di schema per la realizzazione di un impianto di riscaldamento con termocucina ST 60 o ST 90 con generatore di calore. I T A M VSP AL VST R S S P ST VE CA CR B I ACS LEGENDA VE VST ACS CA CR M S P B I A R Acqua calda Acqua fredda Manometro Circolatore Vaso espansione chiuso Termostato Valvola di non ritorno Scarico Boiler Collettore mandata Collettore ritorno Valvola di scarico termico Acqua calda sanitaria Ingresso acqua fredda Termometro Valvola di sovrappressione Allarme acustico T di pulizia Andata Ritorno Valvola riduzione pressione AL TP VSP VNR VRP T

Figura 22 - Esempio di schema per la realizzazione di un impianto di riscaldamento con termocucina ST 60 o ST 90 con

generatore di calore. VST I F T T A AL M M VSP AL M VSP VAC R S S C P P ST VE VE VE CA ACS CR B SF PF PS T

Figura 23 - Esempio di schema per la realizzazione di un impianto di riscaldamento con termocucina ST 60 o ST 90 con

generatore di calore. I T TS TC A AL M VSP R S S S P ST VA CA ACS CR B T LEGENDA VE VST TS ACS TC CA CR VA M S P B A R Acqua calda Acqua fredda Manometro Circolatore Vaso espansione chiuso Termostato Scarico Boiler Collettore mandata Collettore ritorno Valvola di scarico termico Acqua calda sanitaria Tubo di sicurezza Tubo di carico Vaso di espansione aperto Termometro Valvola di sovrappressione Allarme acustico Valvola anticondensa Andata Ritorno AL T VSP VAC

4. IMPIANTO DI RISCALDAMENTO (STK)

La termocucina STK è dotata di caldaia per sfruttare il calore prodotto dall’apparecchio mediante un impianto con fluido vettore per riscaldamento e produzione istantanea di acqua calda sanitaria. Il trasferimento del calore dalla termocucina all’impianto termosanitario viene effettuato per mezzo di un sistema a scambio di calore a piastre e tramite due pompe di circolazio- ne (P1 e P2) presenti nel Kit e controllate mediante la centralina elettronica. Durante il funzionamento della termocuci- na si riscalda l’acqua contenuta nella calda- ia. Raggiunta una determinata temperatura l’acqua viene messa in circolazione sul cir- cuito interno della termocucina tramite la pompa P1. Tramite gli scambiatori di calore a piastre si trasferisce il calore al circuito dell’impianto di riscaldamento o al circuito per la produ- zione dell’acqua calda sanitaria. E’ quindi da notare che il liquido presente nella caldaia della termocucina e nel circuito interno non è a contatto diretto con l’acqua dell’impianto termosanitario. Si tratta di cir- cuiti separati in cui si possono avere tempe- ratura e pressione differenti. La circolazione dell’acqua calda nell’impian- to di riscaldamento viene effettuata per mezzo della pompa P2. Il circuito per l’acqua calda sanitaria funziona grazie alla pressio- ne dell’acqua fredda in ingresso. La termocucina STK è predisposta con siste- ma di scarico termico integrato con serpen- tina interna alla caldaia. In questo modo nel circuito interno di tipo chiuso viene garanti- ta la sicurezza di funzionamento. 4.1 PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO Figura 24 - Schema realizzativo del Kit della termocucina STK. VST VS2 VS1 VS1 C F H R A VE SP S3 GR P1 P2 S1 VNR LEGENDA F S1 P2 P1 S3 GR VST VNR VS1 VS2 H A R Ingresso acqua fredda - ½”M Uscita acqua calda sanitaria - ½”F Andata impianto riscaldamento - ¾”F Ritorno impianto riscaldamento - ¾”F Scarico di sicurezza - ¾”M Scarico per manutenzione Valvola di sfiato automatica Valvola di sovrapressione Valvola di scarico termico Valvola di non ritorno Caldaia Scambiatore a piastre Pompa impianto interno Pompa circolazione imp. riscald. Gruppo di riempimento Vaso di espansione chiuso C

I tubi di collegamento tra la caldaia della

termocucina e il kit si trovano nella parte posteriore dell’apparecchio e sporgono per circa 5 cm rispetto al piano superiore in ac- ciaio inox. Per effettuare l’installazione in aderenza alla parete posteriore è in dota- zione una prolunga del piano in grado di coprire lo spazio lasciato libero tra il piano e la parete. In questo modo la profondità del piano dell’apparecchio aumenta da 60 cm a 65 cm. In alternativa si consiglia di predisporre una nicchia nel muro in corrispondenza delle tubazioni. In questo modo le tubazioni pos- sono rientrare nello spessore della parete e quindi si riesce ad installare la termocucina in aderenza senza aumentarne la profondi- tà. Prima di effettuare i collegamenti idraulici è necessario smontare la struttura di copertu- ra del kit. In particolare va smontato il pia- netto: allentando le viti di fissaggio si può sfilare verso l’alto. Poi va smontato il fianco staccando i due blocchi di connettori elettri- ci verdi dalla centralina e poi sganciando e sollevandolo rispetto allo zoccolo. 4.2 POSIZIONAMENTO DELLA TERMOCUCINA (STK) 4.3 SMONTAGGIO DELLA COPERTURA DEL KIT (STK) Figura 25 - Smontaggio copertura kit. 1 2 A B C D

Prima della messa in funzione della termo-

cucina è necessario effettuare tutti i colle- gamenti obbligatori all’impianto di riscalda- mento. L’utilizzazione della termocucina con la caldaia vuota o non collegata all’impianto comporta il danneggiamento irreversibile della caldaia stessa. Per i collegamenti idraulici si raccomanda di usare dei tubi flessibili. E’ necessario col- legare all’impianto i connettori di andata e ritorno dell’impianto di riscaldamento, il connettore di ingresso dell’acqua fredda da acquedotto e il connettore di scarico di si- curezza. Invece è facoltativa la connessione del con- nettore per l’acqua calda sanitaria. Se que- sto non viene usato deve essere tappato. Le tubazioni poi devono essere disposte verso la parte posteriore dell’apparecchio, dove possono uscire liberamente. Sul circuito dell’impianto di riscaldamento si raccomanda di mettere una valvola di sicurezza da sovrapressione tarata a 3 bar. La produzione di acqua calda sanitaria avvie- ne mediante il passaggio di acqua fredda a perdere attraverso lo scambiatore a piastre. In questo modo l’acqua può scaldarsi istanta- neamente e essere resa disponibile all’uscita. L’acqua fredda in ingresso non deve avere una pressione maggiore di 2,5 bar, se l’ac- qua proviene direttamente dall’acquedotto, generalmente è necessario mettere una val- vola di riduzione della pressione in ingresso. In più si raccomanda di mettere sul circuito sanitario anche una valvola di sicurezza da sovrapressione tarata a 6 bar. Sulla termocucina STK sono presenti uno o due connettori di scarico: uno scarico di si- curezza (S1) e uno per lo scarico caldaia (S3). Lo scarico caldaia serve per svuotare la cal- daia in caso di manutenzione. E’ controlla- to da un rubinetto e può essere collegato 4.4 COLLEGAMENTI ALL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO 4.5 PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA 4.6 SCARICHI Figura 26 - Posizione attacchi idraulici STK (uscita fumi a destra). Il modello con uscita fumi a sinistra è simmetrico. 1040 80 80 20 140 A R S3 F H S1 50 600 1040 80 80 20 140 1 2 3 4 5 50 600 LEGENDA A Mandata impianto di riscaldamento ¾” F R Ritorno impianto di riscaldamento ¾” F F Ingresso acqua fredda ½” F H Uscita acqua calda sanitaria ½” F S1 Scarico di sicurezza ½” F S3 Scarico per manutenzione

Dopo aver effettuato i collegamenti occorre

serrare bene tutte le connessioni idrauliche del Kit, comprese quelle interne che potreb- bero essersi allentate durante il trasporto e il posizionamento dell’apparecchio. A questo punto si può procedere al riempi- mento del circuito interno della termocucina, tramite l’apertura del gruppo di riempimen- to, e della parte relativa all’impianto di riscal- damento. Il caricamento va fatto lentamente assicurandosi che tutta l’aria presente all’in- terno venga eliminata. Si consiglia di svitare completamente il tappo della valvola automatica di sfiato, di allen- tare le valvole manuali di sfiato presenti sul Kit e eventualmente di allentare la vite sulle pompe di circolazione. Una volta completato il riempimento tutte le valvole vanno chiuse. Dopo il riempimen- to e le opportune prove di funzionamento si può ripristinare la struttura di protezione del kit ripristinando il fianco, ricollegando le morsettiere alla centralina e risistemando e bloccando il pianetto. Sul frontale della termocucina STK è presente un termometro analogico. Il termometro in- dica la temperatura dell’acqua nella caldaia. In questo caso la temperatura viene rilevata in un punto diverso rispetto a quello della centralina elettronica, per cui è normale che ci possa essere una differenza tra le due in- dicazioni. Ogni circuito idraulico chiuso soggetto a va- riazioni di temperatura deve prevedere un dispositivo che permetta la variazione di vo- lume del liquido contenuto al variare della temperatura. Il circuito interno della termocucina è già do- tato di vaso di espansione. Il circuito secon- dario per l’impianto di riscaldamento, essen- do separato, richiede un vaso di espansione dedicato e dimensionato correttamente se- condo le dimensioni dell’impianto termico complessivo. Il vaso d’espansione per l’impianto di riscal- damento può essere di tipo chiuso. In caso di allacciamento a un impianto esi- stente o nel caso in cui sia presente un altro generatore di calore, il vaso d’espansione po- trebbe essere già presente e idoneo all’uso, viceversa questo deve essere aggiunto a cura dell’installatore. In tutte le caldaie a combustibile solido non è tecnicamente possibile interrompere la com- bustione immediatamente come avviene per le caldaie a combustibile liquido o gassoso. Da ciò nasce la necessità di smaltire sempre il calore prodotto, anche nel caso in cui l’im- pianto di riscaldamento non lo richieda e an- che in mancanza di alimentazione elettrica. In questo caso nella termocucina STK al rag- giungimento della temperatura di sicurezza la valvola di scarico termico presente nel cir- cuito interno fa in modo di limitare la tem- peratura andando a raffreddare la caldaia direttamente dall’interno mediante una ser- pentina dedicata presente nella caldaia e in cui scorre acqua fredda a perdere. La termocucina STK in questo modo può es- sere installata in modo sicuro come previsto dalle norme di riferimento per quanto ri- guarda l’installazione a vaso chiuso, tenendo all’occorrenza con un tubo mobile oppure in modo fisso. Lo scarico di sicurezza serve per espellere l’acqua e il vapore che dovessero uscire dalla valvola di sovrapressione presente a bordo macchina e per espellere l’acqua provenien- te dal circuito di scarico termico. Lo scarico di sicurezza deve essere collegato a uno sca- rico esterno sempre libero. 4.7 RIEMPIMENTO DELL’IMPIANTO 4.8 TERMOMETRO 4.9 VASO DI ESPANSIONE 4.10 SICUREZZA

presente che in questo caso sono già presenti

i dispositivi di sicurezza necessari. Il circuito dell’impianto di riscaldamento può essere installato tranquillamente con vaso di espansione chiuso. Si raccomanda di testare il corretto funziona- mento della valvola di scarico termico alme- no una volta all’anno attivandola mediante l’apposito pulsante presente sulla valvola stessa. La termocucina STK può essere facilmente abbinata anche ad altro generatore di calore. In questo caso si raccomanda di contattare un progettista termotecnico o un installatore esperto in grado di valutare al meglio come realizzare l’impianto. E’ necessario tenere presente che la termocu- cina deve avere la precedenza su ogni altro generatore di calore, in quanto, utilizzando combustibile solido, non è tecnicamente pos- sibile interrompere completamente la com- bustione. Questo aspetto può essere gestito in modo manuale, ma può essere anche au- tomatizzato, sfruttando le funzioni avanzate della centralina elettronica della termocuci- na. Effettuando gli opportuni collegamenti elet- trici, la centralina di controllo è in grado di coordinare il funzionamento anche dell’altro generatore di calore sia per l’impianto di ri- scaldamento che per la produzione di acqua calda sanitaria. 4.11 COLLEGAMENTO IN PRESENZA DI UN ALTRO GENERATORE DI CALORE In presenza di acqua molto dura o con resi- duo fisso elevato si potrebbero creare delle incrostazioni all’interno di tutti i passaggi d’acqua. A lungo andare questo potrebbe compromettere la funzionalità dell’apparec- chio. In questi casi si consiglia di predisporre un addolcitore a monte dell’ingresso dell’ac- qua nella termocucina da scegliere in base alle caratteristiche dell’acqua. 4.12 ACQUA CALCAREA

Di seguito presentiamo alcuni schemi di pos-

sibili realizzazioni dell’impianto. Tali schemi valgono solo a titolo di esempio e non posso- no sostituire il progetto di un termotecnico qualificato realizzato per il vostro caso spe- cifico. 4.13 ESEMPI (STK) Figura 27 - Schema di installazione - esempio n° 1. STK S S1 VE CA CR A R H F I M T VSP VSP ACS VRP LEGENDA VE I CA CR M P F T Acqua calda Acqua fredda Manometro Circolatore Vaso espansione chiuso Ingresso acqua fredda Uscita acqua calda sanitaria Valvola riduzione pressione Collettore mandata Collettore ritorno Ingresso acqua fredda Termometro Valvola di sovrappressione Scarico di sicurezza Scarico Andata Ritorno VSP S1 A VRP H R S

Figura 28 - Schema di installazione - esempio n° 2.

H F S S1 VRP A R I T M VSP T M VSP T M VSP P STK VE VE C VE CA ACS CR PF PS

Figura 29 - Schema di installazione - esempio n° 3.

S S1 B C I A R H F VSP VE VRP VNR VNR STK CA ACS CR VSP T M VSP V3 VE PF LEGENDA F S1 C CA ACS CR T V3 I VRP S H A R Ingresso acqua fredda Uscita acqua calda sanitaria Andata impianto riscaldamento Ritorno impianto riscaldamento Scarico di sicurezza Caldaia Valvola di non ritorno Valvola a tre vie Valvola riduzione pressione Collettore andata impianto Collettore ritorno impianto Termometro Manometro Acquedotto Scarico Bollitore Puffer Collegamenti centralina Acqua calda sanitaria Vaso di espansione chiuso Valvola sicurezza sovrapressione B

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

La centralina di controllo realizza il controllo dei dispositivi della termocucina e di alcuni dispositivi esterni eventualmente presenti nell’impianto di riscaldamento. Fondamentalmente la centralina rileva la temperatura dell’acqua della caldaia e in base al raggiungimento delle temperature programmate attiva o meno i dispositivi a cui è collegata. In più la centralina realizza alcu- ne funzioni ulteriori di sicurezza e controllo. Per alcune versioni è possibile che la cen- tralina sia leggermente differente rispetto a quanto riportato, ma è sostanzialmente equivalente. 5. CENTRALINA DI CONTROLLO (STK) L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 Accensione/Spegnimento Diminuzione temperatura impostata T > A04 - pompa P1 (circolazione interna) in funzione T > A05 - contatto VALVOLA ON alimentato - OFF interrotto T > A07 - disattivazione caldaia esterna T > A07 - pompa P2 (impianto di riscaldamento) in funzione Centralina in stand-by P1 P VALV V T P2 P OFF Aumento temperatura impostata Visualizzazione temperature impostate Figura 30 - Centralina elettronica FDG Tabella 4 - Pulsanti e led della centralina elettronica. Tabella 5 - Indicazioni pannello di controllo della centralina. Funzione Funzione Funzione Pulsante Indicatore led Pulsante

• Con il tasto si seleziona la temperatura da modificare

• Con i tasti si modifica il valore • Per memorizzare attendere 5 secondi oppure scorrere tutti i parametri con il tasto 5.4 FUNZIONI CENTRALINA (STK) 5.2 MENU PRINCIPALE 5.3 PROGRAMMAZIONE DELLE TEMPERATURE La centralina elettronica serve principalmen- te per controllare il funzionamento dell’im- pianto di riscaldamento, in più ha diverse funzioni ausiliarie di sicurezza e di manu- tenzione. FUNZIONE PRINCIPALE - La centralina rile- va la temperatura dell’acqua nella caldaia, quando questa supera la temperatura impo- stata mette in funzione prima la pompa P1 di circolazione interna e poi la pompa P2 di circolazione dell’impianto di riscaldamento. Quando la temperatura scende al di sotto del valore impostato la pompa P2 si ferma, permettendo alla temperatura di risalire. FUNZIONI SECONDARIE - Quando la tempe- ratura supera la temperatura impostata A05 si attivano i morsetti corrispondenti (VALVO- LA, VALV.) e quindi gli eventuali dispositivi Si accede al menu principale semplicemente accendendo la centralina mediante la pres- sione prolungata del tasto . Nel menu principale il visore indica normalmente la temperatura dell’acqua nella caldaia. Con la pressione del tasto si visualizzano i valori delle temperature impostate come termo- stato per l’attivazione della pompa P1, della pompa P2 e di eventuali dispositivi esterni collegati all’apparecchio. La modifica delle impostazioni della cen- tralina è di competenza solo di personale esperto. Si raccomanda di non modificare i valori impostati in fabbrica a meno che non sia necessario per il corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento. La modifica delle temperature impostate av- viene direttamente dal menu principale: L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 Termostato pompa P1 Termostato valvola Termostato pompa P2 30 °C 45 °C 55 °C P V T, P PTC VALVOLA CP, PIR Indicazione temperatura Sonda in cortocircuito o T > 100 °C Sonda di temperatura scollegata A04 A05 A07 Tabella 7 - Impostazioni standard del menu principale centralina FDG. Tabella 6 - Indicazioni pannello di controllo della centralina. Descrizione Valore standard Led corrispondente Contatti corrispondenti Funzione Simbolo Indicatore visore 88 hi lo

esterni collegati. In base al tipo di impianto

potrebbe non interessare il funzionamento normale della termocucina. FUNZIONE SANITARIO - Nei kit con centra- lina FDG la prevalenza all’acqua calda sa- nitaria è assicurata dalla disposizione degli scambiatori di calore. FUNZIONE ALLARME - Se la temperatura supera la temperatura di allarme viene at- tivata una segnalazione acustica e visiva. La pressione di un tasto qualsiasi disattiva la se- gnalazione acustica per 5 minuti. FUNZIONE STANDBY - Se la centralina è spenta e la temperatura supera quella impo- stata come termostato di sicurezza, la cen- tralina si accende automaticamente e mette in funzione le pompe. FUNZIONE ANTIGELO - Se la temperatura scende sotto la temperatura minima anti- gelo viene attivata la pompa P1 ad inter- mittenza secondo gli intervalli impostati. Il visore indica il simbolo ICE. FUNZIONE TEST POMPA - La pressione pro- lungata dei tasti o forza l’attivazione della pompa di circolazione P1 o P2 rispetti- vamente. Il visore indica il simbolo tSt. FUNZIONE ANTIBLOCCO POMPA - In caso di prolungata inattività delle pompe queste vengono attivate a intervalli regolari per un tempo limitato in grado di mantenere in ef- ficienza l’impianto. Il visore indica il simbolo bLP. L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 In alcuni impianti potrebbe essere utile ave- re la produzione di acqua calda sanitaria da parte di due generatori diversi. Si può fare in modo che l’impianto prelevi l’acqua: dalla termocucina, quando questa è in funzione; dall’altro generatore di calore, quando non lo è. Per questo, a cura dell’installatore, può essere disposta una valvola a 3 vie comanda- ta dalla centralina elettronica della termocu- cina. La centralina fornisce l’alimentazione elettri- ca per la valvola. La valvola può essere alimentata a scelta sia in condizione ON che in condizione OFF sem- plicemente collegando opportunamente il cavo. 5.5 COLLEGAMENTO VALVOLA A 3 VIE

In presenza di un altro generatore di calore

da controllare, questo va collegato agli ap- positi morsetti della centralina, direttamente o indirettamente tramite un termostato am- biente. I morsetti dedicati sono quelli deno- minati CP (centralina FDG) e forniscono un contatto pulito, normalmente chiuso o nor- malmente aperto a scelta. Il collegamento va effettuato come descritto in figura 31. 5.6 COLLEGAMENTO A UN ALTRO GENERATORE Figura 31 - Connessioni elettriche della centralina elettronica FDG. P1 P2

La centralina elettronica della termocucina è

già installata, programmata e pronta all’uso. In base al tipo di impianto che si intende rea- lizzare potrebbe essere necessario effettuare delle connessioni aggiuntive per comandare dei dispositivi esterni alla termocucina. Le connessioni aggiuntive possono essere utili e necessarie nel caso in cui sia presen- te un altro generatore di calore sullo stesso impianto termosanitario della termocucina. In questo caso, quando è in funzione la ter- mocucina, questa deve avere la prevalenza rispetto all’altro generatore. Le connessioni aggiuntive permettono di ottenere automa- ticamente questa prevalenza ottimizzando il funzionamento di tutto l’impianto. Per accedere alla morsettiera elettrica della centralina occorre smontare il fianco allarga- to, come descritto nel paragrafo 4.3. Tramite la connessione ai morsetti (VALV, VALVOLA) è possibile comandare opportuna- mente una valvola idraulica a 3 vie per attiva- re la corretta fonte di acqua calda sanitaria. Tramite la connessione ai morsetti CP (cen- tralina FDG) è possibile disattivare l’altro ge- neratore di calore eventualmente presente nell’impianto secondo lo schema in figura. 5.7 CONNESSIONI ELETTRICHE CENTRALINA ATTENZIONE! Prima di ogni modifica all’impianto elettrico della termocucina o ai collegamenti della centralina è obbligatorio scollegare la rete elettrica dall’apparecchio. Figura 32 - Connessioni elettriche centralina FDG Alimentazione elettrica Alimentazione pompa P1 Alimentazione dispositivi esterni Alimentazione dispositivi esterni Alimentazione pompa P2 Rilevazione temperatura acqua caldaia Effettuato di serie Effettuato di serie Da utilizzare solo se necessario Da utilizzare solo se necessario Effettuato di serie Effettuato di serie 230 V AC ~ 50 HZ 230 V AC ~ 50 HZ 230 V AC ~ 50 HZ Contatti puliti 230 V AC ~ 50 HZ Range 0-99 °C 1-2 3-4 5-6-7 8-9-10 11-12 SONDA Tabella 8 - Impostazioni standard del menu principale centralina FDG. Funzione Collegamento da fare Tipo di contatti Connessioni

Termostato di sicurezza

Termostato antigelo Isteresi termostato P1 Isteresi termostato VALVOLA Isteresi termostato P2 Timer antiblocco Timer attivazione antiblocco 92 95 6 2 2 2 168 30 °C °C °C °C °C °C h sec. A 01 A 02 A 03 I 04 I05 I07 T 01 T 02 Tabella 9 - Impostazioni standard del menu installatore della centralina FDG Parametro menù installatore Valore standard Unità di misura Simbolo La modifica delle impostazioni presenti nel menu installatore è di assoluta competenza solo di personale esperto, la modifica di tali parametri potrebbe compromettere il corret- to funzionamento dell’apparecchio. 5.8 MENU INSTALLATORE - CENTRALINA FDG • Con la pressione contemporanea e prolungata dei tasti si accede al menu installatore • I tasti permettono di scorrere i simboli di ciascun parametro • Il tasto permette di visualizzare il valore corrispondente • Con i tasti si può modificare il valore indicato • Con il tasto si memorizza la modifica oppure con il tasto si annulla la modifica L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 5.9 CARATTERISTICHE TECNICHE CENTRALINA Tabella 10 - Caratteristiche tecniche della centralina di controllo. Alimentazione 230 Vac ± 10% ~50 Hz; Fusibile di protezione T3,15 A Potenza assorbita 2 W Sonde di temperatura Limiti di funzionamento -50°C/120°C Limiti di misura: 0-99°C Precisione: ± 1°C Uscite Portata contatti: 5A 250 Vac Norme applicate EN 60730-1 50081-1 EN 60730-1 A1 50081-2

Per ottimizzare la combustione è necessario

porre attenzione a garantire una perfetta miscela fra la legna (il combustibile) e l’aria (il comburente). L’aria primaria affluisce in- feriormente alla camera di combustione at- traverso la griglia porta legna e permette la combustione. Agendo sul regolatore dell’aria primaria si può impostare la velocità di combustione e quindi il calore prodotto dalla cucina. La regolazione interviene su un dispositivo automatico che agisce mantenendo costan- te la temperatura desiderata. Terminata la combustione si consiglia di chiudere il rego- latore dell’aria primaria in modo da mante- nere la cucina a legna calda più a lungo nel tempo. Sulle termocucine serie ST l’aria secondaria è fissa e impostata in modo da permettere una combustione ottimale e il manteni- mento del vetro pulito della porta fuoco. Nel caso particolare in cui la cucina venga installata su un camino caratterizzato da un tiraggio particolarmente elevato, si potreb- be avere un afflusso di aria eccessivo non limitato dal regolatore di tiraggio. In questi casi occorre restringere parzial- mente il passaggio dell’aria, come indicato in figura 33, in modo da compensare l’ecces- so di tiraggio. Di regola questa regolazione va effettuata, se necessario, solamente in fase di installazione. La procedura di regolazione è la seguente: aprite la porta fuoco, allentate le viti di fis- saggio, fate scorrere la piastrina di regola- zione e quindi fissate nuovamente le viti. La piastrina di regolazione scorre orizzon- talmente e apre o chiude il passaggio d’aria secondo il verso indicato. Si raccomanda di non chiudere totalmente il passaggio di aria, perché questo potrebbe portare a un funzionamento irregolare che potrebbe sporcare il vetro. 6.1 REGOLAZIONE ARIA PRIMARIA 6.2 REGOLAZIONE ARIA SECONDARIA Figura 33 - Regolazione aria secondaria

Per accendere il fuoco potete utilizzare

come combustibile legna ben secca spacca- ta molto sottile insieme ai prodotti specifici disponibili in commercio. La combustione può essere difficoltosa fino a quando non si è scaldato il camino. Il tempo necessario dipende dal camino e dalle condizioni mete- orologiche. Una volta acceso correttamente il fuoco questo si mantiene fino all’esauri- mento del combustibile, per mantenere la fiamma occorre reinserire della legna nella camera di combustione a intervalli dipen- denti dalla quantità di combustibile immes- sa di volta in volta. La cucina a legna è capa- ce di una combustione intermittente. I modelli con forno, per consentire con mag- giore facilità l’accensione del fuoco a cami- no freddo, sono dotati di una chiave di av- viamento comandata da un’asta, vedi figura 34. Tramite questo dispositivo è possibile il collegamento diretto fra la camera di com- bustione e la canna fumaria, in questo modo si ottiene un miglioramento del tiraggio. L’asta va estratta a cucina fredda e richiusa quando la combustione è ben avviata. La temperatura interna del forno dipende dalla velocità di combustione e dalla quan- tità di combustibile inserito. In particolare agendo sul regolatore dell’aria primaria e quindi sulla velocità di combustione si può realizzare una combustione il più possibile uniforme per evitare sbalzi di temperatura all’interno del forno. Nel caso si voglia ri- scaldare il forno partendo dalla termocucina fredda, si consiglia di alzare la temperatura con un fuoco vivace e quindi diminuire la ve- locità di combustione per mantenere la tem- peratura. Le termocucine sono munite di porta forno con vetro e sono dotate anche 6.3 ACCENSIONE E FUNZIONAMENTO 6.4 CHIAVE PER L’AVVIAMENTO (ST 90, STK) 6.5 FORNO (ST 90, STK) Figura 34 - Chiave di avviamento ATTENZIONE! quando il fuoco ha preso vigore si dovrà richiudere la chiave in modo da forzare il fumo a riscaldare tutte le parti della cucina. Le cucine sono state costruite per funzionare con la chiave d’avviamento chiusa. Con il fun- zionamento a chiave aperta si limita il rendimento e la potenza della cucina. ATTENZIONE! Nel caricare la legna si raccomanda di mantenere una distanza di alcuni centimetri tra il vetro interno della porta fuoco e il combustibile, in modo da non esporre il vetro a temperature eccessive che lo potrebbero danneggiare.

di un termometro che semplifica le opera-

zioni di controllo della temperatura. Volen- do rosolare le pietanze è opportuno tenerle nella parte superiore del forno, invece se si desidera cucinare in maniera più uniforme è meglio posizionare i cibi al centro. Per una cottura più uniforme è possibile ruotare orizzontalmente di 180° la griglia oppure la teglia a metà del periodo di cottura. Per cucinare, ad esempio, i biscotti di pasta frolla in modo corretto, è necessario preri- scaldare il forno ad una temperatura indicata nel termometro di circa 150°, mantenendolo in temperatura con l’aggiunta di circa 1 Kg di legna ogni carica fino al raggiungimento delle braci. Una volta che la temperatura nel forno diventa stabile, inserire la teglia con i biscotti nella posizione centrale del forno per 10 minuti, poi estrarre la teglia, girarla e reinserirla sempre nella posizione centrale per altri 5 minuti. Infine togliere la teglia dal forno e lasciare raffreddare i biscotti. Figura 35 - Interruttore luce standard Figura 36 - Interruttore luce nelle termocucine con archetto Le termocucine con forno sono dotate di il- luminazione elettrica, in modo da facilitare il controllo della cottura all’interno del forno. Nelle termocucine a legna standard l’inter- ruttore si trova lateralmente rispetto alla cas- sa porta legna. Per accedervi occorre estrarre la cassa porta legna, vedi figura 35. Nelle ter- mocucine con archetto, l’interruttore si trova nella parte superiore del vano dello zoccolo in posizione centrale, vedi figura 36. 6.6 ILLUMINAZIONE FORNO (ST 90, STK) La cottura di pietanze in taluni casi può com- portare la formazione di un eccesso di vapore all’ interno del forno di cottura. Dove previsto e solo su alcuni modelli è presente all’interno del forno una valvola per eliminare l’eccesso di vapore. La valvola è disposta all’interno del forno sulla parete laterale verso l’esterno e all’occorrenza va fatta ruotare in modo da aprire i fori di aerazione. Per evitare possibili scottature si raccomanda di azionare la valvola solo prima dell’ accensione della termocucina. 6.7 VALVOLA PER L’ECCESSO DI VAPORE (ST 90, STK) Figura 37 - Valvola eccesso vapore su ST 90.

In dotazione alle termocucine Serie ST, è pre-

sente una protezione in acciaio da posizio- nare sulla porta fuoco stessa. Questa prote- zione è stata studiata per schermare la porta quando le operazioni di preparazione dei cibi richiedono la presenza costante dell’utilizza- tore davanti alla termocucina oppure in pre- senza di bambini. In tutti gli altri casi la pro- tezione può essere tenuta o meno a vostra discrezione. L’operazione di posizionamento va effettuata sempre a termocucina spenta e fredda aprendo la porta fuoco e appoggian- do ad incastro la protezione sulla porta. 6.8 PROTEZIONE PORTA FUOCO Figura 38 - Protezione della porta fuoco. Figura 39 - Porta accessori All’interno della cassa porta legna è presente un piccolo cassetto porta accessori che può essere molto utile per tenere in ordine gli og- getti più piccoli, che in questo modo restano separati dalla legna. 6.9 PORTA ACCESSORI In dotazione alla termocucina è presente un dispositivo portateglia che permette di estrar- re la teglia dal forno caldo in tutta sicurezza senza la necessità di utilizzare delle presine o degli stracci. Il portateglia va agganciato al bordo della teglia e utilizzato a due mani. 6.10 PORTATEGLIA (ST 90, STK) Figura 40 - Portateglia

Su tutte le cucine è possibile mettere su ri-

chiesta un copripiastra in acciaio inox spe- cificamente studiato per coprire la piastra quando la cucina non viene utilizzata. In questo modo si ottiene un piano di lavoro uniforme. Il copripiastra va utilizzato rigoro- samente con la cucina fredda. Prima di posi- zionarlo verificate bene che non sia presen- te umidità, che la piastra sia pulita e sia stata fatta tutta la manutenzione necessaria. 6.12 COPRIPIASTRA (OPTIONAL) Su tutte le termocucine con forno è in dota- zione un sistema a guida scorrevole di sup- porto per la teglia. In questo modo è possibile estrarre com- pletamente la teglia senza la necessità di sostenerla, garantendo di conseguenza una migliore praticità d’uso. La guida scorre- vole è presente solo in una sola posizione all’interno del forno, ma questa può essere modificata, portandola nella posizione più bassa o nelle posizioni media superiore e su- periore. La procedura per la modifica della posizione della guida scorrevole è indicata in figura 41. 6.11 TEGLIA CON GUIDE SCORREVOLI (ST 90, STK) Figura 41 - Procedura per la modifica della posizione della guida scorrevole. A B C D

La termocucina è più efficiente quando tutte

le sue parti sono prive di residui di combustio- ne, una termocucina pulita sarà meno sogget- ta a guasti dovuti all’usura. La frequenza della pulizia dipende da quanto e come essa viene utilizzata nonchè dalla qualità del combusti- bile. In ogni caso va eseguita da un tecnico specializzato come minimo una volta all’anno. Tutte le operazioni di seguito elencate vanno eseguite con la termocucina fredda. Per consentire una rimozione dei residui di combustione anche dalle zone meno ac- cessibili i modelli con forno sono dotati di uno sportello pulizia al di sotto del forno. Per procedere alla pulizia aprite lo sportello svitando i pomoli di fissaggio, quindi, avva- lendosi del raschietto eliminate i residui car- boniosi presenti e richiudete. Le parti in acciaio inox vanno pulite a freddo con detersivi neutri o, in caso di macchie per- sistenti, con un detergente specifico per inox. Evitate assolutamente l’utilizzo di pagliette o materiali abrasivi che possono graffiare la superficie. Asciugate con un panno morbido, muovendolo nel senso della satinatura. In determinate situazioni, subito dopo l’instal- lazione o con la cottura dei cibi, si potreb- be formare uno strato superficiale ossidato, soprattutto sul telaio in acciaio inox. Anche in questi casi una pulizia approfondita farà tornare tutto come nuovo. Su richiesta Riz- zoli può anche fornire dei prodotti specifici appositamente pensati per la pulizia dell’ac- ciaio inox. Per le parti smaltate o verniciate evitate l’uso di abrasivi o aggressivi chimici e in caso di macchie spargete un po’ d’olio ed aspettate che esso assorba l’alone. In parti- colare non usare detersivi aggressivi o acidi. Un’eccessiva quantità di residui di combustio- ne all’interno della camera cenere impedisce un corretto afflusso di ossigeno alla combu- stione provocando un decadimento delle prestazioni della cucina, inoltre si potrebbe anche rovinare la griglia. Per questo motivo bisogna togliere la cenere regolarmente. Per prima cosa occorre togliere la cenere residua dalla camera di combustione con l’apposito strumento, quindi svuotare il cassetto cenere. Togliere anche la cenere presente eventual- mente fuoriuscita dal cassetto. Di quando in quando togliere la piastra di cottura e scrosta- re e spazzolare bene tutte le superfici interne. 7.1 PULIZIA 7.3 UTILIZZO DELLA PORTINA PULIZIA (ST 90, STK) 7.4 PULIZIA DELLE PARTI A VISTA 7.2 SVUOTAMENTO CENERE I vetri della porta del forno e della porta della camera di combustione si possono pulire con i normali prodotti specifici esistenti in commer- cio. La parte interna della porta della camera di combustione è stata studiata in modo da pulirsi da sola durante l’uso della termocucina. Ciò no- nostante di quando in quando potrebbe essere necessaria la pulizia anche della parte interna. Per fare questo occorre smontare il vetro inter- no svitando le quattro viti che lo tengono fermo. 7.5 PULIZIA DEI VETRI ATTENZIONE! non pulire la porta senza prima aspettarne il raffreddamento: gli sbalzi di temperatura possono provocare la rottura del vetro.

Per togliere la cassa porta legna bisogna

estrarla fino a fine corsa, alzarla leggermen- te e contemporaneamente tirarla. In questo modo si accede alla parte sottostante della termocucina. Per inserire nuovamente la cassa legna bisogna procedere come sopra però in senso inverso. Le piastre radianti in acciaio speciale delle termocucine necessitano di regolare manu- tenzione, in particolare va effettuata la pu- lizia dopo ogni uso che ha portato umidità o sporcizia sulla piastra. E’ buona norma pulire la piastra quando è ancora tiepida, così facendo tutta l’umidità scompare per evaporazione e non si creano macchie di ruggine. Deve essere assolutamente evita- ta la pulizia con acqua con la termocucina fredda. Inoltre è fondamentale accertarsi che i tagli di dilatazione e la fessura tra la piastra e il telaio non vengano ostruiti in alcun modo da sporcizia o residui di altre lavorazioni altrimenti la piastra potrebbe subire delle deformazioni anche permanen- temente. Quando necessario occorre pulire anche la battuta della cerchiata rimuoven- do eventuali depositi. Le piastre sono tutte trattate con olio non acido anticorrosione. Con l’uso quotidiano tale rivestimento viene a poco a poco eliminato e di conseguenza in seguito a contatto prolungato con acqua possono comparire piccole macchie ruggino- se. In questo caso è sufficiente ripassare con uno straccio imbevuto di olio non acido. Se la macchia di ruggine è stata trascurata po- trà essere necessario un passaggio con carta leggermente abrasiva o con la spugnetta abrasiva fornita in dotazione. Per ripristi- nare lo strato protettivo stendere un lieve strato di olio. Le piastre in acciaio radiante, con l’esposi- zione al calore prolungata nel tempo, ten- dono ad assumere un po’ alla volta un bel colore brunito; se si desidera accelerare il processo ripetere frequentemente il passag- gio con olio non acido. In dotazione con la termocucina sono forniti due prodotti esclu- sivi, specificatamente studiati per la pulizia e la manutenzione della piastra, per i metodi di utilizzo riferitevi alle istruzioni riportate sulle confezioni. Per rimuovere la piastra è sufficiente solle- varla. Rimettendola a posto, accertatevi che tra la piastra ed il telaio in acciaio inox vi siano sempre 1 o 2 millimetri di spazio in modo da consentire la dilatazione termica della piastra. 7.6 CASSA PORTA LEGNA 7.7 MANUTENZIONE E PULIZIA DELLA PIASTRA ATTENZIONE! Non mettete prodotti facilmente infiammabili nella cassa porta legna! Gli oggetti depositati non possono assolutamente arrivare fino alla pa- rete superiore della cassa legna. La lampadina del forno è soggetta ad alte temperature. Pur essendo specificatamente studiata per questo utilizzo è soggetta a usura e rotture accidentali. In questo caso può essere sostituita con una lampadina con le stesse caratteristiche tecniche (lampadina alogena 25W 230V 300 °C attacco G9). Per sostituire la lampadina occorre svitare 7.8 MANUTENZIONE DELL’IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE (ST 90, STK) ATTENZIONE! Prima di effettuare ogni operazione di manutenzione dell’impian- to di illuminazione dovete togliere l’alimentazione all’impianto elettrico, accer- tarvi che effettivamente non ci sia tensione nell’impianto, che la termocucina sia spenta, sia fredda e che la lampadina non sia stata accesa nei minuti precedenti.

il coprilampada, sfilare e rimuovere la lam-

padina, inserire la nuova lampadina e infine riavvitare il coprilampada. Di tanto in tanto è necessario effettuare la pulizia del vetro coprilampada della lampadina del forno. Per fare questo dovete svitare il coprilam- pada, rimuovere i depositi esterni dovuti ai fumi di cottura, lavare il coprilampada e dopo averlo ben asciugato riavvitarlo nella propria sede. Gran parte dei componenti delle termo- cucine sono facilmente smontabili con un semplice cacciavite. In caso di richiesta di ac- cessori o pezzi di ricambio, citate sempre il numero di serie della termocucina indicato sul cartellino di garanzia oppure sulla tar- ghetta identificativa. La targhetta si trova su un lato del cassetto. Durante l’uso tutti i materiali della termocu- cina sono soggetti a dilatazione e a piccoli movimenti dovuti alle variazioni di tempera- tura. Questo fenomeno non deve essere im- pedito altrimenti si potrebbero causare del- le deformazioni e anche delle rotture. Per questo vanno tenuti liberi e puliti gli spazi che permettono la dilatazione sia all’interno che all’esterno della termocucina. Nel caso in cui fosse necessario la sostituzio- ne o il serraggio delle maniglie della porta fuoco o della porta del forno è fondamenta- le rispettare la giusta sequenza delle rondel- le coniche, vedi figura 43. 7.11 SOSTITUZIONE DI PEZZI 7.10 DILATAZIONE TERMICA 7.9 MANUTENZIONE DELLE MANIGLIE Figura 42 - Smontaggio lampadina del forno Figura 43 - Corretta posizione delle rondelle bombate

Il forno scalda poco

Condensa Mancata accensione Ruggine Combustione irregolare. Combustione incompleta. Esce fumo dalla piastra. Esce fumo da altre parti della termo- cucina. Prende fuoco il camino o altre parti adiacenti la termocucina La termocucina si surriscalda. Il termometro del forno supera i 300°. Non si riesce a portare il forno a temperatura elevata Si forma condensa all’interno della ter- mocucina, con il passare del tempo si formano anche residui carboniosi (ne- rofumo). Nota: dopo le prime accensioni è nor- male che si formi un po’ di condensa dovuta all’asciugarsi delle parti in mu- ratura. Non si riesce ad accendere il fuoco Presenza di ruggine e deformazioni sulla piastra cottura • Verificare che il regolatore dell’aria primaria sia aperto • Verificare che cenere e residui non ostruiscano la griglia • Verificare che la griglia non sia montata alla rovescia (la parte piana va rivolta verso l’alto) • Verificare che l’ambiente in cui è installata sia aerato a sufficienza e che non siano in funzione cappe aspiranti o altri dispositivi a combustione • Verificare il corretto dimensionamento del camino e dell’imbocco • Verificare che il camino non sia ostruito e che sia stato pulito di recente • Verificare che non ci siano perdite nella canna fumaria e nei raccordi • Verificare che non ci siano altri apparecchi collegati alla stessa canna fumaria • Verificare che il comignolo sia adatto alla ubicazione in cui si trova, in zone ventose può essere necessario predisporre un comignolo anti vento • Verificare che il combustibile sia adatto, secco e di buona qualità • Verificare che il camino non prosegua al di sotto della termocucina. • Chiudere completamente tutte le regolazioni dell’aria della termocucina • Chiudere bene porte e finestre del locale dove è inserita la termocucina • Chiamare subito i Vigili del Fuoco. • Aprire la porta del forno. • Verificare che la porta del forno sia ben chiusa • Verificare che la chiave di avviamento sia chiusa • Impostare il regolatore di tiraggio nelle posizioni di massima apertura • Utilizzare legna di buona qua- lità, ben secca e di pezzatura modesta • Verificare che la combustione avvenga con fiamma viva • Ve- rificare che il girofumi sia pulito e senza ostruzioni. • Verificare che la termocucina abbia avuto il tempo di asciugarsi e di assestarsi • Verificare di stare utilizzando legna secca e di buona qualità • Verificare che il camino non presenti difetti • Veri- ficare che il camino sia ben isolato • Verificare che il camino non sia sovradimensionato • Verificare che l’acqua nella caldaia non circoli a temperatura inferiore a 55-60 °C. • Arieggiare preventivamente il locale • Verifica- re che non ci siano altri dispositivi a combustione accesi nello stesso locale • Aprire la chiave di av- viamento • Utilizzare listelli di legno ben asciut- ti • Utilizzare gli appositi prodotti disponibili in commercio • Se necessario aprire leggermente la porta fuoco per il tempo sufficiente ad una sicura accensione. • Evitare la pulizia della piastra con acqua • Ef- fettuare la manutenzione regolare della piastra come prescritto • Contattare il proprio rivenditore o il servizio clienti Problemi Effetti Possibili rimedi 8. COSA FARE SE... Umidità nel forno Presenza di vapore eccessivo nel forno. • Aprire le apposite valvole all’interno del forno.

Chiave di avviamento

CO Polveri Rendimento Peso Potenza nominale Potenza resa in riscaldamento Potenza in produzione acqua calda Rendimento Depressione al camino Temperatura gas di scarico Flusso gas di scarico Dimensione canna fumaria Capacità caldaia Pressione impianto (max) Quantità di legna (max) Autonomia Potenza elettrica Tensione Frequenza Modello ST 60 ST 90 ST 90 B STK STK B 9.1 DATI TECNICI 9.2 REGOLAZIONI ALLA POTENZA NOMINALE 9.3 EMISSIONI SECONDO BIMSCHV 9. DATI TECNICI Modello Modello Aperta - 1,39 g/m3 0,035 g/m3 78,4 % 1,39 g/m3 0,035 g/m3 78,4 % Aperta Chiusa Aperta Chiusa Chiusa Chiusa 177 kg 15,8 kW 3,9 kW 11,9 kW 68,0 % 12±2 Pa 329,9° C 15,2 g/s 15 litri 2 bar 5,5 kg 60 min. - - - 220 kg 22,3 kW 8,0 kW 14,3 kW 79,8 % 12±2 Pa 249,1° C 18,2 g/s 12 litri 2 bar 6 kg 60 min. 25 W 230 V 50 Hz 247 kg 22,3 kW 8,0 kW 14,3 kW 79,8 % 12±2 Pa 249,1° C 18,2 g/s 12 litri 2 bar 6 kg 60 min. 217 W 230 V 50 Hz 230 kg 15,2 kW 8,5 kW 6,7 kW 78,4 % 12±2 Pa 208,3° C 20,0 g/s 12 litri 2 bar 4,7 kg 63 min. 25 W 230 V 50 Hz 257 kg 15,2 kW 8,5 kW 6,7 kW 78,4 % 12±2 Pa 208,3° C 20,0 g/s 12 litri 2 bar 4,7 kg 63 min. 217 W 230 V 50 Hz Vedi paragrafo 2.1 delle istruzioni d’uso ST 60 ST 90 STK ST 90 B ST 90 B STK B STK B Leggermente aperta Leggermente aperta

La ditta Rizzoli garantisce che l’apparecchio

ha superato tutti i controlli e collaudi inter- ni, che è in buone condizioni, senza difetti di fabbricazione o di materiale. L’apparecchio è frutto della pluridecennale esperienza della ditta Rizzoli che ne garantisce la sua costruzione a regola d’arte. La garanzia ha durata di 2 anni a partire dalla data di acquisto. Essa è valida solo per l’acquirente iniziale e non è trasferibile. Af- finché vengano prestati i servizi in garanzia il cliente dovrà esibire un valido documento fiscale di acquisto (scontrino fiscale, fattura ecc.) e l’allegato cartellino di garanzia. Con- servateli con cura. La ditta Rizzoli si riserva, a proprio insindacabile giudizio, di scegliere l’azione più idonea per ri- solvere il problema oggetto di garanzia. Le parti difettose sostituite restano di proprietà della ditta Rizzoli. La ditta Rizzoli, a proprio insinda- cabile giudizio deciderà se la prestazione di ga- ranzia debba essere fatta in loco oppure presso i propri stabilimenti. Per le prestazioni in garanzia a domicilio il cliente è tenuto a corrispondere il diritto fisso di chiamata in vigore. Tale diritto non deve essere corrisposto se la cucina è stata acquistata da meno di 3 mesi. Per le riparazioni presso i Centri di Assistenza della ditta Rizzoli il cliente è tenuto a versare le spese di trasporto. Eventuali vizi o errori nei materiali devono essere segnalati entro 8 giorni dal ricevi- mento della merce e in ogni caso non im- plicano che il solo obbligo alla sostituzione di quanto fornito, escludendo qualsiasi re- sponsabilità ulteriore. Eventuali interventi al di fuori del periodo in garanzia o nei casi di non applicabilità della stessa verranno addebitati in base al tarif- fario in vigore. In questo caso verrà anche addebitato il costo dei pezzi sostituiti. Sono escluse dalla garanzia: • Le parti difettose a causa di negligenze e trascuratezze nell’uso. • Le parti difettose a causa dell’inosservanza delle istruzioni contenute nel presente li- bretto d’istruzioni. • Danneggiamenti dovuti ad uno smodato utilizzo della cucina con conseguente sur- riscaldamento della stessa. • Danneggiamenti dovuti al collegamento della cucina a legna ad una canna fumaria inadatta. • Le parti difettose a causa della mancata o parziale applicazione delle normative vi- genti nazionali e locali. • Le parti difettose a causa di installazioni non eseguite a regola d’arte. • Non sono oggetto di garanzia parti difetto- se a causa di riparazioni effettuate da per- sonale non autorizzato dalla ditta Rizzoli. • Parti di consumo quali lampadine, griglie, guarnizioni, teglie, vetri ecc. 10.1 DICHIARAZIONE DI COSTRUZIONE A REGOLA D’ARTE 10.2 CLAUSOLE GENERALI 10.3 MODALITÀ DI GARANZIA 10.4 VIZI O ERRORI NEI MATERIALI 10.6 PRESTAZIONI FUORI GARANZIA 10.5 PARTI NON INCLUSE IN GARANZIA

La ditta Rizzoli non è responsabile per danni

diretti o indiretti causati a persone o cose da difetti del prodotto dovuti all’inosservanza delle norme a carattere nazionale o locale o indicate nel presente libretto d’istruzioni. Per qualsiasi controversia o contestazione sarà competente sempre e solo il foro di Bolzano. 10.7 RESPONSABILITÀ 10.8 TRIBUNALE COMPETENTE Rizzoli S.r.l. è costantemente impegnata nel migliorare i propri prodotti, per questo il contenuto del presente libretto di istruzioni può cambiare senza preavviso. Avvertenza

DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE

N.1 Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011 1. Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo 2. Modello e/o n. serie (art. 11-4) 4. Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5) Numero rapporto di prova Specifica tecnica armonizzata Rendimento Temperatura fumi Temperatura superficiale Cavalese, 1 luglio 2013 Sicurezza elettrica 9. La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8 Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4 Emissioni CO al 13% O2 8. Caratteristiche essenziali Distanza da materiali combustibili Potenza bruciata 5. Nome e indirizzo del mandatario Usi previsti del prodotto conformemente alla relativa specifica tecnica armonizzata 6. Sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione (allegato 5) 7. Laboratorio notificato Potenza resa Cottura dei cibi Riscaldamento domestico System 3 Kiwa Italia S.p.A. - Via Treviso, 32/34 I-31020 San Vendemiano (TV) 15,8 kW (totale) - 11,9 kW (all’acqua) 3,9 kW (riscaldamento diretto) ST 60 ST 60 Rizzoli S.r.l. 400371 EN 12815 68,0% 329,9 °C Conforme --- 0,99% Prestazione dichiarata Vedi libretto istruzioni 23,2 kW ---

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N.2 Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011 1. Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo 2. Modello e/o n. serie (art. 11-4) 4. Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5) Numero rapporto di prova Specifica tecnica armonizzata Rendimento Temperatura fumi Temperatura superficiale Cavalese, 1 luglio 2013 Sicurezza elettrica 9. La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8 Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4 Emissioni CO al 13% O2 8. Caratteristiche essenziali Distanza da materiali combustibili Potenza bruciata 5. Nome e indirizzo del mandatario Usi previsti del prodotto conformemente alla relativa specifica tecnica armonizzata 6. Sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione (allegato 5) 7. Laboratorio notificato Potenza resa Cottura dei cibi Riscaldamento domestico System 3 Kiwa Italia S.p.A. - Via Treviso, 32/34 I-31020 San Vendemiano (TV) 22,3 kW (totale) - 14,3 kW (all’acqua) 8,0 kW (riscaldamento diretto) ST 90 ST 90 Rizzoli S.r.l. 400370 EN 12815 79,8% 249,1 °C Conforme Conforme 0,36% Prestazione dichiarata Vedi libretto istruzioni 27,9 kW ---

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N.3 Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011 1. Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo 2. Modello e/o n. serie (art. 11-4) 4. Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5) Numero rapporto di prova Specifica tecnica armonizzata Rendimento Temperatura fumi Temperatura superficiale Cavalese, 1 luglio 2013 Sicurezza elettrica 9. La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8 Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4 Emissioni CO al 13% O2 8. Caratteristiche essenziali Distanza da materiali combustibili Potenza bruciata 5. Nome e indirizzo del mandatario Usi previsti del prodotto conformemente alla relativa specifica tecnica armonizzata 6. Sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione (allegato 5) 7. Laboratorio notificato Potenza resa Cottura dei cibi Riscaldamento domestico System 3 Kiwa Italia S.p.A. - Via Treviso, 32/34 I-31020 San Vendemiano (TV) 22,3 kW (totale) - 14,3 kW (all’acqua) 8,0 kW (riscaldamento diretto) ST 90 STK Rizzoli S.r.l. 400370 EN 12815 79,8% 249,1 °C Conforme Conforme 0,36% Prestazione dichiarata Vedi libretto istruzioni 27,9 kW ---

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N.51 Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011 1. Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo 2. Modello e/o n. serie (art. 11-4) 4. Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5) Numero rapporto di prova Specifica tecnica armonizzata Rendimento Temperatura fumi Temperatura superficiale Trodena, 5 settembre 2014 Sicurezza elettrica 9. La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8 Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4 Emissioni CO al 13% O2 8. Caratteristiche essenziali Distanza da materiali combustibili Potenza bruciata 5. Nome e indirizzo del mandatario Usi previsti del prodotto conformemente alla relativa specifica tecnica armonizzata 6. Sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione (allegato 5) 7. Laboratorio notificato Potenza resa Cottura dei cibi Riscaldamento domestico System 3 ACTECO S.r.l. Via Amman, 41 - I-33084 Cordenons (PN) 15,2 kW (totale) - 6,7 kW (all’acqua) 8,5 kW (riscaldamento diretto) ST 90 B ST 90 B Rizzoli S.r.l. 1880-CPR-026-14 EN 12815 78,4% 208,3 °C Conforme Conforme 0,11% Prestazione dichiarata Vedi libretto istruzioni 19,4 kW ---

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N.52 Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011 1. Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo 2. Modello e/o n. serie (art. 11-4) 4. Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5) Numero rapporto di prova Specifica tecnica armonizzata Rendimento Temperatura fumi Temperatura superficiale Trodena, 5 settembre 2014 Sicurezza elettrica 9. La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8 Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4 Emissioni CO al 13% O2 8. Caratteristiche essenziali Distanza da materiali combustibili Potenza bruciata 5. Nome e indirizzo del mandatario Usi previsti del prodotto conformemente alla relativa specifica tecnica armonizzata 6. Sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione (allegato 5) 7. Laboratorio notificato Potenza resa Cottura dei cibi Riscaldamento domestico System 3 ACTECO S.r.l. Via Amman, 41 - I-33084 Cordenons (PN) 15,2 kW (totale) - 6,7 kW (all’acqua) 8,5 kW (riscaldamento diretto) ST 90 B STK B Rizzoli S.r.l. 1880-CPR-026-14 EN 12815 78,4% 208,3 °C Conforme Conforme 0,11% Prestazione dichiarata Vedi libretto istruzioni 19,4 kW ---

Componenti della termocucina

pag. 3 1.3 Termocucine con archetto pag. 5 1.4 Termocucina STK pag. 5 1.5 Accessori pag. 6 1.6 Combustibili raccomandati pag. 6 1.7 Altri combustibili pag. 6 2. INSTALLAZIONE pag. 7 2.1 Generalità pag. 7 2.2 Canna fumaria pag. 7 2.3 Dimensioni e forme corrette del camino pag. 8 2.4 Corretto allacciamento al camino pag. 9 2.5 Predisposizione dell’uscita fumi pag. 9 2.6 Presa d’aria pag. 10 2.7 Collegamenti elettrici pag. 12 2.8 Predisposizione del corrimano pag. 12 2.9 Muratura interna (ST 90, STK) pag. 14 2.10 Prima dell’uso pag. 14 3. IMPIANTO DI RISCALDAMENTO (ST 60, ST 90) pag. 15 3.1 Generalità pag. 15 3.2 Collegamenti all’impianto di riscaldamento pag. 15 3.3 Collegamenti ausiliari pag. 15 3.4 Termostato pag. 15 3.5 Sicurezza pag. 16 3.6 Scarico termico pag. 16 3.7 Esempi (ST 60, ST 90) pag. 17 4. IMPIANTO DI RISCALDAMENTO (STK) pag. 20 4.1 Principio di funzionamento pag. 20 4.2 Posizione della termocucina (STK) pag. 21 4.3 Smontaggio della copertura del kit (STK) pag. 21 4.4 Collegamenti all’impianto di riscaldamento pag. 22 4.5 Produzione di acqua calda sanitaria pag. 22 4.6 Scarichi pag. 22 4.7 Riempimento dell’impianto pag. 23 4.8 Termometro pag. 23 4.9 Vaso di espansione pag. 23 4.10 Sicurezza pag. 23 4.11 Collegamento in presenza di un altro generatore di calore pag. 24 INDICE

CENTRALINA DI CONTROLLO (STK)

pag. 28 5.1 Principio di funzionamento pag. 28 5.2 Menù principale pag. 29 5.3 Programmazione delle temperature pag. 29 5.4 Funzioni centralina (STK) pag. 29 5.5 Collegamento valvola a tre vie pag. 30 5.6 Collegamento a un altro generatore pag. 31 5.7 Connessioni elettriche centralina pag. 32 5.8 Menù installatore - Centralina FDG pag. 33 5.9 Caratteristiche tecniche centralina pag. 33 6. USO pag. 34 6.1 Regolazione aria primaria pag. 34 6.2 Regolazione aria secondaria pag. 34 6.3 Accensione e funzionamento pag. 35 6.4 Chiave per l’avviamento (ST 90, STK) pag. 35 6.5 Forno (ST 90, STK) pag. 35 6.6 Illuminazione forno (ST 90, STK) pag. 36 6.7 Valvola per l’eccesso di vapore (ST 90, STK) pag. 36 6.8 Protezione porta fuoco pag. 37 6.9 Porta accessori pag. 37 6.10 Portateglia (ST 90, STK) pag. 37 6.11 Teglia con guide scorrevoli (ST 90, STK) pag. 38 6.12 Copripriastra (optional) pag. 38 7. MANUTENZIONE pag. 39 7.1 Pulizia pag. 39 7.2 Svuotamento cenere pag. 39 7.3 Utilizzo della portina pulizia (ST 90, STK) pag. 39 7.4 Pulizia delle parti a vista pag. 39 7.5 Pulizia dei vetri pag. 39 7.6 Cassa porta legna pag. 40 7.7 Manutenzione e pulizia della piastra pag. 40 7.8 Manutenzione dell’impianto di illuminazione (ST 90, STK) pag. 40 7.9 Manutenzione delle maniglie pag. 41 7.10 Dilatazione termica pag. 41 7.11 Sostituzione di pezzi pag. 41 8. COSA FARE SE... pag. 42 9. DATI TECNICI pag. 43 INDICE

Regolazioni alla potenza nominale

pag. 43 9.3 Emissioni secondo BImSchV pag. 43 10. GARANZIA pag. 44 10.1 Dichiarazione di costruzione a regola d’arte pag. 44 10.2 Clausole generali pag. 44 10.3 Modalità di garanzia pag. 44 10.4 Vizi o errori nei materiali pag. 44 10.5 Parti non incluse in garanzia pag. 44 10.6 Prestazioni fuori garanzia pag. 44 10.7 Responsabilità pag. 45 10.8 Tribunale competente pag. 45 Dichiarazione di prestazione n.1 pag. 46 Dichiarazione di prestazione n.2 pag. 47 Dichiarazione di prestazione n.3 pag. 48 Dichiarazione di prestazione n.51 pag. 49 Dichiarazione di prestazione n.52 pag. 50 INDICE

• Bei allen Montage- und Anschlussarbeiten

an den Rauchabzug müssen alle nationalen und europäischen Normen und Bestimmun- gen, sowie alle örtlichen Vorschriften und Verordnungen eingehalten werden. • Für den Geräteanschluss muss in jedem Fall der für die Zone zuständige Kaminkehrer gerufen werden. • Falls im Aufstellungsraum des Gerätes Luft- abzugsanlagen in Betrieb sind, muss stets für ausreichende Frischluftzufuhr gesorgt werden, da diese Grund für den nicht ord- nungsgemäßen Betrieb des Zentralhei- zungsherdes sein können. • Roste und Belüftungsschlitze dürfen wäh- rend der Montage und dem Gebrauch des Gerätes nicht verstopft sein. • Der Zentralheizungsherd muss so aufgestellt und montiert werden, dass man jederzeit freien Zugang für eventuelle Wartungsar- beiten wie Reinigung desselben, der Rauch- gaszüge und des Rauchabzugs hat. • Während des Kochvorgangs und generell bei Gebrauch des Zentralheizungsherdes sollten keine leicht entflammbaren Klei- dungsstücke getragen werden. • Während des Benutzens können sich einige Teile des Zentralheizungsherdes stark er- hitzen; lehnen Sie sich also nicht an die er- hitzten Teile (Herdrahmen, Herdplatte und Türen) oder fassen Sie diese nicht mit den Händen an. Besondere Vorsicht ist bei An- wesenheit von Kindern geboten. • Die Feuerraumtür muss immer geschlossen sein, außer beim Anheizen, Nachlegen und während dem Entleeren des Aschekastens. • Bei der ersten Inbetriebnahme des Zentral- heizungsherdes oder am Beginn der Heiz- saison darf das Feuer nicht zu stark sein (wenig Brennstoff), um eventuelle Rissbil- dungen zu vermeiden. • Kontrollieren Sie regelmäßig die Ab- dichtungen sowie eventuelle Ruß- und Ascherückstände im Inneren des Zentral- heizungsherdes, im Rauchgaszug und im Kaminanschluss. • Lassen Sie Ihren Zentralheizungsherd regel- mäßig von einem sachkundigen Techniker kontrollieren und reinigen. • Reinigen Sie die Herdplatte nach jedem Ge- brauch und führen Sie regelmäßig die spe- zifischen, im Kapitel 7.7. angeführten War- tungsarbeiten durch. • Lassen Sie den Schornstein bei normalem Gebrauch des Zentralheizungsherdes alle sechs Monate oder zumindest einmal im Jahr reinigen. • Neben der Reinigung, der Kontrolle der Abdichtungen und den Wartungsarbeiten an der Herdplatte benötigt Ihr Zentralhei- zungsherd keine weiteren periodischen In- standhaltungsarbeiten. • Falls der Zentralheizungsherd längere Zeit nicht benutzt wurde, kontrollieren Sie sorg- fältig, dass keine Verstopfungen vorliegen und dass alles ordnungsgemäß funktioniert. • Verwenden Sie nur Original-Ersatzteile oder solche, die zugelassen sind. • Nehmen Sie keine Änderung am Zentralhei- zungsherd vor, die nicht autorisiert wurde. Die Verwendung ökonomischer und um- weltfreundlicher Brennstoffe, die behagli- che Wärme des natürlichen Feuers und der angenehme Duft des aus unseren Wäldern stammenden Holzes sind Argumente, die den Einsatz eines Holzherdes im privaten Wohn- bereich nicht nur interessant, sondern aus vielen Gründen auch unverzichtbar machen. Sie haben einen Rizzoli-Zentralheizungsherd gewählt, ein Produkt mit jahrzehntelanger Tradition, deren Ursprung auf das Jahr 1912 zurückgeht, als Carlo Rizzoli mit der Herstel- lung von Holzherden im typischen Stil der Do- lomitentäler begann. Mit der Zeit hat Rizzoli seine Produkte durch den Einsatz moderns- ter und zukunftsorientierter Technologien ständig verbessert, ohne jedoch die Eleganz, Schönheit und Funktionalität des ursprüngli- chen Produktes aus den Augen zu verlieren. 1.1 SICHERHEITSHINWEISE

DEUTSCH 55 ST 60 ST 90 1.2 HERDBESTANDTEILE 1 Herdrahmen 2 Heizkessel 3 Seitenwand 4 Anheizklappe 5 Feuerraumtür 6 Primärluftregulierung 7 Sockel 8 Holzlade 9 Herdstange 10 Herdplatte 11 Backofentür 12 Backofen 13 Heizkessel-Thermometer Abb. 1 1 2 3 8 9 10 13 5 6 7 1 2 3 13 5 6 8 9 10 12 11 4 7

Sockel mit Rundbogen

Abb. 2 ST 60 mit Rundbogen 1 3 5 9 10 13 14 2 6 1 3 2 13 6 5 11 9 10 4 12 14 ST 90 mit Rundbogen

Verlängerte Seite STK

4 Anheizklappe 5 Feuerraumtür 6 Primärluftregulierung 7 Sockel 8 Holzlade 9 Herdstange 10 Herdplatte 11 Backofentür 12 Backofen 13 Heizkessel-Thermometer Abb. 3 Die Zentralheizungsherde ST 60 und ST 90 können mit Sockel mit Rundbogen, passend zur Ausführung des Zentralheizungsherdes, realisiert werden. In diesem Fall ist keine Holzlade vorhanden. Das Holz kann im Rundbogen gelagert wer- den. Achten Sie darauf, dass Sie beim Han- tieren mit dem Holz nicht die Sockelverklei- dung beschädigen. Das Modell STK gehört ebenfalls zur Serie ST und stellt die Weiterentwicklung des Mo- dells ST 90 dar. Der STK verfügt über einen speziellen Hydraulik-Kit, der verschiedene Funktionen, wie die sofortige Produktion von Warmbrauchwasser, ermöglicht. Der Zentralheizungsherd STK beinhaltet serienmäßig einen integrierten Sicherheits- wärmetauscher und eine Steuereinheit zur Betriebssteuerung. 1.3 ZENTRALHEIZUNGSHERDE MIT RUNDBOGEN 1.4 ZENTRALHEIZUNGSHERD STK 1 2 3 13 5 6 8 4 9 10 12 11 7 STK

Im Lieferumfang des Zentralheizungsherdes

sind einige Zubehörteile vorgesehen, die die Montage, Wartung und den tägli- chen Gebrauch erleichtern. Rizzoli-Zentralheizungsherde sind ausdrück- lich zur Verwendung von Brennholz be- stimmt. Es wird empfohlen, qualitativ gutes, luftgetrocknetes (das Brennholz sollte zwei Jahre lang, vor Regen geschützt, gelagert worden sein), nach Möglichkeit gespaltenes Kleinholz zu verwenden. Die Verwendung von qualitativ gutem Brennholz garantiert optimale Nennwär- meleistung und verhindert gleichzeitig die Bildung von Kohlenstoffrückständen und Ruß. Um eine Energieverschwendung und even- tuelle Verformungen oder Beschädigungen des Herdes zu vermeiden, sollte auf keinen Fall übermäßig viel Brennholz aufgelegt werden; halten Sie sich an die im Kapitel 9 vorgesehenen Angaben. Flüssige Brennstoffe, Kunststoff, lackiertes oder behandeltes Holz, Papier, Karton, Kü- chenabfälle und generell jedes nicht vor- gesehene Material darf nicht als Brennstoff verwendet werden. Die Verbrennung dieser Stoffe ist laut geltenden Vorschriften unter- sagt, da sie schädlich für die Umwelt, den Holzherd, den Rauchgaszügen und auch für Ihre Gesundheit sind. • Gebrauchs- und Wartungsanleitung • Infobroschüre “10 grüne Regeln” und Garantieschein des Zentralheizungsherdes • Backofenrost (ST 90, STK) • Backblech und Backblechhalter (ST 90, STK) • Aschekasten • Schürhaken • Rußkratzer (ST 90, STK) • Vorrichtung für den Rauchrohranschluss • Pflegeöl für die Herdplatte • Reinigungsöl für die Herdplatte • Schmirgelschwamm • Inbusschlüssel zum Abmontieren der Herdstange (ST 90) • Ersatzschrauben zum Abmontieren der Herdstange (ST 90) • Schutzhandschuh • Schutz für die Feuerraumtür • Zubehörfach für die Holzschublade 1.5 ZUBEHÖR 1.6 EMPFOHLENER BRENNSTOFF 1.7 ANDERE BRENNSTOFFE

Die Montage der Zentralheizungsherde der

Serie ST muss von fachkundigem Personal, gemäß den technischen Normen und Bestim- mungen, in Italien laut den technischen Nor- men UNI 10683 und UNI 10412-2 oder laut den in Kraft stehenden gesetzlichen Bestim- mungen des jeweiligen Landes, durchgeführt werden. Besonders zu beachten sind die vorzuneh- menden Anschlussarbeiten an eine geeigne- te Heizungsanlage und an den Rauchabzug sowie dessen fachgerechte, dem Gerät ent- sprechende, Ausführung. Beim Modell ST 90 und STK ist auch der An- schluss an die Stromversorgung vorzuneh- men. Folgende Vorsichtsmaßnahmen zur Verhin- derung eventueller Schäden aufgrund von Unerfahrenheit sind zu beachten: Bei Stand- ortveränderung den Zentralheizungsherd nicht verschieben sondern anheben und ver- stellen. Beim Umstellen diesen nicht an den Griffen oder an der Herdstange ziehen. Falls sich in nächster Nähe Möbel befinden, müssen die vorgesehenen Mindestsicher- heitsabstände zwischen Zentralheizungsherd und eventuell leicht entflammbaren oder temperaturempfindlichen Materialien, wie in Tabelle 1 ersichtlich, eingehalten werden. Bei Fußböden aus leicht brennbarem Material ist eine feuerfeste Schutzmatte am Boden vor der Feuerraumtür mit einem Mindestüber- stand von 50 cm an der Vorderseite und 30 cm seitlich der Feuerraumtür vorzusehen. Falls der Zentralheizungsherd zwischen nicht wärmeempfindlichen Materialien eingebaut wird, ist ein Mindestsicherheitsabstand von 1-2 mm trotzdem erforderlich, um die Wär- meausdehnung der Materialien bei Tempera- turschwankungen zu ermöglichen. 2.1 ALLGEMEINES Tabelle 1 - Sicherheitsabstände zu leicht entflammbaren oder temperaturempfindlichen Materialien. ST 60 30 cm 32 cm 80 cm 70 cm ST 90 35 cm 33 cm 80 cm 70 cm STK 35 cm 33 cm 80 cm 70 cm Modell Seitlich Hinten Vorne Oben 2.2 RAUCHABZUG Abb. 4 - Teile des Kamins A = Zentralheizungsherd B = Rauchrohrstutzen C = Rauchabzug D = Schornstein E = Windfangbereich D E C B A Der Rauchabzug ist von lebenswichtiger Bedeutung für den einwandfreien Betrieb eines jeden holzbetriebenen Gerätes. Der einwandfreie Betrieb von Zentralheizungs- herden ist nur dann gewährleistet, wenn der Rauchabzug fachgerecht, gemäß den in Kraft stehenden Vorschriften und in richti- ger Dimensionierung ausgeführt wurde. Für alle Probleme bezüglich Schornstein, Rauchabzug und Rauchrohrstutzen wenden Sie sich an einen fachkundigen Techniker oder an den zuständigen Kaminkehrer.

Abb. 5 - Beispiele für die falsche und richtige Realisierung des Kamins

NEIN JA Der Rauchabzug muss leicht größer als der Rauchrohrstutzen sein, der dieselbe Größe wie der Rauchausgang des Zentralheizungs- herdes aufweist. Für das Modell ST 60 empfiehlt sich ein Rauchabzug mit einem Durchmesser von 15 oder 16 cm und für das Modell ST 90 ein Durchmesser von 16 oder 18 cm. Der An- schluss an einen Rauchabzug mit einer Höhe von weniger als 4 Meter ist nicht zugelassen. Siehe Tabelle 2. Abgasrohre dürfen nie waagrecht sondern nur mit Steigung zum Schornstein hin mon- tiert werden (siehe Abb. 5). 2.3 RICHTIGE ABMESSUNGEN UND FORMEN DES RAUCHABZUGS Abb. 6 - Maß H für die Bemessung des Rauchabzugs Tabelle 2 - Bemessung des Rauchabzugs, je nach dessen Höhe ø Durchmesser Rauchausgang 130 mm 140 mm 140 mm ø Rauchabzug H < 4m Rauchzug nicht gewährleistet ø Rauchabzug 4 m < H < 6m 160 mm 180 mm 180 mm ø Rauchabzug H > 6m 150 mm 160 mm 160 mm Empfohlener Förderdruck 12 Pa 12 Pa 12 Pa Modell ST 60 ST 90 STK

In der Abb. 7 wird anhand einiger Beispiele der

richtige Kaminanschluss eines Zentralheizungs- herdes dargestellt. Für den sicheren Anschluss empfehlen wir eine doppelte Abdichtung der Wand. Dabei muss sichergestellt sein, dass der Anschluss zwischen dem Anschlussstutzen oder Rauchrohrstutzen und dem Rauchabzug gut abgedichtet ist. Der Rauchrohrstutzen zwi- schen Zentralheizungsherd und Rauchabzug muss so kurz wie möglich gehalten und immer waagrecht oder mit Steigung zum Schornstein hin montiert werden. Der Einsatz von Rohrbö- gen und gewundenen Rohrabschnitten ist zu vermeiden. Der Rauchrohrstutzen zwischen Zentralheizungsherd und Rauchabzug muss festsitzen und gut abgedichtet sein. Die Roh- re dürfen nicht über leicht entflammbare oder temperaturempfindliche Möbel führen. 2.4 KORREKTER KAMINANSCHLUSS Abb. 7 - Beispiele für den falschen und richtigen Anschluss an den Rauchabzug NEIN NEIN NEIN JA Das Modell ST 60 wird nur mit Rauchaus- gang oben links sowie oben rechts geliefert. Ein Rauchausgang muss ausgewählt wer- den, der andere bleibt verschlossen. Die Modelle ST 90 und STK 90 werden seri- enmäßig mit Rauchausgang oben und hin- ten, links oder rechts geliefert. Auch in die- sem Fall wird der Zentralheizungsherd mit verschlossenen Rauchausgängen geliefert. Für den Anschluss muss einer der Rauchaus- 2.5 RAUCHAUSGÄNGE Abb. 8 - Vorbereitung für den Anschluss H

Beim traditionellen Einbau des Zentralhei-

zungsherdes erfolgt die Frischluftzufuhr direkt aus dem Aufstellungsraum über die Luftzufuhröffnungen des Herdes im Inneren des Sockels. In diesem Fall muss im Raum stets für ausreichende Frischluftzufuhr ge- sorgt werden, hauptsächlich wenn dieser klein ist oder wenn Fenster und Türen dicht schließen. Eine ausreichende Belüftung des Raumes muss auch gewährleistet werden, wenn sich andere Heizgeräte, Dunstabzugs- hauben, offene Kamine oder Entlüftungs- anlagen darin befinden. Die Lüftungsklappe des Raumes muss eine Mindestfläche von 80 cm² aufweisen. Auf Anfrage liefert Rizzoli Lüftungsklappen, die sich nur bei Bedarf automatisch öffnen, um einen maximalen Unterdruck von 3 Pa im Aufstellungsraum zu garantieren. Die Zentralheizungsherde der Serie ST sind auch für den direkten Anschluss an einen ex- ternen Frischluftkanal ausgelegt. In diesem Falle ist im Aufstellungsraum des Zentralhei- zungsherdes keine weitere Lüftungsklappe nötig. Hierfür genügt es, im Aufstellungs- raum, in Position des Herdes, einen nach au- ßen führenden Frischluftkanal zu verlegen und dann beim Zentralheizungsherd die nö- 2.6 FRISCHLUFTZUFUHR Abb. 9 - Toleranz für den oberen und hinteren Rauchausgang. Die Toleranz hängt von der Ausrichtung des Anschlussstutzens ab Y X +/- 10 mm +/- 10 mm gänge geöffnet und mit einem Anschluss- stutzen versehen werden (siehe Abb. 8). Der Anschlussstutzen hat zur Montagehilfe eine Toleranz von ca. 1 cm zur Verfügung; je nach Ausrichtung des Anschlussstutzens (siehe Abb. 9). Abb. 10 - Installation des Zentralheizungherdes mit Luftzufuhr aus dem Aufstellungsraum und Installation mit externer Frischluftzufuhr, direkter Anschluss am Herd Y X +/- 10 mm +/- 10 mm

tigen Anschlussarbeiten vorzunehmen.

Die externe Frischluftzufuhr des Zentralhei- zungsherdes befindet sich im Inneren des Faches für die Holzlade auf der Seite der Brennkammer. Wir empfehlen die Verwen- dung eines flexiblen Anschlussrohres sowie eine eventuelle Absperrvorrichtung für den Kanal vorzusehen. Abb. 11 - Verschiedene Anschlussmöglichkeiten der externen Frischluftzufuhr am Zentralheizungsherd A A H H B B B B C C Externe Frischluftzufuhr nicht angeschlossen Externe Frischluftzufuhr Anschluss in Bodenhöhe Externe Frischluftzufuhr Wandanschluss A A H H B B B B C C A A H H B B B B C C Um den Anschluss zu erleichtern, empfeh- len wir die externe Frischluftzufuhr entwe- der in Bodenhöhe oder an der Rückwand des Herdes, je nach Modell vorzunehmen (siehe Tabelle und Abbildung). Auch andere Lösungen für den Anschluss sind eventuell möglich, jedoch nur nach vorheriger Ab- sprache mit Rizzoli. ACHTUNG! Dunstabzugshauben oder Lüftungsanlagen im Aufstellungsraum können die Funktionstüchtigkeit des Zentralheizungsherdes, bei fehlender, eigens dafür vorgesehener Frischluftklappe oder bei unterdimensionierter dieser, beeinträchtigen. Eingang externe Frischluftzufuhr Eingang externe Frischluftzufuhr Abb. 12 und 13 - Rückansicht des Sockels und Angaben für den Anschluss an die externe Frischluftzufuhr durch den Sockel. Der dunkle Teil verbildlicht die Standardöffnung, durch die das Anschlussrohr verbunden wird. Standard-Zentralheizungsherde Zentralheizungsherde mit Rundbogen H C B A ST 60 248 118 364 218 95 ST 60 mit Rundbogen 193 113 364 218 95 ST 90 248 118 664 218 95 ST 90 mit Rundbogen 193 113 664 218 95 STK 248 118/258* 664 218 95 Modelle ø Maße Tabella 3 - Maße für den Anschluss an die externe Frischluftzufuhr *Seite Rauchausgang / Seite Heizkessel

Das Modell ST 90 wird serienmäßig mit

Herdstangen an drei Seiten (vorne, seitlich rechts und seitlich links) geliefert. In einigen Fällen kann es nötig sein, dass diese auf ei- ner oder mehreren Seiten abmontiert wer- den müssen. 2.8 HERDSTANGE Abb. 14 - Position des Klemmbretts für den Anschluss an die Stromversorgung Abb. 15 - Klemmbrett für den Anschluss an die Stromver- sorgung: 1. Phase 2. Neutralleiter 3. Schutzleiter 40 mm 30 mm 1 2 3 2 mm 40 mm 30 mm 1 2 3 2 mm Abb. 16 - Montage der Herdstange 2.7 ELEKTRISCHE ANSCHLÜSSE Das Modell ST 60 muss nicht an die Stromver- sorgung angeschlossen werden. Die Modelle ST 90 und STK hingegen benötigen den An- schluss an die Stromversorgung. Der Anschluss muss von einem qualifizierten Fachmann gemäß den geltenden Vorschriften vorge- nommen werden. Der Installateur ist für den ordnungsgemäßen Anschluss in Übereinstim- mung mit den geltenden Sicherheitsbestim- mungen verantwortlich. Für den Anschluss muss ein Stromkabel an das Klemmbrett auf der Herdrückseite angeschlossen werden. Alle Anschlüsse an die Stromversorgung (Phase, Neutralleiter und Schutzleiter) müssen wie in der Abbildung ersichtlich, korrekt ausgeführt werden. Das Kabel und jede andere zusätzliche elektrische Vorrichtung muss für die vorgese- hene Stromspannung ausgelegt sein und darf keine Stellen berühren, die mehr als 50°C über der Umgebungstemperatur liegen.

Hierfür verwenden Sie einfach einen Kreuz-

schlitz-Schraubendreher und den eigens dazu bestimmten Inbusschlüssel sowie die im Lieferumfang enthaltenen Schrauben. Zuerst ziehen Sie das Endstück der Herdstan- ge, welches nur unter Druck eingefügt wur- de, heraus; dann lockern Sie, wo nötig, die Gewindestifte unter den Herdstangenhalte- rungen. Nun können Sie die Stange aus den Halterungen ziehen und den Außenteil der Halterungen sowie den Herdstangenbogen entfernen. Nun wird das Endstück an jener Stelle, an der sich der Herdstangenbogen befand, eingesetzt, die Herdstangenhalte- rung mit dem Kreuzschlitzschraubendreher abgeschraubt, die Befestigungsschrauben durch jene im Lieferumfang enthaltenen ersetzt und zuletzt noch die anfänglich ge- 40 mm 30 mm Abb. 17 und 18 - Montage der Herdstange

ACHTUNG! Legen Sie keine entflammbaren Gegenstände wie z.B. Reinigungs-

tücher oder Topflappen auf die Herdstange und hängen Sie keine Wäsche zum Trocknen darauf auf. lockerten Gewindestifte wieder angezogen. Die Modelle ST 60 und STK sind nur mit ei- ner Herdstange auf der Vorderseite ausge- stattet. Auf Anfrage sind die Zubehörteile für die Ergänzung der seitlichen Herdstan- gen (ST 60) oder für die Backofenseite (STK) erhältlich. Um diese zu montieren, entfernt man die zwei Schrauben am seitlichen Herdrahmen, befestigt die zwei Herdstangenhalterungen, entfernt das Endstück auf der Seite, auf der man die Herdstange ergänzen möchte und setzt den Bogen sowie die restlichen Teile der Herdstange ein. Zum Schluss werden die Gewindestifte wieder angezogen und das Endstück eingesetzt. Der für die Ausmauerung verwendete feuerfeste Mörtel enthält immer etwas Feuchtigkeit, die jedoch nach einigen In- betriebnahmen des Zentralheizungsherdes allmählich austrocknet. Es ist daher normal, dass anfänglich etwas Kondenswasser ent- steht. Aus demselben Grunde unterliegen die im Inneren des Zentralheizungsherdes verwendeten Schamottesteine einem natür- lichen Setzungsprozess, wobei kleine Risse und Sprünge entstehen können, die jedoch keinesfalls die Funktion des Herdes beein- trächtigen. 2.9 AUSMAUERUNG (ST 90, STK) Vor der ersten Inbetriebnahme des Zent- ralheizungsherdes muss jegliches Verpa- ckungsmaterial aus dem Backofen sowie die zum Schutz der Herdplatte verwendete Plastikfolie entfernt werden. Anhand eines Lappens beseitigen Sie den größten Teil des auf der Herdplattenoberfläche aufgetrage- nen Schutzölfilms. 2.10 VOR DER ERSTEN INBETRIEBNAHME

Je nach auszuführendem Anlagenprojekt

stehen noch einige fakultative, in einigen Fällen unverzichtbare, Hilfsanschlüsse zur Verfügung. Hierbei handelt es sich um die Anschlüsse für den Sicherheitswärmetau- scher, den Fühler des Sicherheitswärmetau- schers und den Anschluss für den Thermost- at. Wenn diese nicht verwendet werden, müssen sie gut verschlossen werden. Die Zentralheizungsherde der Serie ST sind nicht mit einem Thermostat ausgestattet. Aus diesem Grunde ist bei der Realisierung einer Heizungsanlage die Verwendung ei- nes externen Thermostats zur Funktions- kontrolle der Umwälzpumpe, laut Tempera- tur des Wassers im Heizkessel, erforderlich. Der Thermostatfühler muss an den dafür vorgesehenen Hilfsanschluss, auf der Rück- seite des Zentralheizungsherdes, eingefügt werden. Wenn das Wasser im Heizkessel die einge- stellte Temperatur überschreitet, aktiviert der Thermostat die Umwälzpumpe oder hält sie an, wenn die eingestellte Temperatur un- terschritten wird. 3.3 HILFSANSCHLÜSSE 3.4 THERMOSTAT 3. HEIZUNGSANLAGE (ST 60, ST 90) Die Zentralheizungsherde der Serie ST sind mit einem Heizkessel ausgestattet, damit die vom Gerät erzeugte Wärme durch eine Anlage mit flüssigem Transportmedium für Heizung und Warmbrauchwasser genutzt werden kann. Im Lieferumfang der Zentralheizungsherde Serie ST sind alle für die ordnungsgemäße Installa- tion nötigen Bauteile enthalten. Alle externen Anschlusselemente des Zentralheizungsher- des (wie z.B. Pumpen, Ventile, akustische An- zeigen, Manometer und Thermostat) müssen hingegen von Drittlieferanten nach Angaben des Planers oder Installateurs der Anlage er- worben werden. Das Modell ST 90 kann auch als STK mit Hydraulik-Kit realisiert werden. Für den Anschluss des Modells STK an die Hei- zungsanlage befolgen Sie bitte die Anweisun- gen im Kapitel 4. Vor der Inbetriebnahme des Zentralheizungs- herdes muss dieser an die Heizungsanlage an- geschlossen werden. Der Gebrauch des Zent- ralheizungsherdes mit leerem Heizkessel oder ohne Anschluss an die Heizungsanlage kann den Heizkessel irreparabel beschädigen. Auf jeden Fall müssen die Zulauf- und Rücklauflei- tung sowie die Ablaufleitung (zum Entleeren des Heizkessels für Instandhaltungsarbeiten) an die Anlage angeschlossen werden. 3.1 ALLGEMEINES 3.2 ANSCHLÜSSE AN DIE HEIZUNGSANLAGE ACHTUNG! Um die Lebensdauer des Heizkessels des Zentralheizungsherdes zu verlängern, darf das Wasser in der Anlage nie unter einer Temperatur von 55-60°C zirkulieren. Niedrigere Temperaturen verursachen die Bildung von säurehältigem Kondenswasser und Rußablagerungen an den Wänden des Heizkessels.

Abb. 19 - Beim Modell ST 90 befindet sich der Heizkessel immer auf der Seite der Brennkammer. In dieser Abbildung

wird eine Version mit Brennkammer links und Rauchausgang rechts dargestellt (Vorderansicht). Die Version mit Rauchausgang links ist seitenverkehrt. 4 600 463 102 300 484 498 691 483 792 802 741 2 6 7 1 4 3 5 1 900 448 87 108 390 447 676 463 763 799 745 4 3 2 4 5 7 6 ST 60 ST 90 1) Anschluss Thermostatfühler ø ½” Innengewinde 2) Zulaufanschluss ø 1”¼ Innengewinde 3) Anschluss Fühler Sicherheitswärmetauscher ø ½” Innengewinde 4) Anschlüsse für Kreislauf Sicherheitswärmetauscher ø ½” Außengewinde 5) Rücklaufanschluss ø 1”¼ Innengewinde 6) Ablaufanschluss ø ½” Innengewinde 7) Externe Frischluftzufuhr (wahlweise) Bei allen Heizkesseln für Festbrennstoffe ist es technisch gesehen unmöglich, die Verbren- nung bei Bedarf sofort zu unterbrechen, wie dies bei Heizkessel für flüssige und gasför- mige Brennstoffe der Fall ist. Hieraus ergibt sich die Notwendigkeit, die erzeugte Wärme immer ableiten zu können, auch wenn es die Heizungsanlage nicht erfordert oder bei feh- lender Stromversorgung. Anderenfalls könn- te das Wasser im Heizkessel den Siedepunkt ohne der Möglichkeit, den Dampf abzulassen, erreichen. Dies würde eine ernsthafte Explosi- onsgefahr für den Heizkessel mit sich bringen. Aus diesem Grunde wird empfohlen, sich strikt an die in der UNI-Norm 10412-2 angeführten Bestimmungen und Vorschriften zu halten. Des Weiteren empfiehlt es sich, im Anlagenprojekt immer einen Warmwasserspeicher vorzusehen, damit sich die überschüssige Wärme in Form von Warmbrauchwasser ansammeln kann. Zur Erhöhung der Sicherheit kann ein zusätzli- cher Kreislauf für einen Sicherheitswärmetau- scher, der direkt mit dem Heizkessel verbun- den ist, vorgesehen werden. Bei Installation mit einem geschlossenen Ausdehnungsgefäß ist der Anschluss an den Sicherheitswärmetau- scher obligatorisch. Der Zentralheizungsherd ist für diese Lösung ausgelegt. Mit dem Sicher- heitswärmetauscher kann der Heizkessel bei Bedarf, direkt durch Umlauf von Kaltwasser in einem separaten Kreislauf, innerhalb des Heizkessels, abgekühlt werden. Die Installati- on dieser Anlage muss von einem Installateur, der hierfür auch die Verantwortung über- 3.5 SICHERHEIT 3.6 SICHERHEITSWÄRMETAUSCHER

nimmt, vorgenommen werden. Zur Ausfüh-

rung der Anlage müssen die austauschbaren Zu- und Ablaufanschlüsse vorgenommen so- wie der Fühler des Sicherheitswärmetauschers in die dafür bestimmte Öffnung eingefügt werden. Die Leistungsfähigkeit der Anlage und die Verfügbarkeit von Kaltwasser muss auch ohne Stromversorgung garantiert wer- den. Die Sicherheitsvorrichtungen müssen auch nach dem Einbau für Wartungsarbeiten und Funktionskontrollen zugängig sein. Die Funktionskontrolle muss in regelmäßigen Abständen (mindestens einmal jährlich) vor- genommen werden. Der Kreislauf für den Sicherheitswärmetauscher darf nicht für die Warmbrauchwasseraufbereitung verwendet werden. Bei Bedarf kann Rizzoli ein passendes thermisches Ablaufventil für Ihr Gerät liefern. Abb. 20 - Schematische Darstellung für den Kreislauf des Sicherheitswärmetauschers. I VRP VSP VST VNR TP S ST Nachstehend finden Sie einige Skizzen mög- licher Ausführungen der Anlage. Diese sind nur als Beispiele gedacht und können nicht direkt für die Ausführung einer Heizungs- anlage verwendet werden. Für ein Anla- genprojekt wenden Sie sich immer an einen qualifizierten Heizungstechniker. 3.7 BEISPIELE (ST 60 - ST 90) Abb. 21 - Vereinfachte schematische Darstellung zur Realisierung einer Heizungsanlage mit einem Zentralheizungsherd ST 60 oder ST 90 als Wärmeerzeuger. I T A M VSP AL VST R S S P ST VE CA CR B I ACS LEGENDE VE VST ACS CA CR M S P B I A R Warmwasser Kaltwasser Manometer Umwälzpumpe Geschlossenes Ausdehnungs. Thermostat Rückschlagventil Ablauf Boiler Zufuhrkollektor Abfuhrkollektor Thermisches Ablaufventil Warmbrauchwasser Kaltwasserzulauf Thermometer Uberdruckventil Akustisches Signal T-Stück zur Reinigung Zulauf Rücklauf Druckminderventil AL TP VSP VNR VRP T

Abb. 22 - Vereinfachte schematische Darstellung zur Realisierung einer Heizungsanlage mit einem Zentralheizungsherd ST 60

oder ST 90 als Wärmeerzeuger. VST I F T T A AL M M VSP AL M VSP VAC R S S C P P ST VE VE VE CA ACS CR B SF PF PS T

Abb. 23 - Vereinfachte schematische Darstellung zur Realisierung einer Heizungsanlage mit einem Zentralheizungsherd ST 60

oder ST 90 als Wärmeerzeuger. I T TS TC A AL M VSP R S S S P ST VA CA ACS CR B T LEGENDE VE VST TS ACS TC CA CR VA M S P B A R Warmwasser Kaltwasser Manometer Umwälzpumpe Geschlossenes Ausdehnungs. Thermostat Ablauf Boiler Zufuhrkollektor Abfuhrkollektor Thermisches Ablaufventil Warmbrauchwasser Sicherheitsausdehnungsleitung Fülleitung Offenes Ausdehnungsgefäß Thermometer Uberdruckventil Akustisches Signal Rücklaufanhebung Zulauf Rücklauf AL T VSP VAC

4. HEIZUNGSANLAGE (STK)

Der Zentralheizungsherd STK ist mit einem Heizkessel ausgestattet, damit die vom Gerät erzeugte Wärme durch eine Anlage mit flüs- sigem Transportmedium für Heizung und die sofortige Aufbereitung von Warmbrauchwas- ser genutzt werden kann. Die Übertragung der Wärme des Zentralheizungsherdes auf die Hei- zungs- und Warmwasseranlage erfolgt über ein Plattenwärmetauscher-System und über zwei Umwälzpumpen (P1 und P2), die im Kit vorhanden sind und über eine Steuereinheit gesteuert werden können. Wenn der Zent- ralheizungsherd in Betrieb ist, wird das Was- ser, das sich im Heizkessel befindet, erwärmt. Wenn eine bestimmte Temperatur erreicht ist, zirkuliert das Wasser im internen Kreislauf des Zentralheizungsherdes durch die Umwälz- pumpe P1. Durch die Plattenwärmetauscher wird die Wärme auf den Heizkreislauf oder auf den Kreislauf für die Warmbrauchwas- serproduktion übertragen. Die im Heizkessel des Zentralheizungsherdes und im internen Kreislauf vorhandene Flüssigkeit ist nicht in direktem Kontakt mit dem Wasser der Hei- zungs- und Warmwasseranlage. Es handelt sich um getrennte Kreisläufe, bei denen man verschiedene Temperaturen und Drucke haben kann. Die Zirkulation des Warmwassers in der Heizanlage erfolgt über die Umwälzpumpe P2. Der Kreislauf des Warmbrauchwassers erfolgt über den Druck der Kaltwasserzufuhr. Der Zen- tralheizungsherd STK ist mit einer Vorrichtung für den Sicherheitswärmetauscher ausgestattet. Durch einen separaten Kreislauf im Heizkessel wird bei Bedarf Kaltwasser zur Abkühlung durch- geleitet. Auf diese Weise wird für den internen Kreislauf mit geschlossenem Ausdehnungsgefäß eine optimale Funktionssicherheit garantiert. 4.1 FUNKTIONSPRINZIP Abb. 24 - Schematische Darstellung des Kit vom Zentralheizungsherd STK VST VS2 VS1 VS1 C F H R A VE SP S3 GR P1 P2 S1 VNR LEGENDE F S1 P2 P1 S3 GR VST VNR VS1 VS2 H A R Kaltwasserzulauf - ½“Außengewinde Ausg. Warmbrauchwasser - ½“Inneng. Zulauf Heizanlage - ¾“ Innengewinde Rücklauf Heizanlage - ¾“ Inneng. Sicherheitsablauf - ¾“ Außengewinde Ablauf für Wartungsarbeiten Autom. Entlüftungsventil Überdruckventil Thermisches Ablaufventil Rückschlagventil Heizkessel Plattenwärmetauscher Umwälzpumpe - interne Anlage Umwälzp. - Heizanl.-Kreislauf Füllgruppe Geschlossenes Ausdehnungs. C

Die Anschlussrohre zwischen dem Heizkes-

sel des Zentralheizungsherdes und dem Kit befinden sich auf der Rückseite des Herdes und ragen ca. 5 cm über den Herdrahmen hinaus. Im Lieferumfang ist eine Herdrahmenver- längerung vorhanden mit der der Zwischen- raum zwischen Herdrahmen und Wand ver- deckt werden kann. Somit erhöht sich die Tiefe des Herdrahmens von 60 cm auf 65 cm. Eine weitere Lösung ist die Errichtung einer Nische in der Wand, damit die Anschlussroh- re in die Nische ragen. Auf diese Weise kann der Zentralheizungsherd ohne Änderung der Tiefe installiert werden. Bevor die hydraulischen Anschlüsse vorge- nommen werden können, ist es notwendig, die Kit-Abdeckung abzumontieren. Zuerst wird die hintere Herdrahmenverlängerung abgenommen, dann wird die seitliche Edel- stahlfläche entfernt, indem man die Befesti- gungsschrauben lockert und die Fläche nach obenhin herausnimmt. Dann werden die beiden grünen Steckvor- richtungen der Steuereinheit ausgesteckt. Nun kann die Abdeckung entfernt werden, indem man sie ausgehängt und nach oben zieht. 4.2 POSITIONIERUNG DES ZENTRALHEIZUNGSHERDES (STK) 4.3 ABBAU DER KIT-ABDECKUNG (STK) Abb. 25 - Abbau der Kit-Abdeckung 1 2 A B C D

Vor der Inbetriebnahme des Zentralhei-

zungsherdes müssen alle vorgesehenen An- schlüsse an die Heizungsanlage vorgenom- men werden. Der Gebrauch des Zentralheizungsherdes mit leerem Heizkessel oder ohne Anschluss an die Heizungsanlage kann den Heizkessel irreparabel beschädigen. Für die Anschlüsse ist die Verwendung von flexiblen Rohren ratsam. Folgende Anschlüs- se müssen auf jeden Fall vorgenommen werden: Zulauf- und Rücklaufleitung der Heizungsanlage, Kaltwasserzulauf und der Sicherheitsablauf. Der Anschluss an das Warmbrauchwasser ist fakultativ. Wenn dieser Anschluss nicht vorgenommen wird, muss er verschlossen werden. Die Leitungen müssen zur Rück- seite des Geräts führen, wo sie nach außen gelangen. Für den Heizkreislauf ist ein Überdruck-Si- cherheitsventil von 3 Bar vorzusehen. Die Warmwasseraufbereitung erfolgt über den Kaltwasserzulauf durch ein Plattenwär- metauscher-System. Auf diese Weise wird das Wasser sofort erwärmt und steht am Ausgang bereits zur Verfügung. Der Kaltwasserdruck im Zulauf darf nicht höher als 2,5 Bar sein. Wird das Wasser di- rekt von der Wasserhauptleitung bezogen, ist generell die Installation eines Druckmin- derventils am Zulauf vorzusehen. Es emp- fiehlt sich, auch im Warmwasserkreislauf ein Überdruck-Sicherheitsventil von 6 Bar vorzusehen. Beim Zentralheizungsherd STK sind ein oder zwei Anschlüsse für den Ablauf vor- handen: ein Sicherheitsablauf (S1) und ein Heizkesselablauf (S3). Über den Heiz- kesselablauf kann der Heizkessel im Fall von Wartungsarbeiten entleert werden. 4.4 ANSCHLÜSSE AN DIE HEIZUNGSANLAGE 4.5 AUFBEREITUNG VON WARMBRAUCHWASSER 4.6 ABLÄUFE Abb. 26 - Position der Hydraulikanschlüsse STK (Rauchausgang rechts). Das Modell mit Rauchausgang links ist seitenver- kehrt. 1040 80 80 20 140 A R S3 F H S1 50 600 1040 80 80 20 140 1 2 3 4 5 50 600 LEGENDE A Zulauf Heizanlage ¾” Innengewinde R Rücklauf Heizanlage ¾” Innengewinde F Eingang Kaltwasser ½” Innengewinde H Ausgang Warmbrauchwasser ½” Innengewinde S1 Sicherheitsablauf ½” Innengewinde S3 Ablauf für Wartungsarbeiten

Nach Ausführung aller Anschlussarbeiten müs-

sen alle Hydraulikanschlüsse vom Kit gut fest- gezogen werden, auch die internen, die sich während des Transports oder der Positionie- rung des Zentralheizungsherdes gelockert ha- ben könnten. Nun kann der interne Kreislauf des Geräts über die Öffnung der Füllgruppe und über die entsprechende Stelle der Hei- zungsanlage aufgefüllt werden. Das Auffüllen muss langsam erfolgen, damit die Anlage gut entlüftet wird. Es ist ratsam, den Verschluss des automatischen Entlüftungventils komplett abzuschrauben, die im Kit vorhandenen ma- nuellen Entlüftungsventile und eventuell die Schraube auf den Umwälzpumpen zu lockern. Wenn die Anlage komplett gefüllt ist, werden alle Ventile wieder verschlossen. Nach dem Auffüllen und einer Funktionsprobe kann die Kit-Abdeckung wieder montiert werden, die Klemmen wieder an die Steuereinheit ange- schlossen, Edelstahlfläche und Herdrahmen- verlängerung wieder befestigt werden. Auf der Vorderseite des Zentralheizungs- herdes STK befindet sich ein analoger Ther- mometer. Dieser zeigt die Wassertempe- ratur im Heizkessel an. In diesem Fall wird die Temperatur an einer anderen Stelle als von der Steuereinheit gemessen, daher ist es normal, dass diese beiden Angaben ver- schieden sind. Jeder geschlossene Wasserkreislauf der Vo- lumenschwankungen infolge von Tempe- raturänderungen unterliegt, muss mit ei- ner Vorrichtung zur Kompensierung dieser Schwankungen ausgerüstet sein. Der interne Kreislauf des Zentralheizungs- herdes ist bereits mit einem Ausdehnungs- gefäß ausgestattet. Da es sich beim sekun- dären Kreislauf für die Heizanlage um einen separaten Kreislauf handelt, benötigt er ein geeignetes, der gesamten thermischen An- lage angepasstes Ausdehnungsgefäß. Das Ausdehnungsgefäß für die Heizanlage kann geschlossen sein. Wenn der Anschluss an eine bereits beste- hende Anlage erfolgt oder wenn bereits ein anderer Wärmeerzeuger vorhanden ist, kann bereits ein geeignetes Ausdehnungs- gefäß vorhanden sein; wenn nicht, muss dieses vom Installateur ergänzt werden. Bei allen Heizkesseln für Festbrennstoffe ist es technisch gesehen unmöglich, die Ver- brennung sofort zu unterbrechen, wie dies bei Heizkessel für flüssige und gasförmige Brennstoffe der Fall ist. Hieraus ergibt sich die Notwendigkeit, die erzeugte Wärme immer ableiten zu können, auch wenn es die Heizungsanlage nicht erfordert oder bei fehlender Stromversorgung. Wenn der STK die Sicherheitstemperatur er- reicht, wird der Heizkessel über das thermi- sche Ablaufventil, das sich im internen Kreis- lauf befindet, durch Umlauf von Kaltwasser in einem separaten Kreislauf, innerhalb des Heizkessels, abgekühlt. Auf diese Weise kann der STK auf sichere Weise installiert werden, wie es die entspre- chenden Normen für die Installation mit ge- schlossenem Ausdehnungsgefäß vorsehen; die hierzu notwendigen Sicherheitsvorrich- Dieser wird über einen Hahn gesteuert und kann im Bedarfsfall an ein flexibles Rohr oder auch permanent angeschlossen werden. Der Sicherheitsablauf wird zur Entleerung des Wassers und des Dampfs benötigt, die vom Überdruckventil des Zentralheizungsherdes stammen könn- ten. Des Weiteren wird er zum Ablauf des Wassers, das vom Sicherheitswärmetau- scher kommen kann, benötigt. Der Sicher- heitsablauf muss immer an einen freien, externen Ablauf angeschlossen werden. 4.7 FÜLLEN DER ANLAGE 4.8 THERMOMETER 4.9 AUSDEHNUNGSGEFÄSS 4.10 SICHERHEIT

tungen sind bei diesem Modell bereits vor-

handen. Der Kreislauf der Heizanlage kann ohne Be- denken mit einem geschlossenen Ausdeh- nungsgefäß installiert werden. Die Funktionskontrolle des thermischen Ab- laufventils muss mind. einmal im Jahr, über die entsprechende Taste auf dem Ventil, vor- genommen werden. Der Zentralheizungsherd STK kann prob- lemlos auch mit einem anderen Wärmeer- zeuger kombiniert werden. In diesem Falle muss ein Heizungstechniker oder qualifizier- ter Installateur kontaktiert werden, der in der Lage ist, die beste Anlagenrealisierung vorzunehmen. Es ist auf jeden Fall zu berücksichtigen, dass der Zentralheizungsherd Vorrang gegen- über jedem anderen Wärmeerzeuger haben muss, da es bei Gebrauch von Festbrennstoff technisch gesehen nicht möglich ist, im Be- darfsfall die Verbrennung völlig zu unter- brechen. Dieser Aspekt kann manuell oder auch automatisch über die Steuereinheit des Zentralheizungsherdes gesteuert werden. Nach Ausführung aller nötigen Elektroan- schlüsse ist die Steuereinheit in der Lage, auch den Betrieb des anderen Wärmeer- zeugers für die Heizungsanlage und für die Aufbereitung von Warmbrauchwasser zu koordinieren. 4.11 ANSCHLUSS BEI VORHANDENSEIN EINES ANDEREN WÄRMEERZEUGERS Bei sehr hartem oder feststoffreichem Was- ser können sich Ablagerung in allen Rohrlei- tungen bilden. Auf längere Sicht kann dies die Funktionstüchtigkeit des Gerätes beein- trächtigen. In diesem Falle empfiehlt sich die Installation eines Wasserenthärters am Was- serzulauf des Zentralheizungsherdes. 4.12 KALKHALTIGES WASSER

Nachstehend finden Sie einige Skizzen mög-

licher Ausführungen der Anlage. Diese sind nur als Beispiele gedacht und können nicht direkt für die Ausführung einer Heizungs- anlage verwendet werden. Für ein Anla- genprojekt wenden Sie sich immer an einen qualifizierten Heizungstechniker. 4.13 BEISPIELE (STK) Abb. 27 - Installationsbeispiel - Beispiel Nr. 1 STK S S1 VE CA CR A R H F I M T VSP VSP ACS VRP LEGENDE VE I CA CR M P F T Warmwasser Kaltwasser Manometer Umwälzpumpe Geschl. Ausdehnungsgefäß Kaltwasserzulauf Ausgang Warmbrauchwasser Druckminderventil Kollektorvorlauf Kollektorrücklauf Kaltwasserzulauf Thermometer Überdruckventil Sicherheitsablauf Ablauf Zulauf Rücklauf VSP S1 A VRP H R S

Abb. 28 - Installationsbeispiel - Beispiel Nr. 2

H F S S1 VRP A R I T M VSP T M VSP T M VSP P STK VE VE C VE CA ACS CR PF PS

Abb. 29 - Installationsbeispiel - Beispiel Nr. 3

S S1 B C I A R H F VSP VE VRP VNR VNR STK CA ACS CR VSP T M VSP V3 VE PF LEGENDE F S1 C CA ACS CR T V3 I VRP S H A R Kaltwasserzulauf Ausgang Warmbrauchwasser Zulauf Heizanlage Rücklauf Heizanlage Sicherheitsablauf Heizkessel Rückschlagventil 3-Wege-Ventil Druckminderventil Kollektorvorlauf Kollektorrücklauf Thermometer Manometer Kaltwasserleitung Ablauf Wasserspeicher Puffer Anschlüsse Steuereinheit Warmbrauchwasser Geschl. Ausdehnungsgefäß Druckminderventil B

Über die Steuereinheit können die Vorrich-

tungen des Zentralheizungsherdes und einige externe an die Heizungsanlage angeschlosse- ne Einrichtungen kontrolliert werden. Grund- sätzlich wird über sie die Wassertemperatur im Heizkessel ermittelt und bei Erreichen der vorprogrammierten Temperaturen die ent- sprechenden, an den Heizkessel angeschlosse- nen Vorrichtungen zu- oder abgeschaltet. Des Weiteren führt sie einige zusätzliche Sicher- heits- und Kontrollfunktionen aus. Bei einigen Modellen kann die Steuereinheit ein bisschen anders sein als hier beschrieben wird, im We- sentlichen ist es aber immer dasselbe. 5. STEUEREINHEIT (STK) L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 Ein/Aus Eingestellte Temperatur senken T > A04 - Umwälzpumpe P1 (interner Kreislauf) in Betrieb T > A05 - Ventilanschlüsse ON gespeist - OFF unterbrochen T > A07 - Deaktivierung des externen Heizkessels T > A07 - Umwälzpumpe P2 (Heizungsanlage) in Betrieb Steuereinheit in Standby P1 P VALV V T P2 P OFF EingestellteTemperatur erhöhen Eingestellte Temperaturen anzeigen Abb. 30 - Steuereinheit FDG Tabella 4 - Tasten und LED der Steuereinheit Tabella 5 - Anzeige der Steuereinheit Funktion Funktion Funktion Taste Led Anzeige Taste

• Mit der Taste die zu ändernde Temperatur auswählen

• Mit den Tasten den Wert ändern • Zur Speicherung 5 Sekunden warten oder mit der Taste alle Parameter durchlaufen 5.4 FUNKTIONEN DER STEUEREINHEIT (STK) 5.2 HAUPTMENÜ 5.3 TEMPERATURPROGRAMMIERUNG Die elektronische Steuereinheit dient in erster Linie zur Funktionskontrolle der Hei- zungsanlage und darüber hinaus für ver- schiedene Hilfsfunktionen für die Sicherheit und Wartung. HAUPTFUNKTION - Die Steuereinheit er- mittelt die Wassertemperatur im Heizkessel und setzt beim Überschreiten der vorpro- grammierten Temperatur zuerst die Um- wälzpumpe P1 des internen Kreislaufs und dann die Umwälzpumpe P2 der Heizungs- anlage in Betrieb. Fällt die Temperatur un- ter den vorgegebenen Wert, schaltet die Umwälzpumpe P2 ab, damit die Temperatur wieder ansteigen kann. NEBENFUNKTIONEN - Wenn die Temperatur die eingestellte Temperatur A05 überschrei- tet, werden die entsprechenden Klemmen Zum Einschalten des Hauptmenüs halten Sie im Bedienelement die Taste länger ge- drückt. Im Hauptmenü wird normalerweise die Wassertemperatur im Heizkessel ange- zeigt. Durch Drücken der Taste werden die eingestellten Temperaturwerte zum Ak- tivieren der Umwälzpumpe P1, der Umwälz- pumpe P2 und von eventuellen externen mit dem Gerät verbundene Vorrichtungen, angezeigt. Änderungen an den Einstellungen der Steuereinheit sollten nur von Fachpersonal vorgenommen werden. Die Fabrikseinstel- lungen sollten nicht geändert werden, aus- genommen für eventuell nötige Einstellun- gen für den ordnungsgemäßen Betrieb der Heizungsanlage. Die Temperatureinstellung erfolgt direkt über dem Hauptmenü: L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 Pumpenthermostat P1 Thermostatventil Pumpenthermostat P2 30 °C 45 °C 55 °C P V T, P PTC VENTIL CP, PIR Temperaturanzeige Fühler - Kurzschluss oder Temperatur > 100 ° C Temperaturfühler - Unterbrechung A04 A05 A07 Tabella 7 - Standardeinstellungen des Hauptmenüs der Steuereinheit FDG. Tabella 6 - Anzeige der Steuereinheit Beschreibung Standardwert Entsprechendes Led Entsprechender Kontakt Funktion Symbol Display- Anzeige 88 hi lo L1 L2 L3 L4 L5 L6

(VALVOLA, VALV.) und folglich die eventuell

angeschlossenen externen Geräte aktiviert. Je nach Anlagenausführung könnte der Normalbetrieb des Zentralheizungsherdes nicht von Interesse sein. BRAUCHWASSERFUNKTION - Bei Kit mit Steuereinheit FDG wird die Priorität durch die Vorrichtung der Plattenwärmetauscher garantiert. ALARMFUNKTION - Falls die Temperatur über den für den Alarm vorgegebenen Wert ansteigt, wird ein akustisches und visuelles Signal aktiviert. Durch Drücken einer belie- bigen Taste wird das akustische Signal für 5 Minuten ausgeschaltet. STANDBY-FUNKTION - Falls die Steuerein- heit ausgeschaltet ist und die Temperatur über den für den Sicherheitsthermostat vor- gegebenen Wert ansteigt, schaltet sich die Steuereinheit automatisch ein und setzt die Pumpen in Betrieb. FROSTSCHUTZFUNKTION - Falls die Tempe- ratur unter den für den Frostschutz vorge- gebenen Wert sinkt, schaltet sich der einge- stellte Intervallbetrieb der Umwälzpumpe P1 ein. Das Zeichen ICE erscheint auf dem Display. FUNKTION PUMPEN-TEST - Durch länge- res Drücken der oder Taste wird die Aktivierung der Umwälzpumpe P1 oder P2 erzwungen. Auf dem Display erscheint des Symbol tSt. UMWÄLZPUMPEN-ANTIBLOCKIERFUNKTI- ON - Wenn die Umwälzpumpen länger nicht mehr aktiv sind, werden sie in regulierten Abständen für einen bestimmten Zeitraum aktiviert, um die Leistungsfähigkeit der An- lage zu erhalten. Auf dem Display erscheint das Symbol bLP. L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 Bei einigen Anlagen kann die Produktion von Warmbrauchwasser von zwei verschie- denen Wärmeerzeugern nützlich sein. Fol- gendes ist möglich: Warmwasseraufberei- tung über den Zentralheizungsherd, wenn dieser in Betrieb ist; Warmwasseraufberei- tung über den anderen Wärmeerzeuger, wenn der Zentralheizungsherd nicht in Be- trieb ist. Zu diesem Zweck muss von einem Installateur ein 3-Wege-Ventil geliefert und eingebaut werden, welches über die Steue- reinheit des Zentralheizungsherdes gesteu- ert wird. Die Speisung des Ventils erfolgt über die Steuereinheit und kann nach Wunsch durch Anschluss des entsprechenden Kabels im ON wie auch im OFF-Zustand erfolgen. 5.5 ANSCHLUSS 3-WEGE-VENTIL

Bei Vorhandensein eines anderen zu kont-

rollierenden Wärmeerzeugers muss dieser an die dafür vorgesehenen Klemmen der Steuereinheit, direkt oder indirekt mittels Raumthermostat, angeschlossen werden. Die hierfür bestimmten Klemmen sind mit CP bezeichnet (Steuereinheit FDG) und geben einen sauberen, potentialfreien Kontakt, der nach Wahl geschlossen oder offen ist. Der Anschluss wird laut Abb. 31 vorgenommen. 5.6 ANSCHLUSS AN EINEN ANDEREN WÄRMEERZEUGER Abb. 31 - Elektrische Anschlüsse der Steuereinheit FDG P1 STEUEREINHEIT FDG HEIZKESSEL ANSCHLÜSSE FÜR THERMOSTAT UMWÄLZPUMPE ZENTRALHEI- ZUNGSHERD TEMPERATUR- FÜHLER UMWÄLZPUMPE HEIZANLAGE 3-WEGE-MOTORKUGELVENTIL AUSSENGEWINDE - 3-DRAHT-STEUERUNG WARMBRAUCHWASSER THERMOSTAT MIT ZEITSCHALTUHR LEITUNG P2

Die Steuereinheit des Zentralheizungsher-

des ist bereits installiert, vorprogrammiert und betriebsbereit. Je nach Anlagenreali- sierung könnte die Ausführung zusätzlicher Anschlüsse für externe Geräte nötig sein. Eventuelle Zusatzanschlüsse sind erforder- lich, falls ein weiterer Wärmeerzeuger an dieselbe Anlage des Zentralheizungsherdes angeschlossen wird. In diesem Falle muss dem Betrieb des Zentralheizungsherdes Vorrang gegenüber dem anderen Wärmeer- zeuger gegeben werden. Zusatzanschlüsse erlauben die automatische Erhaltung dieser Priorität, wobei die Funktionstüchtigkeit der ganzen Anlage optimiert wird. Für den Zugriff auf das Klemmbrett der Steuereinheit muss die Kit-Abdeckung, wie im Kapitel 4.3 angegeben, abmontiert wer- den. Durch die Anschlussklemmen (VALV, VAL- VOLA) ist es möglich, ein geeignetes 3-We- ge-Ventil zur Aktivierung der korrekten Warmbrauchwasserzubereitung zu steuern. Durch die Anschlussklemmen CP (Steuerein- heit FDG) ist es möglich, den eventuell in der Anlage vorhandenen, anderen Wärmeer- zeuger zu deaktivieren. 5.7 ELEKTROANSCHLÜSSE STEUEREINHEIT ACHTUNG! Bevor Sie Arbeiten an der elektrischen Anlage des Zentralhei- zungsherdes vornehmen oder die Steuereinheit anschließen, müssen Sie auf jeden Fall die Stromzufuhr unterbrechen. Abb. 32 - Elektroanschlüsse Steuereinheit FDG Stromversorgung Stromversorgung Umwälzpumpe P1 Stromversorgung externe Geräte Stromversorgung externe Geräte Stromversorgung Umwälzpumpe P2 Erfassung Heizkessel-Wassertemperatur Serienmäßig angeschlossen Serienmäßig angeschlossen Nur bei Bedarf anschließen Nur bei Bedarf anschließen Serienmäßig angeschlossen Serienmäßig angeschlossen 230 V AC ~ 50 HZ 230 V AC ~ 50 HZ 230 V AC ~ 50 HZ 230 V AC ~ 50 HZ 1-2 3-4 5-6-7 8-9-10 11-12 SONDA Tabella 8 - Standardeinstellungen des Hauptmenüs der Steuereinheit FDG Funktion Auszuführender Anschluss Kontakt Anschlüsse Sauberer, potential- freier Kontakt Temperaturbereich 0-99 °C

Schalthysterese Pumpenthermostat P1

Schalthysterese Ventilthermostat Schalthysterese Pumpenthermostat P2 Timer Antiblockierschutz Timer Aktivierung Antiblockierschutz 92 95 6 2 2 2 168 30 °C °C °C °C °C °C h Sek. A 01 A 02 A 03 I 04 I05 I07 T 01 T 02 Tabella 9 - Standardeinstellungen Installationsmenü Steuereinheit FDG Parameter Installationsmenü Standardwert Maßeinheit Symbol Änderungen der Einstellungen im Installa- tionsmenü dürfen nur von fachkundigem Personal vorgenommen werden, da Varia- tionen an den Parametereinstellungen den ordnungsgemäßen Betrieb des Gerätes be- einträchtigen können. 5.8 INSTALLATIONSMENÜ - STEUEREINHEIT FDG • Durch gleichzeitiges, längeres Drücken der Tasten erhält man Zugang zum Installationsmenü • Mit den Tasten können die Symbole eines jeden Parameters aufgerufen werden • Mit der Taste wird der entsprechende Wert aufgerufen • Mit den Tasten kann der angezeigte Wert geändert werden • Mit der Taste kann die Änderung gespeichert oder mit der Taste die Änderung gelöscht werden L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 L1 L2 L3 L4 L5 L6 5.9 TECHNISCHE EIGENSCHAFTEN DER STEUEREINHEIT Tabella 10 - Technische Eigenschaften der Steuereinheit Stromversorgung 230 VAC ± 10% ~50 Hz; Sicherung T3,15 A Stromverbrauch 2 W Temperaturfühler Betriebsgrenzwerte -50°C/120°C Messgrenzwerte: 0-99°C Präzision: ± 1°C Schaltkontakte Schaltleistung: 5A 250 VAC Angewandte Normen EN 60730-1 50081-1 EN 60730-1 A1 50081-2

Um einen optimalen Verbrennungsprozess

zu gewährleisten, muss eine perfekte Mi- schung zwischen Brennholz (Brennstoff) und Luftzufuhr (Sauerstoffträger) garan- tiert werden. Die Primärluft strömt im unte- ren Teil des Brennraums durch den mit Holz belegten Rost und ermöglicht somit die Ver- brennung. Durch die Bedienung des Primärluftreglers kann die Abbrandgeschwindigkeit gesteu- ert werden und somit die erzeugte Wärme. Der Regler ist vollautomatisch und hält die vom Zentralheizungsherd erzeugte Wärme während des Verbrennungsvorgangs auf gewünschtem Niveau. Wenn keine Glut mehr vorhanden ist, wird empfohlen, die Primärluftregulierung zu schließen, damit der Herd länger warm bleibt. Die in den Zentralheizungsherden der Serie ST fix eingestellte Sekundärluft ist so ausge- legt, dass eine optimale Verbrennung und die Sauberkeit des Sichtfensters der Feu- erraumtür gewährleistet werden. Falls der Zentralheizungsherd an einen Rauchabzug mit besonders hoher Zugleistung ange- schlossen wird, könnte dies zu übermäßiger Luftzufuhr, die nicht vom Zugregler gedros- selt wird, führen. Um den überhöhten Zug zu kompensieren, muss in diesem Falle die Luftzufuhr teilweise eingeschränkt werden (siehe Abbildung 33). In der Regel wird diese Regulierung, falls notwendig, nur in der Installationsphase wie folgt vorgenommen: die Feuerraumtür öffnen, Befestigungsschrauben lösen, das Justierplättchen horizontal zum Öffnen oder Schließen der Luftzufuhr verschieben und Schrauben wieder anziehen. Es wird empfohlen, die Luftzufuhr nicht völlig zu schließen, da dies zu schlechtem Betrieb und Schmutzablagerungen auf der Glasscheibe der Feuerraumtür führen kann. 6.1 PRIMÄRLUFTREGULIERUNG 6.2 SEKUNDÄRLUFTREGULIERUNG Abb. 33 - Regulierung der Sekundärluft

Zum Anheizen verwenden Sie als Brennstoff

gut getrocknetes, sehr dünnes Scheitholz zusammen mit den im Handel erhältlich spe- ziellen Zündhilfen. Solange sich der Rauch- abzug nicht erwärmt hat, können Probleme bei der Verbrennung auftreten. Wie viel Zeit erforderlich ist, hängt vom Rauchabzug und den Witterungsbedingungen ab. Nachdem der Zentralheizungsherd richtig angeheizt wurde, bleibt das Feuer bis zum Abbrand des Heizmaterials erhalten. Durch wieder- holte Beladungen des Feuerraums mit Holz kann die Brenndauer verlängert werden. Der Zentralheizungsherd ist für Zeitbrand ausgelegt. Um das Anheizen bei kaltem Rauchabzug zu erleichtern, sind die Herdmodelle mit Backo- fen mit einer durch ausziehbarem Hebel ge- steuerten Anheizklappe ausgestattet (siehe Abb. 34). Durch diese Vorrichtung wird eine direkte Verbindung zwischen Brennkammer und Rauchabzug hergestellt, wodurch der Zug des Herdes verbessert wird. Der Hebel wird bei kaltem Herd herausgezogen und wieder geschlossen, sobald das Feuer gut brennt. Die Innentemperatur des Backofens hängt von der Abbrandgeschwindigkeit und der Menge des aufgelegten Brennstoffs ab. Insbesondere kann durch Verstellen des Primärluftreglers und somit der Ver- brennungsgeschwindigkeit ein möglichst gleichmäßiger Abbrand erzielt werden, um eventuellen plötzlichen Temperaturwechsel im Inneren des Backofens zu vermeiden. Falls der Zentralheizungsherd noch kalt ist und man den Backofen aufheizen möch- te, empfiehlt es sich, die Temperatur durch lebhaftes Feuer zu erhöhen und dann, um die Temperatur konstant zu halten, die 6.3 ANHEIZEN UND BETRIEB 6.4 ANHEIZKLAPPE (ST 90, STK) 6.5 BACKOFEN (ST 90, STK) Abb. 34 - Anheizklappe ACHTUNG! Sobald das Feuer lebhaft brennt, muss die Anheizklappe geschlos- sen werden, damit der Rauch alle Teile des Zentralheizungsherdes erwärmt. Der Herd ist für den Betrieb mit geschlossener Anheizklappe ausgelegt. Bei Betrieb mit offener Anheizklappe sind Leistung und Heizkraft des Zentralhei- zungsherdes eingeschränkt. ACHTUNG! Achten Sie darauf, dass beim Holz Einlegen ein Abstand von eini- gen cm zwischen Innenscheibe der Feuerraumtür und des Brennstoffs bleibt, um das Glas nicht zu hohen Temperaturen auszusetzen, die das Glas beschä- digen könnten.

Verbrennungsgeschwindigkeit zu drosseln.

Die Zentralheizungsherde sind mit einem Backofen-Sichtfenster und einem Thermo- meter zur besseren Kontrolle der Innen- temperatur ausgestattet. Zum Anbraten der Speisen empfiehlt es sich, diese im oberen Teil des Backofens zu platzieren; bei gleich- mäßigem Schmoren hingegen ist es besser, sie in der Mitte einzuschieben. Für gleichmä- ßiges Backen und Braten kann man entwe- der den Grill oder das Backblech nach halber Kochzeit um 180° drehen. Zum richtigen Backen von z.B. Mürbteig- keksen muss der Backofen auf 150°C vorge- heizt und auf dieser Temperatur gehalten werden, indem bei jeder Beladung ca. 1 kg Brennholz bis zum Erreichen der Glut aufge- legt wird. Nachdem im Backofen eine stabi- le Temperatur erreicht wurde, das Backblech mit den Keksen in der Mitte einschieben und 10 Minuten backen; dann herausneh- men, komplett drehen, wieder in der Mitte einschieben und für weitere 5 Minuten ba- cken. Zum Schluss Backblech herausnehmen und die Kekse abkühlen lassen. Abb. 35 - Standard-Lichtschalter Abb. 36 - Lichtschalter bei Zentralheizungsherden mit Rundbogen Modelle mit Backofen sind mit einer elek- trischen Innenbeleuchtung zur bequemen Kontrolle des Back- und Bratvorganges ausgestattet. Bei Zentralheizungsherden in Standardausführung befindet sich der Lichtschalter seitlich der Holzlade. Um ihn zu betätigen muss die Holzlade herausgezo- gen werden (siehe Abb. 35). Bei Zentralhei- zungsherden mit Rundbogen befindet sich der Lichtschalter in der Mitte des oberen Sockelteils (siehe Abb. 36). 6.6 BACKOFENBELEUCHTUNG (ST 90, STK) Beim Backen oder Braten gewisser Speisen kann es manchmal zu übermäßiger Dampf- bildung im Inneren des Backofens kommen. Einige Modelle sind deshalb mit einem Ventil zur Dampfableitung ausgestattet. Das Ventil befindet sich im Innenraum des Backofens, vorne an der Seitenwand und kann bei Bedarf durch Drehen zum Öffnen der Belüftungsschlitze betätigt werden. Greifen Sie nie in den heißen Backofen, die Betätigung des Ventils ist ausschließlich bei kaltem Herd vorzunehmen. 6.7 DAMPFABLEITUNGSVENTIL (ST 90, STK) Abb. 37 - Dampfableitungsventil beim Modell ST 90

Im Lieferumfang der Zentralheizungsherde

der Serie ST ist auch ein Stahlschutz enthal- ten, der beim Kochen oder in Anwesenheit von Kindern zum Abschirmen der Feuer- raumtür verwendet wird. In allen anderen Fällen kann der Stahlschutz je nach individu- ellen Bedürfnissen angebracht werden. Der Schutz wird bei kaltem Herd an der ge- öffneten Feuerraumtür durch Einrasten be- festigt. 6.8 SCHUTZ FÜR DIE FEUERRAUMTÜR Abb. 38 - Schutz für die Feuerraumtür Abb. 39 - Zubehörfach Im Inneren der Holzlade befindet sich ein kleines Zubehörfach, welches als praktische Ablage für kleine Teile dient, um diese ge- trennt vom Brennholz aufzubewahren. 6.9 ZUBEHÖRFACH Im Lieferumfang des Zentralheizungsherdes steht ein Backblechhalter zur Verfügung, anhand dessen - ohne Einsatz von Topflap- pen oder Tüchern - das Backblech sicher und problemlos aus dem heißen Backofen genommen werden kann. Der Halter wird einfach am Rand des Backblechs angebracht und mit beiden Händen verwendet. 6.10 BACKBLECHHALTER (ST 90, STK) Abb. 40 - Backblechhalter

Für alle Herde ist auf Anfrage eine Herd-

plattenabdeckung aus Edelstahl erhältlich, mit der man die Herdplatte abdecken kann, wenn man den Zentralheizungsherd nicht benutzt. Die Herdplattenabdeckung darf nur auf die kalte Herdplatte gegeben wer- den. Dadurch erhält man eine gleichmäßige, ebene Arbeitsfläche. Bevor Sie die Herdplat- te abdecken, kontrollieren Sie stets, dass sie sauber und nicht feucht ist und alle nötigen Wartungsarbeiten vorgenommen wurden. 6.12 HERDPLATTENABDECKUNG (OPTIONAL) Alle Zentralheizungsherde mit Backofen sind mit einem Teleskopschienensystem für den sicheren und festen Halt des Backble- ches ausgestattet. Auf diese Weise lässt sich das Backblech auf den kippsicheren Schienen komplett aus dem Backofen ausfahren, mit dem Vorteil, dass die Bedienbarkeit des Herdes prakti- scher gestaltet wird, da beide Hände frei zum Bearbeiten und Entnehmen der Spei- sen sind. Der Teleskopauszug ist nur in ei- ner Ebene im Inneren des Backofens einge- steckt, er kann jedoch bequem in die untere, mittlere oder höhere Ebene flexibel umge- steckt werden. Mögliche Positionierungen siehe Abbildung 41. 6.11 BACKBLECH AUF TELESKOPSCHIENEN (ST 90, STK) Abb. 41 - Vorgangsweise zum Umstecken des Teleskopauszugs A B C D

Ein Zentralheizungsherd ist leistungsfä-

higer, wenn er in all seinen Teilen frei von Verbrennungsrückständen ist. Ein saube- rer Zentralheizungsherd erleidet weniger Schäden durch Abnützung und Verschleiß. Die Häufigkeit der Reinigung hängt davon ab, wie oft und wie der Herd benutzt wird, ebenso wie von der Qualität des verwende- ten Brennstoffes. Auf jeden Fall sollte die Reinigung mind. einmal jährlich von einem spezialisierten Fachmann vorgenommen werden. Alle in der Folge angeführten War- tungsarbeiten dürfen nur bei kaltem Zent- ralheizungsherd ausgeführt werden. Um auch in schlecht zugänglichen Bereichen eventuelle Rückstände an Asche und Ruß optimal entfernen zu können, sind die Mo- delle ST 90 und STK mit einer Reinigungstür unterhalb des Backofens ausgestattet. Zum Reinigen einfach die Schraubknöpfe lösen und mit dem Rußkratzer alle Rückstände entfernen. Reinigungstür wieder anbringen. Die Edelstahlteile werden bei kaltem Herd mit neutralen Reinigungsmitteln oder - bei hartnäckigen Verschmutzungen - mit spezi- ellen, im Handel erhältlichen Edelstahlreini- gern, gereinigt. Verwenden Sie keinesfalls Stahlwolle oder Schleifmittel, da diese die Oberfläche zerkratzen könnten. Wischen Sie die Oberfläche (stets in Richtung der Bürstung) mit einem weichen Tuch trocken. Es kann vorkommen, dass sich sofort nach der Herdinstallation oder durch den Koch- vorgang, vor allem an der Oberfläche des Edelstahl-Herdrahmens, eine Oxidations- schicht bildet. Auch in diesen Fällen wird durch eine gründliche Reinigung alles wie- der wie neu. Auf Anfrage liefert Rizzoli spe- zielle Edelstahlreiniger. Zur Reinigung von emaillierten oder lackierten Teilen niemals Schleifmittel, scheuernde, aggressive oder säurehaltige Reinigungsmittel verwenden. Zum Entfernen von Flecken geben Sie auf diese etwas Öl und warten bis es die Flecken aufgesaugt hat, dann reinigen Sie die Ober- fläche mit einem weichen Tuch. Verwenden Sie auf keinen Fall Lösungsmittel oder Spiri- tus, um lackierte Teile zu reinigen. Eine zu große Menge an Verbrennungs- rückständen im Aschekasten behindert die für den Verbrennungsprozess nötige Sauer- stoffzufuhr und konsequente Herabsetzung der effektiven Leistung des Zentralheizungs- herdes. Darüber hinaus kann auch der Feu- errost davon Schaden nehmen. Aus diesem Grunde müssen Asche und Ruß regelmäßig entfernt werden. Zuerst entfernt man mit dem hierzu bestimmten Gerät alle Rückstän- de aus dem Feuerraum, dann entleert man den Aschekasten und kontrolliert, ob nicht eventuell auch Asche aus dem Kasten ge- fallen ist. Von Zeit zu Zeit ist es ratsam, die Kochplatte zu entfernen, um alle internen Flächen des Herdes abzuschaben und aus- zubürsten. Falls der Feuerrost entfernt wird, muss er mit der flachen Seite nach oben wie- der an seinem Platz eingesetzt werden. 7.1 REINIGUNG 7.3 VERWENDUNG DER REINIGUNGSTÜR (ST 90, STK) 7.4 REINIGUNG DER SICHTBAREN TEILE 7.2 ENTFERNEN DER ASCHE Das Sichtfenster der Backofen- und Feuer- raumtür kann mit handelsüblichen Glas- reinigungsmitteln gereinigt werden. Die Innenseite der Feuerraumtür reinigt sich 7.5 REINIGUNG DER SICHTFENSTER

Zum Herausnehmen der Holzlade genügt

es, diese bis zum Anschlag herauszuziehen, sie dann leicht anzuheben und gleichzeitig durch Ziehen zu entfernen. Auf diese Weise erhält man auch Zugriff auf die Unterseite des Zentralheizungsherdes. Zum Wiederein- setzen der Schublade gehen Sie in umge- kehrter Reihenfolge vor. Die Spezialstahl-Herdplatten der Zentralhei- zungsherde erfordern eine regelmäßige Rei- nigung und Pflege, insbesondere nach jedem Gebrauch, da sich Feuchtigkeit und Schmutz- rückstände darauf ansammeln können. Rei- nigen Sie diese stets in noch lauwarmen Zu- stand, damit eventuelle Feuchtigkeit optimal verdunsten kann und somit die Bildung von Rostflecken verhindert wird. Die kalte Herd- platte auf keinen Fall mit Wasser reinigen. Achten Sie darauf, dass die Dehnungsfugen und die Spalten zwischen Herdplatte und Herdrahmen keinesfalls durch Schmutz oder andere Rückstände verstopft werden, da die Herdplatte dadurch auch bleibende Verfor- mungsschäden aufweisen könnte. Falls nötig, sind auch vom Anschlag zwischen den Ringen eventuelle Kochrückstände zu entfernen. Die Herdplatten sind alle mit einem nicht säure- haltigen Rostschutzöl vorbehandelt. Durch den täglichen Gebrauch wird das Öl nach und nach abgetragen und deshalb können sich, wenn länger Wasser auf der Platte verbleibt, kleine Rostflecken bilden. In diesem Falle reicht es, die Platte mit einem Lappen, der mit einem nicht säurehaltigen Reinigungsöl ge- tränkt wurde, abzuwischen. Falls der Rostfleck schon längere Zeit auf der Herdplatte ist, kann es erforderlich sein, ihn mit feinem Schmirgel- papier oder mit dem im Lieferumfang ent- haltenen Schmirgelschwamm abzuschleifen. Zur Wiederherstellung der Schutzschicht eine dünne Ölschicht auftragen. Die Herdplatten nehmen mit der Zeit durch die Hitzeeinwirkung einen schönen, gebräun- ten Farbton an; wenn Sie diesen Vorgang beschleunigen möchten, tragen Sie das Rei- nigungsöl häufiger auf. Zum Lieferumfang des Holzherdes gehören auch zwei exklusi- ve, speziell für die Reinigung und Pflege der Herdplatte entwickelte Produkte. Die Ge- brauchsanweisungen finden Sie auf den ent- sprechenden Verpackungen. Zum Entfernen der Herdplatte wird diese einfach hochgehoben. Bei erneuter Auflage kontrollieren Sie, dass zwischen Herdplatte und Edelstahlrahmen stets 1 oder 2 Millimeter Spielraum verbleibt, damit die Wärmeausdeh- nung der Herdplatte nicht unterbunden wird. 7.6 HOLZLADE 7.7 REINIGUNG UND PFLEGE DER HERDPLATTE ACHTUNG! Bewahren Sie keine leicht entflammbaren Produkte in der Holz- lade auf! Die gelagerten Gegenstände dürfen keinesfalls bis an den oberen Rand der Holzlade reichen. Die Glühlampe im Backofen ist hohen Tem- peraturen ausgesetzt. Auch wenn sie spezi- ell für diesen Einsatz entwickelt wurde, ist ihre Lebensdauer nicht uneingeschränkt. 7.8 WARTUNG DER BACKOFENBELEUCHTUNG (ST 90, STK) ACHTUNG! Die Reinigung der Türen darf nur erfolgen, wenn der Herd kalt ist, um einen Glasbruch zu vermeiden. während des Betriebs von selbst; hin und wieder kann jedoch auch eine manuelle Rei- nigung derselben erforderlich sein, indem man die Innenscheibe durch Lösen der vier Schrauben abmontiert.

Eine eventuelle Ersatzlampe muss folgende

technische Charakteristiken aufweisen: Ha- logenlampe 25W 230V 300°C Sockel G9. Zum Austausch der Glühlampe entfernen Sie die Schrauben der Lampenabdeckung, nehmen die Lampe heraus und ersetzen sie durch eine Neue. Zum Schluss bringen Sie die Abdeckung wieder an. Von Zeit zu Zeit ist es erforderlich, bei kaltem Herd das Abdeckglas der Backofenbeleuchtung ab- zuschrauben um es von eventuellen Dunst und Rauchablagerungen zu reinigen. Nach der Reinigung gut abtrocknen und erneut einschrauben. Ein Großteil der Herdbestandteile kann pro- blemlos mit einem normalen Schraubenzie- her abmontiert werden. Bei Anfragen in Be- zug auf Zubehör oder Ersatzteile geben Sie immer die im Garantieschein oder auf dem Typenschild angeführte Seriennummer des Herdes an. Das Typenschild finden Sie auf einer Seite der Holzlade. Während dem Betrieb des Zentralhei- zungsherdes unterliegen alle Herdbauteile Ausdehnungs- und kleinen Bewegungser- scheinungen, die durch Temperaturschwan- kungen hervorgerufen werden. Dieses Phä- nomen darf auf keinen Fall unterbunden werden, dies könnte Verformungsschäden und Rissbildungen hervorrufen. Achten Sie deshalb darauf, dass sowohl die externen wie auch internen Dehnungsfugen des Zen- tralheizungsherdes stets frei von Schmutz und gereinigt sind. Sollte es notwendig sein, die Griffe der Feu- erraum- oder Backofentür auszutauschen oder festzuziehen, muss unbedingt die rich- tige Reihenfolge der Kegelscheiben einge- halten werden (siehe Abb. 43). 7.11 AUSTAUSCH VON HERDBESTANDTEILEN 7.10 WÄRMEAUSDEHNUNG 7.9 WARTUNG DER GRIFFE Abb. 42 - Austausch der Backofenlampe Abb. 43 - Korrekte Position der Kegelscheiben ACHTUNG! Bevor Sie mit den Wartungsarbeiten beginnen, unterbrechen Sie die Stromzufuhr und vergewissern Sie sich, dass keine Spannung mehr vorhan- den ist. Kontrollieren Sie, ob der Herd kalt ist und die Glühbirne nicht einige Minuten zuvor brannte.

Der Backofen heizt

nicht genug auf Kondenswasser Anheizen nicht möglich Rost Unregelmäßige Verbrennung. Unvollständige Verbrennung. Rauch dringt aus der Herdplatte. Rauch dringt aus anderen Herdteilen. Der Rauchabzug oder andere Teile im Bereich des Zentralheizungsherdes fangen Feuer. Der Herd überhitzt sich. Das Backo- fenthermometer zeigt mehr als 300°C an. Es gelingt nicht, den Backofen auf hohe Temperatur zu bringen. Es setzt sich Kondenswasser im Inneren des Zentralheizungsherdes ab; mit der Zeit bilden sich auch Kohlenstoffab- lagerungen (Ruß). Anmerkung: Es ist normal, dass sich in der ersten Zeit nach der Inbetriebnahme etwas Kon- denswasser durch das Austrocknen der Ausmauerung absetzt. Es kann kein Feuer gemacht werden. Rostflecken und Verformungen auf der Herdplatte. • Kontrollieren, ob der Primärluftregler offen ist • Kontrollieren, ob keine Asche und Verbrennungs- rückstände den Feuerrost verstopfen • Kontrol- lieren, ob der Feuerrost nicht verkehrt montiert wurde (der flache Teil gehört nach oben) • Kon- trollieren, ob der Aufstellungsraum ausreichend belüftet wird und dass keine Dunstabzugshauben oder andere Feuerungsanlagen in Betrieb sind • Die richtige Bemessung des Rauchabzugs und des Anschlusses kontrollieren • Kontrollieren, ob der Rauchabzug verstopft oder kürzlich ge- reinigt wurde • Überprüfen, ob der Rauchabzug und die Anschlüsse dicht sind • Kontrollieren, ob der Schornstein geeignet ist; in windreichen Ge- genden kann ein entsprechender Windschutz er- forderlich sein • Kontrollieren, ob der Brennstoff geeignet, trocken und von guter Qualität ist • Kontrollieren, ob der Rauchabzug nicht bis unter den Herdanschluss reicht • Die gesamte Luftzufuhr des Herdes vollständig unterbrechen • Türen und Fenster im Aufstel- lungsraum des Herdes gut verschließen • Sofort die Feuerwehr rufen • Backofentür öffnen • Kontrollieren, ob die Backofentür gut schließt • Kontrollieren, ob die Anheizklappe geschlossen ist • Den Zugregler auf höchste Öffnungsstufe ein- stellen • Gutes, trockenes Kleinholz verwenden • Kontrollieren, ob die Verbrennung mit lebhafter Flamme erfolgt • Kontrollieren, ob die Rauchgas- züge sauber und nicht verstopft sind • Überprüfen, ob der Zentralheizungsherd komplett ausgetrocknet ist und sich gesetzt hat • Sicherstellen, ob trockenes, gut gelagertes Holz verwendet wird • Kontrollieren, ob der Schornstein keine Mängel auf- weist • Überprüfen, ob der Schornstein gut isoliert ist • Überprüfen, ob der Schornstein nicht überdimensi- oniert ist • Überprüfen, ob das Wasser im Heizkessel nicht unter einer Temperatur von 55-60°C zirkuliert • Aufstellungsraum lüften • Kontrollieren, ob andere Feuerungsanlagen im selben Aufstellungs- raum in Betrieb sind • Die Anheizklappe öffnen • Gut getrocknete, dünne Holzscheite verwenden • Handelsübliche Zündhilfen verwenden • Wenn nötig, Feuerraumtür für kurze Zeit leicht öffnen • Kein Wasser zur Reinigung der Herdplatte ver- wenden • Die Herdplatte wie vorgeschrieben, re- gelmäßig reinigen und pflegen • Den zuständigen Verkäufer oder Kundendienst verständigen Probleme Anzeichen Mögliche Lösungen 8. WAS TUN, WENN... Feuchtigkeit im Backofen Übermäßig viel Dampf im Backofen. • Das eigens dafür vorgesehene Dampfableitungs- ventil im Inneren des Backofens öffnen

ST 90 B

STK STK B 9.1 TECHNISCHE DATEN 9.2 EINSTELLUNGEN NENNWÄRMELEISTUNG 9.3 EMISSIONEN LAUT BIMSCHV 9. TECHNISCHE DATEN Modell Modell Geöffnet - 1,39 g/m3 0,035 g/m3 78,4 % 1,39 g/m3 0,035 g/m3 78,4 % Geöffnet Geschlossen Geöffnet Geschlossen Geschlossen Geschlossen 177 kg 15,8 kW 3,9 kW 11,9 kW 68,0 % 12±2 Pa 329,9° C 15,2 g/s 15 L 2 bar 5,5 kg 60 min. - - - 220 kg 22,3 kW 8,0 kW 14,3 kW 79,8 % 12±2 Pa 249,1° C 18,2 g/s 12 L 2 bar 6 kg 60 min. 25 W 230 V 50 Hz 247 kg 22,3 kW 8,0 kW 14,3 kW 79,8 % 12±2 Pa 249,1° C 18,2 g/s 12 L 2 bar 6 kg 60 min. 217 W 230 V 50 Hz 230 kg 15,2 kW 8,5 kW 6,7 kW 78,4 % 12±2 Pa 208,3° C 20,0 g/s 12 L 2 bar 4,7 kg 63 min. 25 W 230 V 50 Hz 257 kg 15,2 kW 8,5 kW 6,7 kW 78,4 % 12±2 Pa 208,3° C 20,0 g/s 12 L 2 bar 4,7 kg 63 min. 217 W 230 V 50 Hz Siehe Abschnitt 2.1 der Gebrauchsanweisung ST 60 ST 90 STK ST 90 B ST 90 B STK B STK B Leicht geöffnet Leicht geöffnet

Die Firma Rizzoli garantiert, dass das Gerät

alle internen Kontrollen und Abnahmen be- standen hat, dass es in einwandfrei funktio- nierendem Zustand und ohne Fabrikations- oder Materialfehler ist. Das Gerät ist das Ergebnis der jahrzehntelangen Erfahrung der Firma Rizzoli, die hiermit dessen fachgerechte Konstruktion und Ausführung garantiert. Die Garantie hat eine Dauer von 2 Jahren ab Kaufdatum. Sie gilt ausschließlich für den Erstkäufer und kann nicht übertragen wer- den. Bei Inanspruchnahme von Garantie- leistungen muss der Kunde einen gültigen Kaufbeleg (Kassenbon, Rechnung usw.) und den dem Gerät beiliegenden Garantieschein (bitte sorgfältig aufbewahren) vorweisen. Die Firma Rizzoli behält sich das Recht vor, nach ihrem freien Ermessen die zur Lösung des Garantiefalls am besten geeigneten Maßnahmen zu ergreifen. Ausgetauschte Teile verbleiben im Besitz der Firma Rizzoli. Die Firma Rizzoli behält sich das Recht vor, die Durchführung eventueller Garantieleis- tungen entweder an Ort und Stelle oder direkt in ihrem Werk vorzunehmen. Für Garantieleistungen an Ort und Stelle wird dem Kunden die zu diesem Zeitpunkt gel- tende Anfahrtspauschale verrechnet. Diese Pauschale entfällt, falls der Zentralheizungs- herd vor weniger als 3 Monaten gekauft wurde. Anfallende Transportspesen bei Re- paraturen durch eines der Kundendienst- zentren der Firma Rizzoli gehen zu Lasten des Kunden. Eventuelle Materialfehler oder –mängel müs- sen innerhalb 8 Tagen nach Erhalt der Ware beanstandet werden. Die Firma Rizzoli leistet in jedem Falle nur Gewähr zum Austausch der im Lieferumfang angeführten Waren und übernimmt keine weiteren Verantwortungen. Eventuelle Leistungen nach Ablauf der Ga- rantiezeit oder bei Nichtanwendbarkeit Von der Garantie ausgeschlossen sind: • Defekte Teile aufgrund nachlässiger und unsachgemäßer Handhabung. • Defekte Teile aufgrund Nichtbeachtung der in der vorliegenden Gebrauchsanwei- sung angeführten Anleitungen. • Schäden durch unsachgemäßen Gebrauch des Herdes und konsequenter Überhit- zung desselben. • Schäden aufgrund von Anschluss des Zen- tralheizungsherdes an einen nicht geeig- neten Rauchabzug. • Defekte Teile aufgrund unterlassener oder nur teilweiser Befolgung der in Kraft ste- henden nationalen und örtlichen Bestim- mungen und Vorschriften. • Defekte Teile aufgrund nicht fachgerech- ter Montage. • Defekte Teile aufgrund von Reparaturen, die nicht vom autorisierten Rizzoli-Kun- dendienst vorgenommen wurden. • Verschleißteile wie Glühlampen, Roste, Dichtungen, Backbleche, Glasscheiben usw. 10.1 ERKLÄRUNG ÜBER DIE FACHGERECHTE KONSTRUKTION 10.2 ALLGEMEINE KLAUSELN 10.3 GARANTIEBESTIMMUNGEN 10.4 MATERIALFEHLER 10.6 LEISTUNGEN NACH ABLAUF DER GARANTIE 10.5 VOM GARANTIEANSPRUCH AUSGESCHLOSSENE TEILE

Die Firma Rizzoli haftet nicht für direkte

oder indirekte Personen- oder Sachschä- den, die durch Produktdefekte verursacht worden sind, die auf die Nichtbeachtung nationaler und örtlicher Normen oder in dieser Gebrauchsanweisung angeführten Vorschriften zurückzuführen sind. Für jegliche Streitfälle ist der Gerichtsstand Bozen zuständig; allerdings behält sich die Firma Rizzoli das Recht vor, auch einen an- deren Gerichtsstand oder den Gerichtsstand des Käufers als zuständigen Gerichtsstand auszuwählen. 10.7 HAFTUNG 10.8 GERICHTSSTAND Die Firma Rizzoli GmbH ist stets um die Verbesserung seiner Erzeugnisse bemüht und behält sich deshalb das Recht vor, eventuelle Änderungen dieser Gebrauchsanweisung ohne Vorankündigung vorzunehmen. Hinweis derselben werden zu den jeweils geltenden Tarifen verrechnet. In diesem Falle werden auch die Kosten für die ersetzten Teile in Rechnung gestellt.

Gemäß der Bauproduktverordnung Nr. 305/2011

1. Eindeutiger Identifikationscode des Produkttyps 2. Modell und/oder Seriennr. (Art. 11-4) Vorgesehene Verwendung des Produkts in Übereinstimmung mit der geltenden, harmonisierten technischen Spezifikation Kochen von Speisen Raumheizer ST 60 ST 60 4. Name oder eingetragene Marke des Herstellers (Art. 11-5) Rizzoli GmbH Prüfbericht Nr. Harmonisierte technische Spezifikation Wirkungsgrad Abgastemperatur Oberflächentemperatur Cavalese, 1. Juli 2013 Elektrische Sicherheit 9. Die Leistung des Produktes gemäß den Punkten 1 und 2 entspricht der erklärten Leistung nach Punkt 8. Verantwortlich für die Erstellung dieser Leistungserklärung ist allein der Hersteller, siehe Punkt 4. CO-Emission 13% O2 8. Wesentliche Merkmale Abstand zu brennbaren Materialien Leistung Feuerraum Nennwärmeleistung 5. Name und Adresse des autorisierten Stellvertreters 6. System zur Bewertung und Überprüfung der Leistungsbeständigkeit (Anlage 5) 7. Prüflabor System 3 Kiwa Italia S.p.A. - Via Treviso, 32/34 I-31020 San Vendemiano (TV) 400371 EN 12815 68,0% 329,9 °C Erfüllt --- 0,99% Leistung Siehe Gebrauchsanweisung 23,2 kW 15,8 kW (insgesamt) - 11,9 kW (wasserseitig) 3,9 kW (Aufstellraum-Heizvermögen) ---

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