Rizzoli ST Instructions Manual
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Text of the manual
Impianto di riscaldamento (ST 60, ST 90)
pag.
15
Impianto di riscaldamento (STK)
pag.
20
Centralina di controllo (STK)
pag.
28
Uso
pag.
34
Manutenzione
pag.
39
Cosa fare se...
pag.
42
Dati tecnici
pag.
43
Garanzia
pag.
44
DEUTSCH
Einführung
S.
54
Montage
S.
59
Heizungsanlage (ST 60, ST 90)
S.
67
Heizungsanlage (STK)
S.
72
Steuereinheit (STK)
S.
80
Gebrauch
S.
86
Wartung
S.
91
Was tun, wenn...
S.
94
Technische Daten
S.
95
Garantie
S.
96
ENGLISH
Warnings
pag. 106
Installation
pag. 111
Heating system (ST 60, ST 90)
pag. 119
Heating system (STK)
pag. 124
Control unit (STK)
pag. 132
Use
pag. 138
Maintenance
pag. 143
What to do if..
pag. 146
Technical data
pag. 147
Warranty
pag. 148
FRANÇAIS
Avertissement
page 158
Installation
page 163
Reseau de chauffage central (ST 60, ST 90)
page 171
Reseau de chauffage central (STK)
page 176
Centrale de controle (STK)
page 184
Utilisation
page 190
Entretien
page 195
Que faire si...
page 198
Données techniques
page 199
Garantie
page 200
• Durante l‘installazione e l‘allacciamento alla
canna fumaria bisogna attenersi a quanto
richiesto da tutte le normative e i regola-
menti europei, nazionali e locali vigenti.
• Per l‘allacciamento dell‘apparecchio bisogna
in ogni caso consultare lo spazzacamino di
zona.
• I ventilatori di estrazione, se in funzione nel-
lo stesso ambiente o spazio in cui è installa-
to l’apparecchio, possono causare problemi
nel caso in cui non sia prevista una ventila-
zione idonea.
• Le griglie e i fori di aerazione dell’apparec-
chio non devono essere ostruiti durante l’in-
stallazione o l’uso dell’apparecchio.
• L’installazione deve garantire la possibilità di
accesso per gli interventi di pulizia dell’ap-
parecchio, del canale da fumo e della canna
fumaria.
• Durante la cottura ed in generale durante
l‘utilizzo della termocucina a legna non si
devono indossare indumenti facilmente in-
fiammabili.
• Durante l’uso alcune parti della termocucina
a legna potrebbero essere molto calde, fate
attenzione a non appoggiarvi e a non toc-
care con le mani le parti calde (telaio, pia-
stra e porte). Fate particolare attenzione in
presenza di bambini.
• La porta del fuoco deve sempre restare chiu-
sa tranne durante le operazioni di accen-
sione, alimentazione del fuoco e durante
l’operazione di svuotamento del cassetto
della cenere.
• Le prime accensioni della termocucina a le-
gna e le prime accensioni stagionali devono
essere eseguite con fuoco moderato (poco
combustibile), così vengono evitati eventua-
li processi di assestamento e rotture delle
parti interne.
• Controllate regolarmente le sigillature, i re-
sidui carboniosi e di cenere della cucina a
legna, del girofumi e del raccordo camino.
• Fate effettuare regolarmente da un tecnico
competente il controllo e la pulizia della ter-
mocucina a legna.
• Effettuate la pulizia della piastra dopo ogni
uso della termocucina a legna, inoltre effet-
tuate regolarmente la manutenzione speci-
fica come descritto nel paragrafo 7.7.
• Fate pulire il camino almeno ogni sei mesi di
uso continuativo oppure almeno una volta
all’anno.
• Oltre alla pulizia, al controllo dei sigilli e alla
manutenzione della piastra, non è necessa-
ria nessuna altra manutenzione periodica
specifica per la termocucina a legna.
• Dopo un prolungato periodo di non funzio-
namento controllate attentamente che non
ci siano ostruzioni e che la termocucina a
legna funzioni in modo regolare.
• Utilizzate solamente pezzi di ricambio ori-
ginali o autorizzati.
• Non effettuate nessuna modifica alla ter-
mocucina a legna che non sia autorizzata.
L’uso di combustibili economici ed ecologici,
il dolce tepore del fuoco naturale, il profumo
della legna dei nostri boschi sono le qualità
che rendono indispensabile in ogni casa una
cucina a legna. La Vostra scelta è caduta su
una cucina Rizzoli frutto di una tradizione che
ha origine nel lontano 1912 quando Carlo Riz-
zoli incominciò la sua produzione di cucine a
legna nel tipico stile delle vallate dolomitiche.
Col tempo la Rizzoli ha continuato ad affinare
le proprie cucine utilizzando tecnologie sem-
pre più moderne ed avanzate, ma sempre sen-
za perdere di vista l’eleganza, la bellezza e la
funzionalità del prodotto originario.
1.1
DISPOSIZIONI
COMPONENTI DELLA TERMOCUCINA
1
Telaio
2
Caldaia
3
Fianco
4
Avviamento
5
Porta della camera
di combustione
6
Manopola aria primaria
7
Zoccolo
8
Cassetto
9
Corrimano
10
Piastra
11
Porta del forno
12
Forno
13
Termometro caldaia
Figura 1
1
2
3
8
9
10
13
5
6
7
1
2
3
13
5
6
8
9
10
12
11
4
7
Porta della camera
di combustione
6
Manopola aria primaria
7
Zoccolo
8
Cassetto
9
Corrimano
10
Piastra
11
Porta del forno
12
Forno
13
Termometro caldaia
14
Zoccolo ad archetto
Figura 2
ST 60 con archetto
1
3
5
9
10
13
14
2
6
1
3
2
13
6
5
11
9
10
4
12
14
ST 90 con archetto
Fianco allargato STK
4
Avviamento
5
Porta della camera
di combustione
6
Manopola aria primaria
7
Zoccolo
8
Cassetto
9
Corrimano
10
Piastra
11
Porta del forno
12
Forno
13
Termometro caldaia
Figura 3
Le termocucine ST 60 e ST 90 possono essere
realizzate nella variante con archetto carat-
terizzata da uno zoccolo coordinato con la
finitura della termocucina.
In questo modo non è presente la cassa
porta legna. La legna può essere immagaz-
zinata nell’apposito vano predisposto nello
zoccolo. Si raccomanda di prestare una certa
cautela nello spostare la legna sotto lo zoc-
colo per non rovinare il rivestimento.
Fa parte della serie ST anche il modello STK,
realizzato a partire dal modello ST 90, a cui
viene aggiunto un apposito kit idraulico che
permette varie funzioni tra cui la produzio-
ne di acqua calda sanitaria istantanea.
La termocucina STK comprende di serie il si-
stema di sicurezza a scarico termico e una
centralina elettronica per il controllo del
funzionamento.
1.3
TERMOCUCINE CON ARCHETTO
1.4
TERMOCUCINA STK
1
2
3
13
5
6
8
4
9
10
12
11
7
STK
Con le cucine a legna vengono consegnati
alcuni accessori che semplificano l’installa-
zione, la manutenzione e l’uso quotidiano
dell’apparecchio.
Le termocucine serie ST sono espressamente
costruite per utilizzare legna da ardere. Si
raccomanda di utilizzare legna da ardere di
buona qualità, secca, stagionata (depositata
per due anni in luoghi aerati e protetta dalla
pioggia) e possibilmente spaccata.
L’utilizzo di legna da ardere di qualità ga-
rantisce una buona potenza calorica e evita
il formarsi di residui carboniosi.
Per evitare una dispersione di energia e
eventuali deformazioni o danneggiamen-
ti della cucina non bisogna assolutamente
utilizzare delle eccessive quantità di combu-
stibile, attenetevi a quanto previsto nei dati
tecnici nel capitolo 9.
I combustibili liquidi non possono essere uti-
lizzati. L’apparecchio non può essere utiliz-
zato come inceneritore. Altri combustibili e
rifiuti, come ad esempio plastica, legno lac-
cato/trattato e cartone non possono essere
bruciati. L‘utilizzo di questi materiali non
solo danneggia l‘ambiente, ma anche la cu-
cina a legna e la canna fumaria.
• Libretto istruzioni di uso
e manutenzione
• Libretto verde e certificato di garanzia
della termocucina a legna
• Griglia per il forno (ST 90, STK)
• Teglia di cottura e portateglia (ST 90, STK)
• Cassetto cenere
• Attizzatoio
• Raschietto (ST 90, STK)
• Dispositivi per il collegamento
dell’uscita fumi
• Olio salvapiastra
• Olio per la pulitura della piastra
• Spugnetta abrasiva
• Chiave a brugola per lo smontaggio
del corrimano (ST 90)
• Viti di ripristino per lo smontaggio
del corrimano (ST 90)
• Guanto
• Protezione porta fuoco
• Porta accessori per cassa porta legna
1.5
ACCESSORI
1.6
COMBUSTIBILI RACCOMANDATI
1.7
ALTRI COMBUSTIBILI
L’installazione delle termocucine serie ST va
effettuata da parte di personale competente,
in Italia secondo le norme tecniche UNI 10683
e UNI 10412-2, e in ogni altro paese secondo le
normative e leggi vigenti.
In particolare va posta particolare attenzione
al collegamento con un impianto di riscalda-
mento idoneo e al collegamento al camino, il
quale deve essere adeguato e dimensionato
correttamente in base all’apparecchio.
Per i modelli ST 90 e STK va effettuato anche il
collegamento alla rete elettrica.
Per il posizionamento vanno osservate alcu-
ne precauzioni per evitare danneggiamenti.
Evitate di trascinare la termocucina, ma spo-
statela sempre staccandola dal suolo. La ter-
mocucina non va spostata facendo forza sulle
maniglie o sul corrimano.
Nel caso siano presenti dei mobili nelle vici-
nanze accertatevi di mantenere le distanze
minime di sicurezza nel caso siano presenti
materiali infiammabili o sensibili alle tempe-
rature secondo quanto previsto in tabella 1.
In caso di pavimento formato da materiale
infiammabile è necessario mettere una prote-
zione non infiammabile sul pavimento davanti
alla porta fuoco. La copertura deve estendersi
sul davanti di minimo 50 cm e lateralmente di
minimo 30 cm oltre la porta fuoco.
In caso di inserimento ad incasso in adiacenza
con materiali non sensibili al calore, occorre
comunque mantenere una distanza minima
di 1-2 mm per permettere la dilatazione dei
materiali al variare della temperatura.
2.1
GENERALITÀ
Tabella 1 - Distanze di sicurezza da materiale infiammabile o sensibile alla temperatura.
ST 60
30 cm
32 cm
80 cm
70 cm
ST 90
35 cm
33 cm
80 cm
70 cm
STK
35 cm
33 cm
80 cm
70 cm
Modello
Lateralmente
Dietro
Davanti
Sopra
2.2
CANNA FUMARIA
Figura 4 - Le parti componenti il camino. A= Termocucina
B= Raccordo o canale da fumo C= Canna fuma-
ria D= Comignolo E= Zona di riflusso
D
E
C
B
A
La canna fumaria è di vitale importanza per
il corretto funzionamento di ogni apparec-
chio a combustione a legna. Le termocucine
sviluppano il massimo rendimento solamen-
te se la canna fumaria è realizzata in accor-
do con le normative vigenti e con un dimen-
sionamento corretto.
Consultate un tecnico specializzato oppure
lo spazzacamino responsabile di zona per
qualsiasi problematica riguardante camino,
canna fumaria e raccordo con la termocuci-
na.
Figura 5 - Esempi di realizzazione del camino corretta e scorretta
NO
SI
La canna fumaria deve avere una misura leg-
germente più grande rispetto a quella del
raccordo che va realizzato della stessa misu-
ra dell’imbocco presente sull’apparecchio.
Per il modello ST 60 si consiglia una canna
fumaria di diametro 15 o 16 cm. Per il mo-
dello ST 90 si consiglia una canna fumaria
di diametro 16 o 18 cm. Il collegamento ad
una canna fumaria inferiore ai 4 m di altez-
za non è consentito. Tutto come indicato in
tabella 2.
La termocucina non può essere collegata a
una canna fumaria condivisa, inoltre il colle-
gamento deve essere il più possibile lineare
e senza tratti orizzontali, vedi figura 5.
2.3
DIMENSIONI E FORME CORRETTE DEL CAMINO
Figura 6 - Misura H per dimensionamento
della canna fumaria
Tabella 2 - Dimensionamento della canna fumaria in funzione
dell’altezza.
ø imbocco
130 mm 140 mm 140 mm
ø canna fumaria H < 4m Tiraggio non garantito
ø canna fumaria 4 m < H < 6m 160 mm 180 mm 180 mm
ø canna fumaria H > 6m
150 mm 160 mm 160 mm
Depressione necessaria
12 Pa
12 Pa
12 Pa
Modello
ST 60
ST 90
STK
Nella figura 7 sono rappresentati alcuni esem-
pi per un corretto collegamento di una cucina
a legna.
Per avere un collegamento sicuro alla canna
fumaria, consigliamo di utilizzare un doppio
isolamento del muro. Il collegamento tra il
materiale isolante e la canna fumaria deve es-
sere sigillato bene.
E’ molto importante che il raccordo tra la
termocucina e la canna fumaria sia più corto
possibile. Il raccordo deve sempre essere mes-
so orizzontalmente o inclinato verso l’alto,
mai verso il basso. Vanno evitate anche curve
e tratti tortuosi di tubo.
Il raccordo tra la termocucina e la canna fuma-
ria deve essere fissato bene e sigillato. I raccor-
di non devono attraversare mobili infiamma-
bili o sensibili alle temperature.
2.4
CORRETTO ALLACCIAMENTO AL CAMINO
Figura 7 - Esempi di corretto e scorretto allacciamento alla canna fumaria
NO
NO
NO
SI
Il modello ST 60 viene fornito con l’uscita
fumi solo superiore sia a destra che a sinistra.
Occorre scegliere quale delle due utilizzare e
tappare l’altra.
I modelli ST 90 e STK vengono forniti di serie
con la predisposizione per l’uscita dei fumi
sia superiore che posteriore a destra oppure
a sinistra. In questo caso la termocucina vie-
ne di regola fornita con entrambe le uscite
tappate. Per effettuare il collegamento della
2.5
PREDISPOSIZIONE DELL‘USCITA FUMI
Figura 8 - Predisposizione dell’uscita fumi
H
L’installazione tradizionale della termocucina
prevede che l’aria comburente venga prele-
vata dal locale di installazione attraverso la
presa d’aria della cucina presente all’interno
dello zoccolo. In questo caso nel locale deve
essere sempre garantito il ricambio di aria
fresca soprattutto se il locale è piccolo o i ser-
ramenti sono ermetici. Il corretto afflusso di
aria nel locale deve essere garantito anche in
presenza di altri apparecchi a combustione,
di cappe aspiranti, di camini o di sfiati. La pre-
sa d’aria del locale deve avere una superficie
minima di 80 cm2.
Su richiesta Rizzoli può fornire delle valvole
studiate appositamente per permettere l’a-
pertura automatica della presa d’aria, solo
quando necessario per il funzionamento del-
la cucina a legna, in modo da garantire una
depressione massima di 3 Pa nel locale di in-
stallazione.
Le termocucine serie ST eventualmente pos-
sono anche essere collegate in modo da
prendere l’aria comburente direttamente
dall’esterno. In questo modo, per la cucina a
legna, non è necessaria un’altra presa d’aria
nel locale di installazione. Per fare questo è
necessario predisporre un condotto collega-
to direttamente con l’esterno dell’abitazione
2.6
PRESA D’ARIA
Figura 9 - Tolleranza per uscita fumi sopra o dietro. La tolleranza dipende dall’orientamento del raccordo
Y
X
+/-
10 mm
+/-
10 mm
termocucina bisogna modificare una delle
due uscite togliendo il tappo dell’uscita da
utilizzare e inserendo il dispositivo di imboc-
co, vedi figura 8.
Il connettore permette una tolleranza di circa
1 cm in modo da facilitare l’installazione.
La tolleranza risulta disponibile secondo una
unica direzione che dipende dall’orienta-
mento del connettore, vedi figura 9.
Figura 10 - Installazione mediante presa d’aria nel locale e installazione con presa d’aria esterna collegata direttamente
alla cucina a legna
Y
X
+/-
10 mm
+/-
10 mm
e effettuarne il collegamento diretto con la
presa d’aria della termocucina.
La presa d’aria della termocucina si trova
all’interno del vano cassa legna in corrispon-
denza della camera di combustione. Per il
collegamento si consiglia di utilizzare un
tubo flessibile e di predisporre un dispositivo
per l’eventuale chiusura del condotto.
Figura 11 - Modi di collegamento della presa d’aria della termocucina a legna
A
A
H
H
B
B
B
B
C
C
Presa aria esterna
non collegata
Presa aria esterna
a pavimento
Presa aria esterna
a parete
A
A
H
H
B
B
B
B
C
C
A
A
H
H
B
B
B
B
C
C
Per semplificare il collegamento si consiglia
di predisporre la presa d’aria esterna sul
pavimento in corrispondenza dell’interno
dello zoccolo, oppure a parete attraverso la
parte posteriore della termocucina secondo
specifiche variabili in funzione del modello
(vedi tabella e figura). Sono possibili altre
soluzioni per il collegamento, ma vanno pre-
ventivamente concordate con Rizzoli.
ATTENZIONE! Cappe aspiranti o ventilatori di estrazione di aria del locale po-
trebbero causare problemi per il corretto funzionamento dell’apparecchio in
mancanza di apposita presa d’aria o in caso di presa d’aria sottodimensionata.
Ingresso aria esterna
Ingresso aria esterna
Figure 12 e 13 - Vista posteriore dello zoccolo della termocucina e specifiche per il collegamento con la presa d’aria esterna attra-
verso lo zoccolo. La parte scura rappresenta l’apertura standard in cui si può fare passare il tubo di collegamento.
Termocucine standard
Termocucine con archetto
H
C
B
A
ST 60
248
118
364
218
95
ST 60 con archetto
193
113
364
218
95
ST 90
248
118
664
218
95
ST 90 con archetto
193
113
664
218
95
STK
248
118/258*
664
218
95
Modelli
ø
Misure
Tabella 3 - Misure per collegamento presa aria esterna
*Lato uscita fumi / Lato caldaia
Il modello ST 90 viene fornito di serie con il
corrimano su tre lati (anteriore, laterale de-
stro e laterale sinistro). In alcuni casi può es-
sere necessario togliere il corrimano su uno
o più lati.
Per effettuare questa operazione è sufficien-
2.8
PREDISPOSIZIONE DEL CORRIMANO
Figura 14 - Posizione della morsettiera per l’allaccia-
mento alla rete elettrica
Figura 15 - Morsettiera elettrica per il collegamento alla
rete: 1. Linea 2. Neutro 3. Terra
40 mm
30 mm
1
2
3
2 mm
40 mm
30 mm
1
2
3
2 mm
Figura 16 - Modifica del corrimano
2.7
COLLEGAMENTI ELETTRICI
Il modello ST 60 non richiede l’allacciamen-
to alla rete elettrica. I modelli ST 90 e STK
richiedono un allacciamento alla rete elet-
trica che deve essere effettuato da perso-
nale qualificato e secondo le norme vigen-
ti. L’installatore è responsabile del corretto
collegamento in conformità alle norme di
sicurezza.
Per effettuare l’allacciamento occorre colle-
gare un cavo elettrico alla morsettiera posta
nel retro della termocucina.
Devono essere effettuati i corretti collega-
menti di linea, neutro e terra, come indicato
in figura. Il cavo e ogni altro dispositivo elet-
trico aggiunto deve essere dimensionato per
il carico elettrico da sopportare e non deve
toccare punti con temperatura superiore di
50 °C alla temperatura ambiente.
te un cacciavite a stella e utilizzare l’apposita
chiave a brugola e le viti fornite in dotazio-
ne con la termocucina. Per prima cosa oc-
corre sfilare il finale, che è semplicemente
inserito a pressione. Poi occorre allentare le
brugole sotto i portanti del corrimano dove
necessario. Adesso si può estrarre la barra del
corrimano dai portanti, sfilare i pomoli dei
portanti e la curva del corrimano. A questo
punto occorre inserire il finale dove prima
era inserita la curva, rimuovere i portanti del
corrimano con il cacciavite a stella, sostituire
le viti di fissaggio con quelle fornite in dota-
zione e infine serrare nuovamente le brugole
precedentemente allentate.
I modelli ST 60 e STK invece sono dotati del
solo corrimano frontale. E’ possibile richie-
dere gli accessori per aggiungere il corrima-
40 mm
30 mm
Figure 17 e 18 - Modifica del corrimano
ATTENZIONE! mai appoggiare oggetti infiammabili sul corrimano, come ad
esempio strofinacci da cucina oppure le presine. Non appendere la biancheria
da asciugare sul corrimano.
no su uno o entrambi i lati (ST 60) oppure
solo sul lato forno (STK).
Per effettuare questa operazione occorre
svitare le due viti sul bordo laterale del pia-
no, aggiungere i due portanti fissandoli con
le viti apposite. A questo punto si toglie il
finale dal lato in cui si vuole aggiungere il
corrimano e si inserisce la curva e quindi le
restanti parti del corrimano. Infine si fissano
le brugole con la apposita chiavetta e si in-
serisce il finale.
La malta refrattaria utilizzata per la muratu-
ra interna contiene sempre un po’ di umidità
che viene eliminata dopo le prime accensioni:
è quindi normale che le prime volte che si usa
la termocucina, si crei della condensa.
Per lo stesso motivo il materiale refrattario
interno subisce un processo di assestamento
a causa del quale si possono creare piccole
fessure, che non pregiudicano in alcun modo
il funzionamento della termocucina.
2.9
MURATURA INTERNA (ST 90, STK)
Prima dell’uso togliete il materiale di imbal-
laggio presente nel forno e sulla termocu-
cina, togliete anche la pellicola di plastica
in cui è avvolta la piastra e con uno straccio
rimuovete la maggior parte dell’olio steso
sulla superficie.
2.10
PRIMA DELL’USO
In funzione del tipo di impianto che si va a
realizzare esistono alcuni connettori ausilia-
ri di utilizzo facoltativo, in alcuni casi però
indispensabili. Questi sono i connettori per il
circuito di scarico termico, il connettore per
la sonda della valvola di scarico termico e il
connettore per il termostato. Se non utiliz-
zati i connettori devono essere tappati.
Le termocucine serie ST non sono dotate di
termostato. Qualora si voglia realizzare un
impianto di riscaldamento a circolazione for-
zata, è necessario utilizzare un termostato
esterno per controllare il funzionamento del-
la pompa di circolazione in base alla tempe-
ratura dell’acqua nella caldaia. La sonda del
termostato deve essere inserita nell’apposito
connettore sul retro della termocucina. Il ter-
mostato deve attivare la pompa quando la
temperatura dell’acqua è superiore a quella
impostata e mantenerla ferma al di sotto.
3.3
COLLEGAMENTI AUSILIARI
3.4
TERMOSTATO
3. IMPIANTO DI RISCALDAMENTO (ST 60, ST 90)
Le termocucine serie ST sono dotate di cal-
daia per sfruttare il calore prodotto dall’ap-
parecchio mediante un impianto con fluido
vettore per riscaldamento e produzione di
acqua calda. Le termocucine serie ST sono
dotate di tutte le predisposizioni necessarie
per una corretta installazione, ogni com-
ponente esterno alla termocucina (valvole,
pompe, allarme acustico, manometro e ter-
mostato) deve invece essere acquisito da
parti terze secondo le indicazioni specifiche
del progettista o dell’installatore. Il model-
lo ST 90 può essere realizzato anche nella
versione STK con KIT idraulico aggiuntivo
applicato.
Per quanto riguarda l’impianto di riscalda-
mento a cui allacciare il modello STK, si pre-
ga di seguire quanto indicato nel capitolo 4.
Prima della messa in funzione della termocu-
cina è obbligatorio effettuare i collegamenti
all’impianto di riscaldamento. L’utilizzazione
della termocucina con la caldaia vuota o non
collegata all’impianto comporta il danneg-
giamento irreversibile della caldaia stessa. In
ogni caso è necessario collegare all’impianto
il connettore di andata, il connettore di ritor-
no e il connettore di scarico (necessario per
svuotare la caldaia in caso di manutenzione).
3.1
GENERALITÀ
3.2
COLLEGAMENTI ALL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO
ATTENZIONE! per una maggiore durata nel tempo della caldaia della termocu-
cina, è obbligatorio non fare circolare l’acqua a una temperatura inferiore a
55-60 °C. Temperature più basse provocano la formazione di condensa acida e
catrame sulle pareti della caldaia.
Figura 19 - Sul modello ST 90 la caldaia è sempre in corrispondenza della camera di combustione. In figura si può vedere
la versione con camera di combustione a sinistra e uscita fumi a destra (vista anteriore). La versione con uscita
fumi a sinistra è simmetrica.
4
600
463
102
300
484
498
691
483
792
802
741
2
6
7
1
4
3
5
1
900
448
87
108
390
447
676
463
763
799
745
4
3
2
4
5
7
6
ST 60
ST 90
1)
Attacco sonda termostato ø 1/2” femmina
2)
Attacco andata ø 1”1/4 femmina
3)
Attacco per sonda di scarico termico ø 1/2” femmina
4)
Attacchi per circuito di scarico termico ø 1/2” maschio
5)
Attacco ritorno ø 1”1/4 femmina
6)
Attacco scarico ø 1/2” femmina
7)
Presa aria esterna (facoltativo)
In tutte le caldaie a combustibile solido non è
tecnicamente possibile interrompere la com-
bustione immediatamente in caso di necessi-
tà, come avviene per le caldaie a combustibi-
le liquido o gassoso. Da ciò nasce l’obbligo di
smaltire sempre il calore prodotto anche nel
caso in cui l’impianto di riscaldamento non
lo richieda e anche in mancanza di alimenta-
zione elettrica. In caso contrario l’acqua della
caldaia potrebbe andare in ebollizione sen-
za possibilità di sfogo, con il rischio nei casi
estremi di esplosione della caldaia. Per que-
sto si raccomanda di seguire attentamente
quanto previsto dalla normativa UNI 10412-2
e si consiglia di inserire sempre nell’impianto
anche un bollitore in grado di accumulare il
calore prodotto in eccesso sotto forma di ac-
qua calda sanitaria.
Per una maggiore sicurezza è possibile rea-
lizzare un circuito ausiliario di scarico termico
collegato direttamente alla caldaia.
Il circuito di scarico termico è obbligatorio nel
caso di installazione a vaso chiuso.
La termocucina è predisposta per questa solu-
zione. L’impianto di scarico termico permette
di raffreddare direttamente la caldaia quan-
do necessario facendo scorrere acqua fredda
a perdere in un circuito separato all’interno
della caldaia.
La realizzazione dell’impianto di scarico ter-
mico è a cura e sotto la responsabilità dell’in-
stallatore.
3.5
SICUREZZA
3.6
SCARICO TERMICO
Per realizzare questo impianto è necessario
effettuare i collegamenti di andata e ritorno,
che sono interscambiabili e inserire la sonda di
scarico termico nell’apposito connettore.
L’impianto per essere efficace deve poter fun-
zionare e avere disponibilità di acqua fredda
anche in mancanza di alimentazione elettrica.
I dispositivi di sicurezza devono essere acces-
sibili anche dopo il montaggio per la manu-
tenzione e la verifica funzionale. Si consiglia
di verificare il corretto funzionamento della
valvola almeno una volta all’anno. Il circuito
di scarico termico non deve essere utilizzato
per la produzione di acqua calda sanitaria. Su
richiesta, Rizzoli può fornire una valvola di
scarico termico idonea per i propri apparecchi.
Figura 20 - Schema realizzativo del circuito di scarico termico.
I
VRP
VSP
VST
VNR
TP
S
ST
Di seguito presentiamo alcuni schemi di pos-
sibili realizzazioni dell’impianto. Tali schemi
valgono solo a titolo di esempio e non pos-
sono sostituire il progetto di un termotecnico
qualificato realizzato per il vostro caso spe-
cifico.
3.7
ESEMPI (ST 60 - ST 90)
Figura 21 - Esempio di schema per la realizzazione di un impianto di riscaldamento con termocucina ST 60 o ST 90 con
generatore di calore.
I
T
A
M VSP AL
VST
R
S
S
P
ST
VE
CA
CR
B
I
ACS
LEGENDA
VE
VST
ACS
CA
CR
M
S
P
B
I
A
R
Acqua calda
Acqua fredda
Manometro
Circolatore
Vaso espansione chiuso
Termostato
Valvola di non ritorno
Scarico
Boiler
Collettore mandata
Collettore ritorno
Valvola di scarico termico
Acqua calda sanitaria
Ingresso acqua fredda
Termometro
Valvola di sovrappressione
Allarme acustico
T di pulizia
Andata
Ritorno
Valvola riduzione pressione
AL
TP
VSP
VNR
VRP
T
Figura 22 - Esempio di schema per la realizzazione di un impianto di riscaldamento con termocucina ST 60 o ST 90 con
generatore di calore.
VST
I
F
T
T
A
AL
M
M
VSP
AL
M
VSP
VAC
R
S
S
C
P
P
ST
VE
VE
VE
CA
ACS
CR
B
SF
PF
PS
T
Figura 23 - Esempio di schema per la realizzazione di un impianto di riscaldamento con termocucina ST 60 o ST 90 con
generatore di calore.
I
T
TS
TC
A
AL
M VSP
R
S
S
S
P
ST
VA
CA
ACS
CR
B
T
LEGENDA
VE
VST
TS
ACS
TC
CA
CR
VA
M
S
P
B
A
R
Acqua calda
Acqua fredda
Manometro
Circolatore
Vaso espansione chiuso
Termostato
Scarico
Boiler
Collettore mandata
Collettore ritorno
Valvola di scarico termico
Acqua calda sanitaria
Tubo di sicurezza
Tubo di carico
Vaso di espansione aperto
Termometro
Valvola di sovrappressione
Allarme acustico
Valvola anticondensa
Andata
Ritorno
AL
T
VSP
VAC
4. IMPIANTO DI RISCALDAMENTO (STK)
La termocucina STK è dotata di caldaia per
sfruttare il calore prodotto dall’apparecchio
mediante un impianto con fluido vettore
per riscaldamento e produzione istantanea
di acqua calda sanitaria.
Il trasferimento del calore dalla termocucina
all’impianto termosanitario viene effettuato
per mezzo di un sistema a scambio di calore
a piastre e tramite due pompe di circolazio-
ne (P1 e P2) presenti nel Kit e controllate
mediante la centralina elettronica.
Durante il funzionamento della termocuci-
na si riscalda l’acqua contenuta nella calda-
ia. Raggiunta una determinata temperatura
l’acqua viene messa in circolazione sul cir-
cuito interno della termocucina tramite la
pompa P1.
Tramite gli scambiatori di calore a piastre si
trasferisce il calore al circuito dell’impianto
di riscaldamento o al circuito per la produ-
zione dell’acqua calda sanitaria.
E’ quindi da notare che il liquido presente
nella caldaia della termocucina e nel circuito
interno non è a contatto diretto con l’acqua
dell’impianto termosanitario. Si tratta di cir-
cuiti separati in cui si possono avere tempe-
ratura e pressione differenti.
La circolazione dell’acqua calda nell’impian-
to di riscaldamento viene effettuata per
mezzo della pompa P2. Il circuito per l’acqua
calda sanitaria funziona grazie alla pressio-
ne dell’acqua fredda in ingresso.
La termocucina STK è predisposta con siste-
ma di scarico termico integrato con serpen-
tina interna alla caldaia. In questo modo nel
circuito interno di tipo chiuso viene garanti-
ta la sicurezza di funzionamento.
4.1
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
Figura 24 - Schema realizzativo del Kit della termocucina STK.
VST
VS2
VS1
VS1
C
F
H
R
A
VE
SP
S3
GR
P1
P2
S1
VNR
LEGENDA
F
S1
P2
P1
S3
GR
VST
VNR
VS1
VS2
H
A
R
Ingresso acqua fredda - ½”M
Uscita acqua calda sanitaria - ½”F
Andata impianto riscaldamento - ¾”F
Ritorno impianto riscaldamento - ¾”F
Scarico di sicurezza - ¾”M
Scarico per manutenzione
Valvola di sfiato automatica
Valvola di sovrapressione
Valvola di scarico termico
Valvola di non ritorno
Caldaia
Scambiatore a piastre
Pompa impianto interno
Pompa circolazione imp. riscald.
Gruppo di riempimento
Vaso di espansione chiuso
C
I tubi di collegamento tra la caldaia della
termocucina e il kit si trovano nella parte
posteriore dell’apparecchio e sporgono per
circa 5 cm rispetto al piano superiore in ac-
ciaio inox. Per effettuare l’installazione in
aderenza alla parete posteriore è in dota-
zione una prolunga del piano in grado di
coprire lo spazio lasciato libero tra il piano e
la parete. In questo modo la profondità del
piano dell’apparecchio aumenta da 60 cm a
65 cm.
In alternativa si consiglia di predisporre una
nicchia nel muro in corrispondenza delle
tubazioni. In questo modo le tubazioni pos-
sono rientrare nello spessore della parete e
quindi si riesce ad installare la termocucina
in aderenza senza aumentarne la profondi-
tà.
Prima di effettuare i collegamenti idraulici è
necessario smontare la struttura di copertu-
ra del kit. In particolare va smontato il pia-
netto: allentando le viti di fissaggio si può
sfilare verso l’alto. Poi va smontato il fianco
staccando i due blocchi di connettori elettri-
ci verdi dalla centralina e poi sganciando e
sollevandolo rispetto allo zoccolo.
4.2
POSIZIONAMENTO DELLA TERMOCUCINA (STK)
4.3
SMONTAGGIO DELLA COPERTURA DEL KIT (STK)
Figura 25 - Smontaggio copertura kit.
1
2
A
B
C
D
Prima della messa in funzione della termo-
cucina è necessario effettuare tutti i colle-
gamenti obbligatori all’impianto di riscalda-
mento.
L’utilizzazione della termocucina con la
caldaia vuota o non collegata all’impianto
comporta il danneggiamento irreversibile
della caldaia stessa.
Per i collegamenti idraulici si raccomanda
di usare dei tubi flessibili. E’ necessario col-
legare all’impianto i connettori di andata
e ritorno dell’impianto di riscaldamento, il
connettore di ingresso dell’acqua fredda da
acquedotto e il connettore di scarico di si-
curezza.
Invece è facoltativa la connessione del con-
nettore per l’acqua calda sanitaria. Se que-
sto non viene usato deve essere tappato. Le
tubazioni poi devono essere disposte verso
la parte posteriore dell’apparecchio, dove
possono uscire liberamente.
Sul circuito dell’impianto di riscaldamento si
raccomanda di mettere una valvola di
sicurezza da sovrapressione tarata a 3 bar.
La produzione di acqua calda sanitaria avvie-
ne mediante il passaggio di acqua fredda a
perdere attraverso lo scambiatore a piastre.
In questo modo l’acqua può scaldarsi istanta-
neamente e essere resa disponibile all’uscita.
L’acqua fredda in ingresso non deve avere
una pressione maggiore di 2,5 bar, se l’ac-
qua proviene direttamente dall’acquedotto,
generalmente è necessario mettere una val-
vola di riduzione della pressione in ingresso.
In più si raccomanda di mettere sul circuito
sanitario anche una valvola di sicurezza da
sovrapressione tarata a 6 bar.
Sulla termocucina STK sono presenti uno o
due connettori di scarico: uno scarico di si-
curezza (S1) e uno per lo scarico caldaia (S3).
Lo scarico caldaia serve per svuotare la cal-
daia in caso di manutenzione. E’ controlla-
to da un rubinetto e può essere collegato
4.4
COLLEGAMENTI ALL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO
4.5
PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA
4.6
SCARICHI
Figura 26 - Posizione attacchi idraulici STK (uscita fumi a destra). Il modello con uscita fumi a sinistra è simmetrico.
1040
80
80
20
140
A
R
S3
F
H
S1
50
600
1040
80
80
20
140
1
2
3
4
5
50
600
LEGENDA
A
Mandata impianto di riscaldamento ¾” F
R
Ritorno impianto di riscaldamento ¾” F
F
Ingresso acqua fredda ½” F
H
Uscita acqua calda sanitaria ½” F
S1
Scarico di sicurezza ½” F
S3
Scarico per manutenzione
Dopo aver effettuato i collegamenti occorre
serrare bene tutte le connessioni idrauliche
del Kit, comprese quelle interne che potreb-
bero essersi allentate durante il trasporto e il
posizionamento dell’apparecchio.
A questo punto si può procedere al riempi-
mento del circuito interno della termocucina,
tramite l’apertura del gruppo di riempimen-
to, e della parte relativa all’impianto di riscal-
damento. Il caricamento va fatto lentamente
assicurandosi che tutta l’aria presente all’in-
terno venga eliminata.
Si consiglia di svitare completamente il tappo
della valvola automatica di sfiato, di allen-
tare le valvole manuali di sfiato presenti sul
Kit e eventualmente di allentare la vite sulle
pompe di circolazione.
Una volta completato il riempimento tutte
le valvole vanno chiuse. Dopo il riempimen-
to e le opportune prove di funzionamento
si può ripristinare la struttura di protezione
del kit ripristinando il fianco, ricollegando le
morsettiere alla centralina e risistemando e
bloccando il pianetto.
Sul frontale della termocucina STK è presente
un termometro analogico. Il termometro in-
dica la temperatura dell’acqua nella caldaia.
In questo caso la temperatura viene rilevata
in un punto diverso rispetto a quello della
centralina elettronica, per cui è normale che
ci possa essere una differenza tra le due in-
dicazioni.
Ogni circuito idraulico chiuso soggetto a va-
riazioni di temperatura deve prevedere un
dispositivo che permetta la variazione di vo-
lume del liquido contenuto al variare della
temperatura.
Il circuito interno della termocucina è già do-
tato di vaso di espansione. Il circuito secon-
dario per l’impianto di riscaldamento, essen-
do separato, richiede un vaso di espansione
dedicato e dimensionato correttamente se-
condo le dimensioni dell’impianto termico
complessivo.
Il vaso d’espansione per l’impianto di riscal-
damento può essere di tipo chiuso.
In caso di allacciamento a un impianto esi-
stente o nel caso in cui sia presente un altro
generatore di calore, il vaso d’espansione po-
trebbe essere già presente e idoneo all’uso,
viceversa questo deve essere aggiunto a cura
dell’installatore.
In tutte le caldaie a combustibile solido non è
tecnicamente possibile interrompere la com-
bustione immediatamente come avviene per
le caldaie a combustibile liquido o gassoso.
Da ciò nasce la necessità di smaltire sempre
il calore prodotto, anche nel caso in cui l’im-
pianto di riscaldamento non lo richieda e an-
che in mancanza di alimentazione elettrica.
In questo caso nella termocucina STK al rag-
giungimento della temperatura di sicurezza
la valvola di scarico termico presente nel cir-
cuito interno fa in modo di limitare la tem-
peratura andando a raffreddare la caldaia
direttamente dall’interno mediante una ser-
pentina dedicata presente nella caldaia e in
cui scorre acqua fredda a perdere.
La termocucina STK in questo modo può es-
sere installata in modo sicuro come previsto
dalle norme di riferimento per quanto ri-
guarda l’installazione a vaso chiuso, tenendo
all’occorrenza con un tubo mobile oppure
in modo fisso.
Lo scarico di sicurezza serve per espellere
l’acqua e il vapore che dovessero uscire dalla
valvola di sovrapressione presente a bordo
macchina e per espellere l’acqua provenien-
te dal circuito di scarico termico. Lo scarico
di sicurezza deve essere collegato a uno sca-
rico esterno sempre libero.
4.7
RIEMPIMENTO DELL’IMPIANTO
4.8
TERMOMETRO
4.9
VASO DI ESPANSIONE
4.10
SICUREZZA
presente che in questo caso sono già presenti
i dispositivi di sicurezza necessari.
Il circuito dell’impianto di riscaldamento può
essere installato tranquillamente con vaso di
espansione chiuso.
Si raccomanda di testare il corretto funziona-
mento della valvola di scarico termico alme-
no una volta all’anno attivandola mediante
l’apposito pulsante presente sulla valvola
stessa.
La termocucina STK può essere facilmente
abbinata anche ad altro generatore di calore.
In questo caso si raccomanda di contattare
un progettista termotecnico o un installatore
esperto in grado di valutare al meglio come
realizzare l’impianto.
E’ necessario tenere presente che la termocu-
cina deve avere la precedenza su ogni altro
generatore di calore, in quanto, utilizzando
combustibile solido, non è tecnicamente pos-
sibile interrompere completamente la com-
bustione. Questo aspetto può essere gestito
in modo manuale, ma può essere anche au-
tomatizzato, sfruttando le funzioni avanzate
della centralina elettronica della termocuci-
na.
Effettuando gli opportuni collegamenti elet-
trici, la centralina di controllo è in grado di
coordinare il funzionamento anche dell’altro
generatore di calore sia per l’impianto di ri-
scaldamento che per la produzione di acqua
calda sanitaria.
4.11
COLLEGAMENTO IN PRESENZA DI UN ALTRO GENERATORE
DI CALORE
In presenza di acqua molto dura o con resi-
duo fisso elevato si potrebbero creare delle
incrostazioni all’interno di tutti i passaggi
d’acqua. A lungo andare questo potrebbe
compromettere la funzionalità dell’apparec-
chio. In questi casi si consiglia di predisporre
un addolcitore a monte dell’ingresso dell’ac-
qua nella termocucina da scegliere in base
alle caratteristiche dell’acqua.
4.12
ACQUA CALCAREA
Di seguito presentiamo alcuni schemi di pos-
sibili realizzazioni dell’impianto. Tali schemi
valgono solo a titolo di esempio e non posso-
no sostituire il progetto di un termotecnico
qualificato realizzato per il vostro caso spe-
cifico.
4.13
ESEMPI (STK)
Figura 27 - Schema di installazione - esempio n° 1.
STK
S
S1
VE
CA
CR
A
R
H
F
I
M
T
VSP
VSP
ACS
VRP
LEGENDA
VE
I
CA
CR
M
P
F
T
Acqua calda
Acqua fredda
Manometro
Circolatore
Vaso espansione chiuso
Ingresso acqua fredda
Uscita acqua calda sanitaria
Valvola riduzione pressione
Collettore mandata
Collettore ritorno
Ingresso acqua fredda
Termometro
Valvola di sovrappressione
Scarico di sicurezza
Scarico
Andata
Ritorno
VSP
S1
A
VRP
H
R
S
Figura 28 - Schema di installazione - esempio n° 2.
H
F
S
S1
VRP
A
R
I
T
M
VSP
T
M
VSP
T
M
VSP
P
STK
VE
VE
C
VE
CA
ACS
CR
PF
PS
Figura 29 - Schema di installazione - esempio n° 3.
S
S1
B
C
I
A
R
H
F
VSP
VE
VRP
VNR
VNR
STK
CA
ACS
CR
VSP
T
M
VSP
V3
VE
PF
LEGENDA
F
S1
C
CA
ACS
CR
T
V3
I
VRP
S
H
A
R
Ingresso acqua fredda
Uscita acqua calda sanitaria
Andata impianto riscaldamento
Ritorno impianto riscaldamento
Scarico di sicurezza
Caldaia
Valvola di non ritorno
Valvola a tre vie
Valvola riduzione pressione
Collettore andata impianto
Collettore ritorno impianto
Termometro
Manometro
Acquedotto
Scarico
Bollitore
Puffer
Collegamenti centralina
Acqua calda sanitaria
Vaso di espansione chiuso
Valvola sicurezza sovrapressione
B
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
La centralina di controllo realizza il controllo
dei dispositivi della termocucina e di alcuni
dispositivi esterni eventualmente presenti
nell’impianto di riscaldamento.
Fondamentalmente la centralina rileva la
temperatura dell’acqua della caldaia e in
base al raggiungimento delle temperature
programmate attiva o meno i dispositivi a cui
è collegata. In più la centralina realizza alcu-
ne funzioni ulteriori di sicurezza e controllo.
Per alcune versioni è possibile che la cen-
tralina sia leggermente differente rispetto
a quanto riportato, ma è sostanzialmente
equivalente.
5. CENTRALINA DI CONTROLLO (STK)
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
Accensione/Spegnimento
Diminuzione temperatura impostata
T > A04 - pompa P1 (circolazione interna) in funzione
T > A05 - contatto VALVOLA ON alimentato - OFF interrotto
T > A07 - disattivazione caldaia esterna
T > A07 - pompa P2 (impianto di riscaldamento) in funzione
Centralina in stand-by
P1 P
VALV V
T
P2 P
OFF
Aumento temperatura impostata
Visualizzazione temperature impostate
Figura 30 - Centralina elettronica FDG
Tabella 4 - Pulsanti e led della centralina elettronica.
Tabella 5 - Indicazioni pannello di controllo della centralina.
Funzione
Funzione
Funzione
Pulsante
Indicatore led
Pulsante
• Con il tasto si seleziona la temperatura da modificare
• Con i tasti si modifica il valore
• Per memorizzare attendere 5 secondi oppure scorrere tutti i parametri con il tasto
5.4
FUNZIONI CENTRALINA (STK)
5.2
MENU PRINCIPALE
5.3
PROGRAMMAZIONE DELLE TEMPERATURE
La centralina elettronica serve principalmen-
te per controllare il funzionamento dell’im-
pianto di riscaldamento, in più ha diverse
funzioni ausiliarie di sicurezza e di manu-
tenzione.
FUNZIONE PRINCIPALE - La centralina rile-
va la temperatura dell’acqua nella caldaia,
quando questa supera la temperatura impo-
stata mette in funzione prima la pompa P1
di circolazione interna e poi la pompa P2 di
circolazione dell’impianto di riscaldamento.
Quando la temperatura scende al di sotto
del valore impostato la pompa P2 si ferma,
permettendo alla temperatura di risalire.
FUNZIONI SECONDARIE - Quando la tempe-
ratura supera la temperatura impostata A05
si attivano i morsetti corrispondenti (VALVO-
LA, VALV.) e quindi gli eventuali dispositivi
Si accede al menu principale semplicemente
accendendo la centralina mediante la pres-
sione prolungata del tasto . Nel menu
principale il visore indica normalmente la
temperatura dell’acqua nella caldaia. Con la
pressione del tasto si visualizzano i valori
delle temperature impostate come termo-
stato per l’attivazione della pompa P1, della
pompa P2 e di eventuali dispositivi esterni
collegati all’apparecchio.
La modifica delle impostazioni della cen-
tralina è di competenza solo di personale
esperto. Si raccomanda di non modificare i
valori impostati in fabbrica a meno che non
sia necessario per il corretto funzionamento
dell’impianto di riscaldamento.
La modifica delle temperature impostate av-
viene direttamente dal menu principale:
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
Termostato pompa P1
Termostato valvola
Termostato pompa P2
30 °C
45 °C
55 °C
P
V
T, P
PTC
VALVOLA
CP, PIR
Indicazione temperatura
Sonda in cortocircuito o T > 100 °C
Sonda di temperatura scollegata
A04
A05
A07
Tabella 7 - Impostazioni standard del menu principale centralina FDG.
Tabella 6 - Indicazioni pannello di controllo della centralina.
Descrizione
Valore
standard
Led
corrispondente
Contatti
corrispondenti
Funzione
Simbolo
Indicatore
visore
88
hi
lo
esterni collegati. In base al tipo di impianto
potrebbe non interessare il funzionamento
normale della termocucina.
FUNZIONE SANITARIO - Nei kit con centra-
lina FDG la prevalenza all’acqua calda sa-
nitaria è assicurata dalla disposizione degli
scambiatori di calore.
FUNZIONE ALLARME - Se la temperatura
supera la temperatura di allarme viene at-
tivata una segnalazione acustica e visiva. La
pressione di un tasto qualsiasi disattiva la se-
gnalazione acustica per 5 minuti.
FUNZIONE STANDBY - Se la centralina è
spenta e la temperatura supera quella impo-
stata come termostato di sicurezza, la cen-
tralina si accende automaticamente e mette
in funzione le pompe.
FUNZIONE ANTIGELO - Se la temperatura
scende sotto la temperatura minima anti-
gelo viene attivata la pompa P1 ad inter-
mittenza secondo gli intervalli impostati. Il
visore indica il simbolo ICE.
FUNZIONE TEST POMPA - La pressione pro-
lungata dei tasti o forza l’attivazione
della pompa di circolazione P1 o P2 rispetti-
vamente. Il visore indica il simbolo tSt.
FUNZIONE ANTIBLOCCO POMPA - In caso di
prolungata inattività delle pompe queste
vengono attivate a intervalli regolari per un
tempo limitato in grado di mantenere in ef-
ficienza l’impianto. Il visore indica il simbolo
bLP.
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
In alcuni impianti potrebbe essere utile ave-
re la produzione di acqua calda sanitaria da
parte di due generatori diversi. Si può fare
in modo che l’impianto prelevi l’acqua: dalla
termocucina, quando questa è in funzione;
dall’altro generatore di calore, quando non
lo è. Per questo, a cura dell’installatore, può
essere disposta una valvola a 3 vie comanda-
ta dalla centralina elettronica della termocu-
cina.
La centralina fornisce l’alimentazione elettri-
ca per la valvola.
La valvola può essere alimentata a scelta sia
in condizione ON che in condizione OFF sem-
plicemente collegando opportunamente il
cavo.
5.5
COLLEGAMENTO VALVOLA A 3 VIE
In presenza di un altro generatore di calore
da controllare, questo va collegato agli ap-
positi morsetti della centralina, direttamente
o indirettamente tramite un termostato am-
biente. I morsetti dedicati sono quelli deno-
minati CP (centralina FDG) e forniscono un
contatto pulito, normalmente chiuso o nor-
malmente aperto a scelta.
Il collegamento va effettuato come descritto
in figura 31.
5.6
COLLEGAMENTO A UN ALTRO GENERATORE
Figura 31 - Connessioni elettriche della centralina elettronica FDG.
P1
P2
La centralina elettronica della termocucina è
già installata, programmata e pronta all’uso.
In base al tipo di impianto che si intende rea-
lizzare potrebbe essere necessario effettuare
delle connessioni aggiuntive per comandare
dei dispositivi esterni alla termocucina.
Le connessioni aggiuntive possono essere
utili e necessarie nel caso in cui sia presen-
te un altro generatore di calore sullo stesso
impianto termosanitario della termocucina.
In questo caso, quando è in funzione la ter-
mocucina, questa deve avere la prevalenza
rispetto all’altro generatore. Le connessioni
aggiuntive permettono di ottenere automa-
ticamente questa prevalenza ottimizzando il
funzionamento di tutto l’impianto.
Per accedere alla morsettiera elettrica della
centralina occorre smontare il fianco allarga-
to, come descritto nel paragrafo 4.3.
Tramite la connessione ai morsetti (VALV,
VALVOLA) è possibile comandare opportuna-
mente una valvola idraulica a 3 vie per attiva-
re la corretta fonte di acqua calda sanitaria.
Tramite la connessione ai morsetti CP (cen-
tralina FDG) è possibile disattivare l’altro ge-
neratore di calore eventualmente presente
nell’impianto secondo lo schema in figura.
5.7
CONNESSIONI ELETTRICHE CENTRALINA
ATTENZIONE! Prima di ogni modifica all’impianto elettrico della termocucina
o ai collegamenti della centralina è obbligatorio scollegare la rete elettrica
dall’apparecchio.
Figura 32 - Connessioni elettriche centralina FDG
Alimentazione elettrica
Alimentazione pompa P1
Alimentazione dispositivi esterni
Alimentazione dispositivi esterni
Alimentazione pompa P2
Rilevazione temperatura acqua caldaia
Effettuato di serie
Effettuato di serie
Da utilizzare solo se necessario
Da utilizzare solo se necessario
Effettuato di serie
Effettuato di serie
230 V AC ~ 50 HZ
230 V AC ~ 50 HZ
230 V AC ~ 50 HZ
Contatti puliti
230 V AC ~ 50 HZ
Range 0-99 °C
1-2
3-4
5-6-7
8-9-10
11-12
SONDA
Tabella 8 - Impostazioni standard del menu principale centralina FDG.
Funzione
Collegamento da fare
Tipo di contatti
Connessioni
Termostato di sicurezza
Termostato antigelo
Isteresi termostato P1
Isteresi termostato VALVOLA
Isteresi termostato P2
Timer antiblocco
Timer attivazione antiblocco
92
95
6
2
2
2
168
30
°C
°C
°C
°C
°C
°C
h
sec.
A 01
A 02
A 03
I 04
I05
I07
T 01
T 02
Tabella 9 - Impostazioni standard del menu installatore della centralina FDG
Parametro menù installatore
Valore standard
Unità di misura
Simbolo
La modifica delle impostazioni presenti nel
menu installatore è di assoluta competenza
solo di personale esperto, la modifica di tali
parametri potrebbe compromettere il corret-
to funzionamento dell’apparecchio.
5.8
MENU INSTALLATORE - CENTRALINA FDG
• Con la pressione contemporanea e prolungata dei tasti si accede al menu installatore
• I tasti permettono di scorrere i simboli di ciascun parametro
• Il tasto permette di visualizzare il valore corrispondente
• Con i tasti si può modificare il valore indicato
• Con il tasto si memorizza la modifica oppure con il tasto si annulla la modifica
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
5.9
CARATTERISTICHE TECNICHE CENTRALINA
Tabella 10 - Caratteristiche tecniche della centralina di controllo.
Alimentazione
230 Vac ± 10% ~50 Hz; Fusibile di protezione T3,15 A
Potenza assorbita
2 W
Sonde di temperatura
Limiti di funzionamento -50°C/120°C
Limiti di misura: 0-99°C Precisione: ± 1°C
Uscite
Portata contatti: 5A 250 Vac
Norme applicate
EN 60730-1 50081-1 EN 60730-1 A1 50081-2
Per ottimizzare la combustione è necessario
porre attenzione a garantire una perfetta
miscela fra la legna (il combustibile) e l’aria
(il comburente). L’aria primaria affluisce in-
feriormente alla camera di combustione at-
traverso la griglia porta legna e permette la
combustione.
Agendo sul regolatore dell’aria primaria si
può impostare la velocità di combustione
e quindi il calore prodotto dalla cucina. La
regolazione interviene su un dispositivo
automatico che agisce mantenendo costan-
te la temperatura desiderata. Terminata la
combustione si consiglia di chiudere il rego-
latore dell’aria primaria in modo da mante-
nere la cucina a legna calda più a lungo nel
tempo.
Sulle termocucine serie ST l’aria secondaria
è fissa e impostata in modo da permettere
una combustione ottimale e il manteni-
mento del vetro pulito della porta fuoco.
Nel caso particolare in cui la cucina venga
installata su un camino caratterizzato da un
tiraggio particolarmente elevato, si potreb-
be avere un afflusso di aria eccessivo non
limitato dal regolatore di tiraggio.
In questi casi occorre restringere parzial-
mente il passaggio dell’aria, come indicato
in figura 33, in modo da compensare l’ecces-
so di tiraggio. Di regola questa regolazione
va effettuata, se necessario, solamente in
fase di installazione.
La procedura di regolazione è la seguente:
aprite la porta fuoco, allentate le viti di fis-
saggio, fate scorrere la piastrina di regola-
zione e quindi fissate nuovamente le viti.
La piastrina di regolazione scorre orizzon-
talmente e apre o chiude il passaggio d’aria
secondo il verso indicato.
Si raccomanda di non chiudere totalmente
il passaggio di aria, perché questo potrebbe
portare a un funzionamento irregolare che
potrebbe sporcare il vetro.
6.1
REGOLAZIONE ARIA PRIMARIA
6.2
REGOLAZIONE ARIA SECONDARIA
Figura 33 - Regolazione aria secondaria
Per accendere il fuoco potete utilizzare
come combustibile legna ben secca spacca-
ta molto sottile insieme ai prodotti specifici
disponibili in commercio. La combustione
può essere difficoltosa fino a quando non
si è scaldato il camino. Il tempo necessario
dipende dal camino e dalle condizioni mete-
orologiche. Una volta acceso correttamente
il fuoco questo si mantiene fino all’esauri-
mento del combustibile, per mantenere la
fiamma occorre reinserire della legna nella
camera di combustione a intervalli dipen-
denti dalla quantità di combustibile immes-
sa di volta in volta. La cucina a legna è capa-
ce di una combustione intermittente.
I modelli con forno, per consentire con mag-
giore facilità l’accensione del fuoco a cami-
no freddo, sono dotati di una chiave di av-
viamento comandata da un’asta, vedi figura
34. Tramite questo dispositivo è possibile il
collegamento diretto fra la camera di com-
bustione e la canna fumaria, in questo modo
si ottiene un miglioramento del tiraggio.
L’asta va estratta a cucina fredda e richiusa
quando la combustione è ben avviata.
La temperatura interna del forno dipende
dalla velocità di combustione e dalla quan-
tità di combustibile inserito. In particolare
agendo sul regolatore dell’aria primaria e
quindi sulla velocità di combustione si può
realizzare una combustione il più possibile
uniforme per evitare sbalzi di temperatura
all’interno del forno. Nel caso si voglia ri-
scaldare il forno partendo dalla termocucina
fredda, si consiglia di alzare la temperatura
con un fuoco vivace e quindi diminuire la ve-
locità di combustione per mantenere la tem-
peratura. Le termocucine sono munite di
porta forno con vetro e sono dotate anche
6.3
ACCENSIONE E FUNZIONAMENTO
6.4
CHIAVE PER L’AVVIAMENTO (ST 90, STK)
6.5
FORNO (ST 90, STK)
Figura 34 - Chiave di avviamento
ATTENZIONE! quando il fuoco ha preso vigore si dovrà richiudere la chiave in
modo da forzare il fumo a riscaldare tutte le parti della cucina. Le cucine sono
state costruite per funzionare con la chiave d’avviamento chiusa. Con il fun-
zionamento a chiave aperta si limita il rendimento e la potenza della cucina.
ATTENZIONE! Nel caricare la legna si raccomanda di mantenere una distanza
di alcuni centimetri tra il vetro interno della porta fuoco e il combustibile,
in modo da non esporre il vetro a temperature eccessive che lo potrebbero
danneggiare.
di un termometro che semplifica le opera-
zioni di controllo della temperatura. Volen-
do rosolare le pietanze è opportuno tenerle
nella parte superiore del forno, invece se si
desidera cucinare in maniera più uniforme è
meglio posizionare i cibi al centro. Per una
cottura più uniforme è possibile ruotare
orizzontalmente di 180° la griglia oppure la
teglia a metà del periodo di cottura.
Per cucinare, ad esempio, i biscotti di pasta
frolla in modo corretto, è necessario preri-
scaldare il forno ad una temperatura indicata
nel termometro di circa 150°, mantenendolo
in temperatura con l’aggiunta di circa 1 Kg
di legna ogni carica fino al raggiungimento
delle braci. Una volta che la temperatura nel
forno diventa stabile, inserire la teglia con
i biscotti nella posizione centrale del forno
per 10 minuti, poi estrarre la teglia, girarla
e reinserirla sempre nella posizione centrale
per altri 5 minuti. Infine togliere la teglia dal
forno e lasciare raffreddare i biscotti.
Figura 35 - Interruttore luce standard
Figura 36 - Interruttore luce nelle termocucine con archetto
Le termocucine con forno sono dotate di il-
luminazione elettrica, in modo da facilitare il
controllo della cottura all’interno del forno.
Nelle termocucine a legna standard l’inter-
ruttore si trova lateralmente rispetto alla cas-
sa porta legna. Per accedervi occorre estrarre
la cassa porta legna, vedi figura 35. Nelle ter-
mocucine con archetto, l’interruttore si trova
nella parte superiore del vano dello zoccolo
in posizione centrale, vedi figura 36.
6.6
ILLUMINAZIONE FORNO (ST 90, STK)
La cottura di pietanze in taluni casi può com-
portare la formazione di un eccesso di vapore
all’ interno del forno di cottura. Dove previsto
e solo su alcuni modelli è presente all’interno
del forno una valvola per eliminare l’eccesso
di vapore. La valvola è disposta all’interno
del forno sulla parete laterale verso l’esterno
e all’occorrenza va fatta ruotare in modo da
aprire i fori di aerazione. Per evitare possibili
scottature si raccomanda di azionare la valvola
solo prima dell’ accensione della termocucina.
6.7
VALVOLA PER L’ECCESSO DI VAPORE (ST 90, STK)
Figura 37 - Valvola eccesso vapore su ST 90.
In dotazione alle termocucine Serie ST, è pre-
sente una protezione in acciaio da posizio-
nare sulla porta fuoco stessa. Questa prote-
zione è stata studiata per schermare la porta
quando le operazioni di preparazione dei cibi
richiedono la presenza costante dell’utilizza-
tore davanti alla termocucina oppure in pre-
senza di bambini. In tutti gli altri casi la pro-
tezione può essere tenuta o meno a vostra
discrezione. L’operazione di posizionamento
va effettuata sempre a termocucina spenta e
fredda aprendo la porta fuoco e appoggian-
do ad incastro la protezione sulla porta.
6.8
PROTEZIONE PORTA FUOCO
Figura 38 - Protezione della porta fuoco.
Figura 39 - Porta accessori
All’interno della cassa porta legna è presente
un piccolo cassetto porta accessori che può
essere molto utile per tenere in ordine gli og-
getti più piccoli, che in questo modo restano
separati dalla legna.
6.9
PORTA ACCESSORI
In dotazione alla termocucina è presente un
dispositivo portateglia che permette di estrar-
re la teglia dal forno caldo in tutta sicurezza
senza la necessità di utilizzare delle presine
o degli stracci. Il portateglia va agganciato al
bordo della teglia e utilizzato a due mani.
6.10
PORTATEGLIA (ST 90, STK)
Figura 40 - Portateglia
Su tutte le cucine è possibile mettere su ri-
chiesta un copripiastra in acciaio inox spe-
cificamente studiato per coprire la piastra
quando la cucina non viene utilizzata. In
questo modo si ottiene un piano di lavoro
uniforme. Il copripiastra va utilizzato rigoro-
samente con la cucina fredda. Prima di posi-
zionarlo verificate bene che non sia presen-
te umidità, che la piastra sia pulita e sia stata
fatta tutta la manutenzione necessaria.
6.12
COPRIPIASTRA (OPTIONAL)
Su tutte le termocucine con forno è in dota-
zione un sistema a guida scorrevole di sup-
porto per la teglia.
In questo modo è possibile estrarre com-
pletamente la teglia senza la necessità di
sostenerla, garantendo di conseguenza una
migliore praticità d’uso. La guida scorre-
vole è presente solo in una sola posizione
all’interno del forno, ma questa può essere
modificata, portandola nella posizione più
bassa o nelle posizioni media superiore e su-
periore. La procedura per la modifica della
posizione della guida scorrevole è indicata
in figura 41.
6.11
TEGLIA CON GUIDE SCORREVOLI (ST 90, STK)
Figura 41 - Procedura per la modifica della posizione della guida scorrevole.
A
B
C
D
La termocucina è più efficiente quando tutte
le sue parti sono prive di residui di combustio-
ne, una termocucina pulita sarà meno sogget-
ta a guasti dovuti all’usura. La frequenza della
pulizia dipende da quanto e come essa viene
utilizzata nonchè dalla qualità del combusti-
bile. In ogni caso va eseguita da un tecnico
specializzato come minimo una volta all’anno.
Tutte le operazioni di seguito elencate vanno
eseguite con la termocucina fredda.
Per consentire una rimozione dei residui
di combustione anche dalle zone meno ac-
cessibili i modelli con forno sono dotati di
uno sportello pulizia al di sotto del forno.
Per procedere alla pulizia aprite lo sportello
svitando i pomoli di fissaggio, quindi, avva-
lendosi del raschietto eliminate i residui car-
boniosi presenti e richiudete.
Le parti in acciaio inox vanno pulite a freddo
con detersivi neutri o, in caso di macchie per-
sistenti, con un detergente specifico per inox.
Evitate assolutamente l’utilizzo di pagliette
o materiali abrasivi che possono graffiare la
superficie. Asciugate con un panno morbido,
muovendolo nel senso della satinatura. In
determinate situazioni, subito dopo l’instal-
lazione o con la cottura dei cibi, si potreb-
be formare uno strato superficiale ossidato,
soprattutto sul telaio in acciaio inox. Anche
in questi casi una pulizia approfondita farà
tornare tutto come nuovo. Su richiesta Riz-
zoli può anche fornire dei prodotti specifici
appositamente pensati per la pulizia dell’ac-
ciaio inox. Per le parti smaltate o verniciate
evitate l’uso di abrasivi o aggressivi chimici e
in caso di macchie spargete un po’ d’olio ed
aspettate che esso assorba l’alone. In parti-
colare non usare detersivi aggressivi o acidi.
Un’eccessiva quantità di residui di combustio-
ne all’interno della camera cenere impedisce
un corretto afflusso di ossigeno alla combu-
stione provocando un decadimento delle
prestazioni della cucina, inoltre si potrebbe
anche rovinare la griglia. Per questo motivo
bisogna togliere la cenere regolarmente. Per
prima cosa occorre togliere la cenere residua
dalla camera di combustione con l’apposito
strumento, quindi svuotare il cassetto cenere.
Togliere anche la cenere presente eventual-
mente fuoriuscita dal cassetto. Di quando in
quando togliere la piastra di cottura e scrosta-
re e spazzolare bene tutte le superfici interne.
7.1
PULIZIA
7.3
UTILIZZO DELLA PORTINA PULIZIA (ST 90, STK)
7.4
PULIZIA DELLE PARTI A VISTA
7.2
SVUOTAMENTO CENERE
I vetri della porta del forno e della porta della
camera di combustione si possono pulire con i
normali prodotti specifici esistenti in commer-
cio. La parte interna della porta della camera di
combustione è stata studiata in modo da pulirsi
da sola durante l’uso della termocucina. Ciò no-
nostante di quando in quando potrebbe essere
necessaria la pulizia anche della parte interna.
Per fare questo occorre smontare il vetro inter-
no svitando le quattro viti che lo tengono fermo.
7.5
PULIZIA DEI VETRI
ATTENZIONE! non pulire la porta senza prima aspettarne il raffreddamento:
gli sbalzi di temperatura possono provocare la rottura del vetro.
Per togliere la cassa porta legna bisogna
estrarla fino a fine corsa, alzarla leggermen-
te e contemporaneamente tirarla. In questo
modo si accede alla parte sottostante della
termocucina. Per inserire nuovamente la
cassa legna bisogna procedere come sopra
però in senso inverso.
Le piastre radianti in acciaio speciale delle
termocucine necessitano di regolare manu-
tenzione, in particolare va effettuata la pu-
lizia dopo ogni uso che ha portato umidità
o sporcizia sulla piastra. E’ buona norma
pulire la piastra quando è ancora tiepida,
così facendo tutta l’umidità scompare per
evaporazione e non si creano macchie di
ruggine. Deve essere assolutamente evita-
ta la pulizia con acqua con la termocucina
fredda. Inoltre è fondamentale accertarsi
che i tagli di dilatazione e la fessura tra la
piastra e il telaio non vengano ostruiti in
alcun modo da sporcizia o residui di altre
lavorazioni altrimenti la piastra potrebbe
subire delle deformazioni anche permanen-
temente. Quando necessario occorre pulire
anche la battuta della cerchiata rimuoven-
do eventuali depositi. Le piastre sono tutte
trattate con olio non acido anticorrosione.
Con l’uso quotidiano tale rivestimento viene
a poco a poco eliminato e di conseguenza
in seguito a contatto prolungato con acqua
possono comparire piccole macchie ruggino-
se. In questo caso è sufficiente ripassare con
uno straccio imbevuto di olio non acido. Se
la macchia di ruggine è stata trascurata po-
trà essere necessario un passaggio con carta
leggermente abrasiva o con la spugnetta
abrasiva fornita in dotazione. Per ripristi-
nare lo strato protettivo stendere un lieve
strato di olio.
Le piastre in acciaio radiante, con l’esposi-
zione al calore prolungata nel tempo, ten-
dono ad assumere un po’ alla volta un bel
colore brunito; se si desidera accelerare il
processo ripetere frequentemente il passag-
gio con olio non acido. In dotazione con la
termocucina sono forniti due prodotti esclu-
sivi, specificatamente studiati per la pulizia e
la manutenzione della piastra, per i metodi
di utilizzo riferitevi alle istruzioni riportate
sulle confezioni.
Per rimuovere la piastra è sufficiente solle-
varla. Rimettendola a posto, accertatevi che
tra la piastra ed il telaio in acciaio inox vi
siano sempre 1 o 2 millimetri di spazio in
modo da consentire la dilatazione termica
della piastra.
7.6
CASSA PORTA LEGNA
7.7
MANUTENZIONE E PULIZIA DELLA PIASTRA
ATTENZIONE! Non mettete prodotti facilmente infiammabili nella cassa porta
legna! Gli oggetti depositati non possono assolutamente arrivare fino alla pa-
rete superiore della cassa legna.
La lampadina del forno è soggetta ad alte
temperature. Pur essendo specificatamente
studiata per questo utilizzo è soggetta a
usura e rotture accidentali. In questo caso
può essere sostituita con una lampadina con
le stesse caratteristiche tecniche (lampadina
alogena 25W 230V 300 °C attacco G9).
Per sostituire la lampadina occorre svitare
7.8
MANUTENZIONE DELL’IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE
(ST 90, STK)
ATTENZIONE! Prima di effettuare ogni operazione di manutenzione dell’impian-
to di illuminazione dovete togliere l’alimentazione all’impianto elettrico, accer-
tarvi che effettivamente non ci sia tensione nell’impianto, che la termocucina sia
spenta, sia fredda e che la lampadina non sia stata accesa nei minuti precedenti.
il coprilampada, sfilare e rimuovere la lam-
padina, inserire la nuova lampadina e infine
riavvitare il coprilampada. Di tanto in tanto
è necessario effettuare la pulizia del vetro
coprilampada della lampadina del forno.
Per fare questo dovete svitare il coprilam-
pada, rimuovere i depositi esterni dovuti
ai fumi di cottura, lavare il coprilampada e
dopo averlo ben asciugato riavvitarlo nella
propria sede.
Gran parte dei componenti delle termo-
cucine sono facilmente smontabili con un
semplice cacciavite. In caso di richiesta di ac-
cessori o pezzi di ricambio, citate sempre il
numero di serie della termocucina indicato
sul cartellino di garanzia oppure sulla tar-
ghetta identificativa. La targhetta si trova
su un lato del cassetto.
Durante l’uso tutti i materiali della termocu-
cina sono soggetti a dilatazione e a piccoli
movimenti dovuti alle variazioni di tempera-
tura. Questo fenomeno non deve essere im-
pedito altrimenti si potrebbero causare del-
le deformazioni e anche delle rotture. Per
questo vanno tenuti liberi e puliti gli spazi
che permettono la dilatazione sia all’interno
che all’esterno della termocucina.
Nel caso in cui fosse necessario la sostituzio-
ne o il serraggio delle maniglie della porta
fuoco o della porta del forno è fondamenta-
le rispettare la giusta sequenza delle rondel-
le coniche, vedi figura 43.
7.11
SOSTITUZIONE DI PEZZI
7.10
DILATAZIONE TERMICA
7.9
MANUTENZIONE DELLE MANIGLIE
Figura 42 - Smontaggio lampadina del forno
Figura 43 - Corretta posizione delle rondelle bombate
Il forno scalda poco
Condensa
Mancata accensione
Ruggine
Combustione irregolare.
Combustione incompleta.
Esce fumo dalla piastra.
Esce fumo da altre parti della termo-
cucina.
Prende fuoco il camino o altre parti
adiacenti la termocucina
La termocucina si surriscalda.
Il termometro del forno supera i 300°.
Non si riesce a portare il forno
a temperatura elevata
Si forma condensa all’interno della ter-
mocucina, con il passare del tempo si
formano anche residui carboniosi (ne-
rofumo).
Nota: dopo le prime accensioni è nor-
male che si formi un po’ di condensa
dovuta all’asciugarsi delle parti in mu-
ratura.
Non si riesce ad accendere il fuoco
Presenza di ruggine e deformazioni
sulla piastra cottura
• Verificare che il regolatore dell’aria primaria
sia aperto • Verificare che cenere e residui non
ostruiscano la griglia • Verificare che la griglia non sia
montata alla rovescia (la parte piana va rivolta verso
l’alto) • Verificare che l’ambiente in cui è installata
sia aerato a sufficienza e che non siano in funzione
cappe aspiranti o altri dispositivi a combustione •
Verificare il corretto dimensionamento del camino
e dell’imbocco • Verificare che il camino non sia
ostruito e che sia stato pulito di recente • Verificare
che non ci siano perdite nella canna fumaria e nei
raccordi • Verificare che non ci siano altri apparecchi
collegati alla stessa canna fumaria • Verificare che il
comignolo sia adatto alla ubicazione in cui si trova,
in zone ventose può essere necessario predisporre
un comignolo anti vento • Verificare che il
combustibile sia adatto, secco e di buona qualità
• Verificare che il camino non prosegua al di sotto
della termocucina.
• Chiudere completamente tutte le regolazioni
dell’aria della termocucina • Chiudere bene porte
e finestre del locale dove è inserita la termocucina
• Chiamare subito i Vigili del Fuoco.
• Aprire la porta del forno.
• Verificare che la porta del forno sia ben chiusa •
Verificare che la chiave di avviamento sia chiusa •
Impostare il regolatore di tiraggio nelle posizioni di
massima apertura • Utilizzare legna di buona qua-
lità, ben secca e di pezzatura modesta • Verificare
che la combustione avvenga con fiamma viva • Ve-
rificare che il girofumi sia pulito e senza ostruzioni.
• Verificare che la termocucina abbia avuto il
tempo di asciugarsi e di assestarsi • Verificare di
stare utilizzando legna secca e di buona qualità •
Verificare che il camino non presenti difetti • Veri-
ficare che il camino sia ben isolato • Verificare che
il camino non sia sovradimensionato • Verificare
che l’acqua nella caldaia non circoli a temperatura
inferiore a 55-60 °C.
• Arieggiare preventivamente il locale • Verifica-
re che non ci siano altri dispositivi a combustione
accesi nello stesso locale • Aprire la chiave di av-
viamento • Utilizzare listelli di legno ben asciut-
ti • Utilizzare gli appositi prodotti disponibili in
commercio • Se necessario aprire leggermente la
porta fuoco per il tempo sufficiente ad una sicura
accensione.
• Evitare la pulizia della piastra con acqua • Ef-
fettuare la manutenzione regolare della piastra
come prescritto • Contattare il proprio rivenditore
o il servizio clienti
Problemi
Effetti
Possibili rimedi
8. COSA FARE SE...
Umidità nel forno
Presenza di vapore eccessivo nel forno.
• Aprire le apposite valvole all’interno del forno.
Chiave di avviamento
CO
Polveri
Rendimento
Peso
Potenza nominale
Potenza resa in riscaldamento
Potenza in produzione acqua calda
Rendimento
Depressione al camino
Temperatura gas di scarico
Flusso gas di scarico
Dimensione canna fumaria
Capacità caldaia
Pressione impianto (max)
Quantità di legna (max)
Autonomia
Potenza elettrica
Tensione
Frequenza
Modello
ST 60
ST 90
ST 90 B
STK
STK B
9.1
DATI TECNICI
9.2
REGOLAZIONI ALLA POTENZA NOMINALE
9.3
EMISSIONI SECONDO BIMSCHV
9. DATI TECNICI
Modello
Modello
Aperta
-
1,39 g/m3
0,035 g/m3
78,4 %
1,39 g/m3
0,035 g/m3
78,4 %
Aperta
Chiusa
Aperta
Chiusa
Chiusa
Chiusa
177 kg
15,8 kW
3,9 kW
11,9 kW
68,0 %
12±2 Pa
329,9° C
15,2 g/s
15 litri
2 bar
5,5 kg
60 min.
-
-
-
220 kg
22,3 kW
8,0 kW
14,3 kW
79,8 %
12±2 Pa
249,1° C
18,2 g/s
12 litri
2 bar
6 kg
60 min.
25 W
230 V
50 Hz
247 kg
22,3 kW
8,0 kW
14,3 kW
79,8 %
12±2 Pa
249,1° C
18,2 g/s
12 litri
2 bar
6 kg
60 min.
217 W
230 V
50 Hz
230 kg
15,2 kW
8,5 kW
6,7 kW
78,4 %
12±2 Pa
208,3° C
20,0 g/s
12 litri
2 bar
4,7 kg
63 min.
25 W
230 V
50 Hz
257 kg
15,2 kW
8,5 kW
6,7 kW
78,4 %
12±2 Pa
208,3° C
20,0 g/s
12 litri
2 bar
4,7 kg
63 min.
217 W
230 V
50 Hz
Vedi paragrafo 2.1 delle istruzioni d’uso
ST 60
ST 90
STK
ST 90 B
ST 90 B
STK B
STK B
Leggermente
aperta
Leggermente
aperta
La ditta Rizzoli garantisce che l’apparecchio
ha superato tutti i controlli e collaudi inter-
ni, che è in buone condizioni, senza difetti di
fabbricazione o di materiale. L’apparecchio
è frutto della pluridecennale esperienza
della ditta Rizzoli che ne garantisce la sua
costruzione a regola d’arte.
La garanzia ha durata di 2 anni a partire
dalla data di acquisto. Essa è valida solo per
l’acquirente iniziale e non è trasferibile. Af-
finché vengano prestati i servizi in garanzia
il cliente dovrà esibire un valido documento
fiscale di acquisto (scontrino fiscale, fattura
ecc.) e l’allegato cartellino di garanzia. Con-
servateli con cura.
La ditta Rizzoli si riserva, a proprio insindacabile
giudizio, di scegliere l’azione più idonea per ri-
solvere il problema oggetto di garanzia. Le parti
difettose sostituite restano di proprietà della
ditta Rizzoli. La ditta Rizzoli, a proprio insinda-
cabile giudizio deciderà se la prestazione di ga-
ranzia debba essere fatta in loco oppure presso i
propri stabilimenti. Per le prestazioni in garanzia
a domicilio il cliente è tenuto a corrispondere il
diritto fisso di chiamata in vigore. Tale diritto
non deve essere corrisposto se la cucina è stata
acquistata da meno di 3 mesi. Per le riparazioni
presso i Centri di Assistenza della ditta Rizzoli il
cliente è tenuto a versare le spese di trasporto.
Eventuali vizi o errori nei materiali devono
essere segnalati entro 8 giorni dal ricevi-
mento della merce e in ogni caso non im-
plicano che il solo obbligo alla sostituzione
di quanto fornito, escludendo qualsiasi re-
sponsabilità ulteriore.
Eventuali interventi al di fuori del periodo in
garanzia o nei casi di non applicabilità della
stessa verranno addebitati in base al tarif-
fario in vigore. In questo caso verrà anche
addebitato il costo dei pezzi sostituiti.
Sono escluse dalla garanzia:
• Le parti difettose a causa di negligenze e
trascuratezze nell’uso.
• Le parti difettose a causa dell’inosservanza
delle istruzioni contenute nel presente li-
bretto d’istruzioni.
• Danneggiamenti dovuti ad uno smodato
utilizzo della cucina con conseguente sur-
riscaldamento della stessa.
• Danneggiamenti dovuti al collegamento
della cucina a legna ad una canna fumaria
inadatta.
• Le parti difettose a causa della mancata o
parziale applicazione delle normative vi-
genti nazionali e locali.
• Le parti difettose a causa di installazioni
non eseguite a regola d’arte.
• Non sono oggetto di garanzia parti difetto-
se a causa di riparazioni effettuate da per-
sonale non autorizzato dalla ditta Rizzoli.
• Parti di consumo quali lampadine, griglie,
guarnizioni, teglie, vetri ecc.
10.1
DICHIARAZIONE DI COSTRUZIONE A REGOLA D’ARTE
10.2
CLAUSOLE GENERALI
10.3
MODALITÀ DI GARANZIA
10.4
VIZI O ERRORI NEI MATERIALI
10.6
PRESTAZIONI FUORI GARANZIA
10.5
PARTI NON INCLUSE IN GARANZIA
La ditta Rizzoli non è responsabile per danni
diretti o indiretti causati a persone o cose da
difetti del prodotto dovuti all’inosservanza
delle norme a carattere nazionale o locale
o indicate nel presente libretto d’istruzioni.
Per qualsiasi controversia o contestazione sarà
competente sempre e solo il foro di Bolzano.
10.7
RESPONSABILITÀ
10.8
TRIBUNALE COMPETENTE
Rizzoli S.r.l. è costantemente impegnata nel migliorare i propri prodotti, per questo il
contenuto del presente libretto di istruzioni può cambiare senza preavviso.
Avvertenza
DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE
N.1
Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011
1.
Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo
2.
Modello e/o n. serie (art. 11-4)
4.
Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5)
Numero rapporto di prova
Specifica tecnica armonizzata
Rendimento
Temperatura fumi
Temperatura superficiale
Cavalese, 1 luglio 2013
Sicurezza elettrica
9.
La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8
Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4
Emissioni CO al 13% O2
8.
Caratteristiche essenziali
Distanza da materiali combustibili
Potenza bruciata
5.
Nome e indirizzo del mandatario
Usi previsti del prodotto conformemente
alla relativa specifica tecnica armonizzata
6.
Sistema di valutazione e verifica della costanza
della prestazione (allegato 5)
7.
Laboratorio notificato
Potenza resa
Cottura dei cibi
Riscaldamento domestico
System 3
Kiwa Italia S.p.A. - Via Treviso, 32/34
I-31020 San Vendemiano (TV)
15,8 kW (totale) - 11,9 kW (all’acqua)
3,9 kW (riscaldamento diretto)
ST 60
ST 60
Rizzoli S.r.l.
400371
EN 12815
68,0%
329,9 °C
Conforme
---
0,99%
Prestazione dichiarata
Vedi libretto istruzioni
23,2 kW
---
DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE
N.2
Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011
1.
Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo
2.
Modello e/o n. serie (art. 11-4)
4.
Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5)
Numero rapporto di prova
Specifica tecnica armonizzata
Rendimento
Temperatura fumi
Temperatura superficiale
Cavalese, 1 luglio 2013
Sicurezza elettrica
9.
La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8
Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4
Emissioni CO al 13% O2
8.
Caratteristiche essenziali
Distanza da materiali combustibili
Potenza bruciata
5.
Nome e indirizzo del mandatario
Usi previsti del prodotto conformemente
alla relativa specifica tecnica armonizzata
6.
Sistema di valutazione e verifica della costanza
della prestazione (allegato 5)
7.
Laboratorio notificato
Potenza resa
Cottura dei cibi
Riscaldamento domestico
System 3
Kiwa Italia S.p.A. - Via Treviso, 32/34
I-31020 San Vendemiano (TV)
22,3 kW (totale) - 14,3 kW (all’acqua)
8,0 kW (riscaldamento diretto)
ST 90
ST 90
Rizzoli S.r.l.
400370
EN 12815
79,8%
249,1 °C
Conforme
Conforme
0,36%
Prestazione dichiarata
Vedi libretto istruzioni
27,9 kW
---
DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE
N.3
Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011
1.
Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo
2.
Modello e/o n. serie (art. 11-4)
4.
Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5)
Numero rapporto di prova
Specifica tecnica armonizzata
Rendimento
Temperatura fumi
Temperatura superficiale
Cavalese, 1 luglio 2013
Sicurezza elettrica
9.
La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8
Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4
Emissioni CO al 13% O2
8.
Caratteristiche essenziali
Distanza da materiali combustibili
Potenza bruciata
5.
Nome e indirizzo del mandatario
Usi previsti del prodotto conformemente
alla relativa specifica tecnica armonizzata
6.
Sistema di valutazione e verifica della costanza
della prestazione (allegato 5)
7.
Laboratorio notificato
Potenza resa
Cottura dei cibi
Riscaldamento domestico
System 3
Kiwa Italia S.p.A. - Via Treviso, 32/34
I-31020 San Vendemiano (TV)
22,3 kW (totale) - 14,3 kW (all’acqua)
8,0 kW (riscaldamento diretto)
ST 90
STK
Rizzoli S.r.l.
400370
EN 12815
79,8%
249,1 °C
Conforme
Conforme
0,36%
Prestazione dichiarata
Vedi libretto istruzioni
27,9 kW
---
DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE
N.51
Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011
1.
Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo
2.
Modello e/o n. serie (art. 11-4)
4.
Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5)
Numero rapporto di prova
Specifica tecnica armonizzata
Rendimento
Temperatura fumi
Temperatura superficiale
Trodena, 5 settembre 2014
Sicurezza elettrica
9.
La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8
Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4
Emissioni CO al 13% O2
8.
Caratteristiche essenziali
Distanza da materiali combustibili
Potenza bruciata
5.
Nome e indirizzo del mandatario
Usi previsti del prodotto conformemente
alla relativa specifica tecnica armonizzata
6.
Sistema di valutazione e verifica della costanza
della prestazione (allegato 5)
7.
Laboratorio notificato
Potenza resa
Cottura dei cibi
Riscaldamento domestico
System 3
ACTECO S.r.l.
Via Amman, 41 - I-33084 Cordenons (PN)
15,2 kW (totale) - 6,7 kW (all’acqua)
8,5 kW (riscaldamento diretto)
ST 90 B
ST 90 B
Rizzoli S.r.l.
1880-CPR-026-14
EN 12815
78,4%
208,3 °C
Conforme
Conforme
0,11%
Prestazione dichiarata
Vedi libretto istruzioni
19,4 kW
---
DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE
N.52
Ai sensi dei regolamenti prodotti da costruzione n. 305/2011
1.
Codice di identificazione unico del Prodotto-tipo
2.
Modello e/o n. serie (art. 11-4)
4.
Nome o marchio registrato del fabbricante (art. 11-5)
Numero rapporto di prova
Specifica tecnica armonizzata
Rendimento
Temperatura fumi
Temperatura superficiale
Trodena, 5 settembre 2014
Sicurezza elettrica
9.
La prestazione del prodotto di cui ai punti 1 e 2 è conforme alla prestazione dichiarata di cui al punto 8
Si rilascia la presente dichiarazione sotto la responsabilità esclusiva del fabbricante di cui al punto 4
Emissioni CO al 13% O2
8.
Caratteristiche essenziali
Distanza da materiali combustibili
Potenza bruciata
5.
Nome e indirizzo del mandatario
Usi previsti del prodotto conformemente
alla relativa specifica tecnica armonizzata
6.
Sistema di valutazione e verifica della costanza
della prestazione (allegato 5)
7.
Laboratorio notificato
Potenza resa
Cottura dei cibi
Riscaldamento domestico
System 3
ACTECO S.r.l.
Via Amman, 41 - I-33084 Cordenons (PN)
15,2 kW (totale) - 6,7 kW (all’acqua)
8,5 kW (riscaldamento diretto)
ST 90 B
STK B
Rizzoli S.r.l.
1880-CPR-026-14
EN 12815
78,4%
208,3 °C
Conforme
Conforme
0,11%
Prestazione dichiarata
Vedi libretto istruzioni
19,4 kW
---
Componenti della termocucina
pag.
3
1.3
Termocucine con archetto
pag.
5
1.4
Termocucina STK
pag.
5
1.5
Accessori
pag.
6
1.6
Combustibili raccomandati
pag.
6
1.7
Altri combustibili
pag.
6
2.
INSTALLAZIONE
pag.
7
2.1
Generalità
pag.
7
2.2
Canna fumaria
pag.
7
2.3
Dimensioni e forme corrette del camino
pag.
8
2.4
Corretto allacciamento al camino
pag.
9
2.5
Predisposizione dell’uscita fumi
pag.
9
2.6
Presa d’aria
pag. 10
2.7
Collegamenti elettrici
pag. 12
2.8
Predisposizione del corrimano
pag. 12
2.9
Muratura interna (ST 90, STK)
pag. 14
2.10
Prima dell’uso
pag. 14
3.
IMPIANTO DI RISCALDAMENTO (ST 60, ST 90)
pag. 15
3.1
Generalità
pag. 15
3.2
Collegamenti all’impianto di riscaldamento
pag. 15
3.3
Collegamenti ausiliari
pag. 15
3.4
Termostato
pag. 15
3.5
Sicurezza
pag. 16
3.6
Scarico termico
pag. 16
3.7
Esempi (ST 60, ST 90)
pag. 17
4.
IMPIANTO DI RISCALDAMENTO (STK)
pag. 20
4.1
Principio di funzionamento
pag. 20
4.2
Posizione della termocucina (STK)
pag. 21
4.3
Smontaggio della copertura del kit (STK)
pag. 21
4.4
Collegamenti all’impianto di riscaldamento
pag. 22
4.5
Produzione di acqua calda sanitaria
pag. 22
4.6
Scarichi
pag. 22
4.7
Riempimento dell’impianto
pag. 23
4.8
Termometro
pag. 23
4.9
Vaso di espansione
pag. 23
4.10
Sicurezza
pag. 23
4.11
Collegamento in presenza di un altro generatore di calore
pag. 24
INDICE
CENTRALINA DI CONTROLLO (STK)
pag. 28
5.1
Principio di funzionamento
pag. 28
5.2
Menù principale
pag. 29
5.3
Programmazione delle temperature
pag. 29
5.4
Funzioni centralina (STK)
pag. 29
5.5
Collegamento valvola a tre vie
pag. 30
5.6
Collegamento a un altro generatore
pag. 31
5.7
Connessioni elettriche centralina
pag. 32
5.8
Menù installatore - Centralina FDG
pag. 33
5.9
Caratteristiche tecniche centralina
pag. 33
6.
USO
pag. 34
6.1
Regolazione aria primaria
pag. 34
6.2
Regolazione aria secondaria
pag. 34
6.3
Accensione e funzionamento
pag. 35
6.4
Chiave per l’avviamento (ST 90, STK)
pag. 35
6.5
Forno (ST 90, STK)
pag. 35
6.6
Illuminazione forno (ST 90, STK)
pag. 36
6.7
Valvola per l’eccesso di vapore (ST 90, STK)
pag. 36
6.8
Protezione porta fuoco
pag. 37
6.9
Porta accessori
pag. 37
6.10
Portateglia (ST 90, STK)
pag. 37
6.11
Teglia con guide scorrevoli (ST 90, STK)
pag. 38
6.12
Copripriastra (optional)
pag. 38
7.
MANUTENZIONE
pag. 39
7.1
Pulizia
pag. 39
7.2
Svuotamento cenere
pag. 39
7.3
Utilizzo della portina pulizia (ST 90, STK)
pag. 39
7.4
Pulizia delle parti a vista
pag. 39
7.5
Pulizia dei vetri
pag. 39
7.6
Cassa porta legna
pag. 40
7.7
Manutenzione e pulizia della piastra
pag. 40
7.8
Manutenzione dell’impianto di illuminazione (ST 90, STK)
pag. 40
7.9
Manutenzione delle maniglie
pag. 41
7.10
Dilatazione termica
pag. 41
7.11
Sostituzione di pezzi
pag. 41
8.
COSA FARE SE...
pag. 42
9.
DATI TECNICI
pag. 43
INDICE
Regolazioni alla potenza nominale
pag. 43
9.3
Emissioni secondo BImSchV
pag. 43
10.
GARANZIA
pag. 44
10.1
Dichiarazione di costruzione a regola d’arte
pag. 44
10.2
Clausole generali
pag. 44
10.3
Modalità di garanzia
pag. 44
10.4
Vizi o errori nei materiali
pag. 44
10.5
Parti non incluse in garanzia
pag. 44
10.6
Prestazioni fuori garanzia
pag. 44
10.7
Responsabilità
pag. 45
10.8
Tribunale competente
pag. 45
Dichiarazione di prestazione n.1
pag. 46
Dichiarazione di prestazione n.2
pag. 47
Dichiarazione di prestazione n.3
pag. 48
Dichiarazione di prestazione n.51
pag. 49
Dichiarazione di prestazione n.52
pag. 50
INDICE
• Bei allen Montage- und Anschlussarbeiten
an den Rauchabzug müssen alle nationalen
und europäischen Normen und Bestimmun-
gen, sowie alle örtlichen Vorschriften und
Verordnungen eingehalten werden.
• Für den Geräteanschluss muss in jedem Fall
der für die Zone zuständige Kaminkehrer
gerufen werden.
• Falls im Aufstellungsraum des Gerätes Luft-
abzugsanlagen in Betrieb sind, muss stets
für ausreichende Frischluftzufuhr gesorgt
werden, da diese Grund für den nicht ord-
nungsgemäßen Betrieb des Zentralhei-
zungsherdes sein können.
• Roste und Belüftungsschlitze dürfen wäh-
rend der Montage und dem Gebrauch des
Gerätes nicht verstopft sein.
• Der Zentralheizungsherd muss so aufgestellt
und montiert werden, dass man jederzeit
freien Zugang für eventuelle Wartungsar-
beiten wie Reinigung desselben, der Rauch-
gaszüge und des Rauchabzugs hat.
• Während des Kochvorgangs und generell
bei Gebrauch des Zentralheizungsherdes
sollten keine leicht entflammbaren Klei-
dungsstücke getragen werden.
• Während des Benutzens können sich einige
Teile des Zentralheizungsherdes stark er-
hitzen; lehnen Sie sich also nicht an die er-
hitzten Teile (Herdrahmen, Herdplatte und
Türen) oder fassen Sie diese nicht mit den
Händen an. Besondere Vorsicht ist bei An-
wesenheit von Kindern geboten.
• Die Feuerraumtür muss immer geschlossen
sein, außer beim Anheizen, Nachlegen und
während dem Entleeren des Aschekastens.
• Bei der ersten Inbetriebnahme des Zentral-
heizungsherdes oder am Beginn der Heiz-
saison darf das Feuer nicht zu stark sein
(wenig Brennstoff), um eventuelle Rissbil-
dungen zu vermeiden.
• Kontrollieren Sie regelmäßig die Ab-
dichtungen sowie eventuelle Ruß- und
Ascherückstände im Inneren des Zentral-
heizungsherdes, im Rauchgaszug und im
Kaminanschluss.
• Lassen Sie Ihren Zentralheizungsherd regel-
mäßig von einem sachkundigen Techniker
kontrollieren und reinigen.
• Reinigen Sie die Herdplatte nach jedem Ge-
brauch und führen Sie regelmäßig die spe-
zifischen, im Kapitel 7.7. angeführten War-
tungsarbeiten durch.
• Lassen Sie den Schornstein bei normalem
Gebrauch des Zentralheizungsherdes alle
sechs Monate oder zumindest einmal im
Jahr reinigen.
• Neben der Reinigung, der Kontrolle der
Abdichtungen und den Wartungsarbeiten
an der Herdplatte benötigt Ihr Zentralhei-
zungsherd keine weiteren periodischen In-
standhaltungsarbeiten.
• Falls der Zentralheizungsherd längere Zeit
nicht benutzt wurde, kontrollieren Sie sorg-
fältig, dass keine Verstopfungen vorliegen
und dass alles ordnungsgemäß funktioniert.
• Verwenden Sie nur Original-Ersatzteile oder
solche, die zugelassen sind.
• Nehmen Sie keine Änderung am Zentralhei-
zungsherd vor, die nicht autorisiert wurde.
Die Verwendung ökonomischer und um-
weltfreundlicher Brennstoffe, die behagli-
che Wärme des natürlichen Feuers und der
angenehme Duft des aus unseren Wäldern
stammenden Holzes sind Argumente, die den
Einsatz eines Holzherdes im privaten Wohn-
bereich nicht nur interessant, sondern aus
vielen Gründen auch unverzichtbar machen.
Sie haben einen Rizzoli-Zentralheizungsherd
gewählt, ein Produkt mit jahrzehntelanger
Tradition, deren Ursprung auf das Jahr 1912
zurückgeht, als Carlo Rizzoli mit der Herstel-
lung von Holzherden im typischen Stil der Do-
lomitentäler begann. Mit der Zeit hat Rizzoli
seine Produkte durch den Einsatz moderns-
ter und zukunftsorientierter Technologien
ständig verbessert, ohne jedoch die Eleganz,
Schönheit und Funktionalität des ursprüngli-
chen Produktes aus den Augen zu verlieren.
1.1
SICHERHEITSHINWEISE
DEUTSCH
55
ST 60
ST 90
1.2
HERDBESTANDTEILE
1
Herdrahmen
2
Heizkessel
3
Seitenwand
4
Anheizklappe
5
Feuerraumtür
6
Primärluftregulierung
7
Sockel
8
Holzlade
9
Herdstange
10
Herdplatte
11
Backofentür
12
Backofen
13
Heizkessel-Thermometer
Abb. 1
1
2
3
8
9
10
13
5
6
7
1
2
3
13
5
6
8
9
10
12
11
4
7
Sockel mit Rundbogen
Abb. 2
ST 60 mit Rundbogen
1
3
5
9
10
13
14
2
6
1
3
2
13
6
5
11
9
10
4
12
14
ST 90 mit Rundbogen
Verlängerte Seite STK
4
Anheizklappe
5
Feuerraumtür
6
Primärluftregulierung
7
Sockel
8
Holzlade
9
Herdstange
10
Herdplatte
11
Backofentür
12
Backofen
13
Heizkessel-Thermometer
Abb. 3
Die Zentralheizungsherde ST 60 und ST 90
können mit Sockel mit Rundbogen, passend
zur Ausführung des Zentralheizungsherdes,
realisiert werden.
In diesem Fall ist keine Holzlade vorhanden.
Das Holz kann im Rundbogen gelagert wer-
den. Achten Sie darauf, dass Sie beim Han-
tieren mit dem Holz nicht die Sockelverklei-
dung beschädigen.
Das Modell STK gehört ebenfalls zur Serie
ST und stellt die Weiterentwicklung des Mo-
dells ST 90 dar. Der STK verfügt über einen
speziellen Hydraulik-Kit, der verschiedene
Funktionen, wie die sofortige Produktion
von Warmbrauchwasser, ermöglicht.
Der Zentralheizungsherd STK beinhaltet
serienmäßig einen integrierten Sicherheits-
wärmetauscher und eine Steuereinheit zur
Betriebssteuerung.
1.3
ZENTRALHEIZUNGSHERDE MIT RUNDBOGEN
1.4
ZENTRALHEIZUNGSHERD STK
1
2
3
13
5
6
8
4
9
10
12
11
7
STK
Im Lieferumfang des Zentralheizungsherdes
sind einige Zubehörteile vorgesehen,
die die Montage, Wartung und den tägli-
chen Gebrauch erleichtern.
Rizzoli-Zentralheizungsherde sind ausdrück-
lich zur Verwendung von Brennholz be-
stimmt. Es wird empfohlen, qualitativ gutes,
luftgetrocknetes (das Brennholz sollte zwei
Jahre lang, vor Regen geschützt, gelagert
worden sein), nach Möglichkeit gespaltenes
Kleinholz zu verwenden.
Die Verwendung von qualitativ gutem
Brennholz garantiert optimale Nennwär-
meleistung und verhindert gleichzeitig die
Bildung von Kohlenstoffrückständen und
Ruß.
Um eine Energieverschwendung und even-
tuelle Verformungen oder Beschädigungen
des Herdes zu vermeiden, sollte auf keinen
Fall übermäßig viel Brennholz aufgelegt
werden; halten Sie sich an die im Kapitel 9
vorgesehenen Angaben.
Flüssige Brennstoffe, Kunststoff, lackiertes
oder behandeltes Holz, Papier, Karton, Kü-
chenabfälle und generell jedes nicht vor-
gesehene Material darf nicht als Brennstoff
verwendet werden. Die Verbrennung dieser
Stoffe ist laut geltenden Vorschriften unter-
sagt, da sie schädlich für die Umwelt, den
Holzherd, den Rauchgaszügen und auch für
Ihre Gesundheit sind.
• Gebrauchs- und Wartungsanleitung
• Infobroschüre “10 grüne Regeln” und
Garantieschein des Zentralheizungsherdes
• Backofenrost (ST 90, STK)
• Backblech und Backblechhalter (ST 90, STK)
• Aschekasten
• Schürhaken
• Rußkratzer (ST 90, STK)
• Vorrichtung für den Rauchrohranschluss
• Pflegeöl für die Herdplatte
• Reinigungsöl für die Herdplatte
• Schmirgelschwamm
• Inbusschlüssel zum Abmontieren der
Herdstange (ST 90)
• Ersatzschrauben zum Abmontieren der
Herdstange (ST 90)
• Schutzhandschuh
• Schutz für die Feuerraumtür
• Zubehörfach für die Holzschublade
1.5
ZUBEHÖR
1.6
EMPFOHLENER BRENNSTOFF
1.7
ANDERE BRENNSTOFFE
Die Montage der Zentralheizungsherde der
Serie ST muss von fachkundigem Personal,
gemäß den technischen Normen und Bestim-
mungen, in Italien laut den technischen Nor-
men UNI 10683 und UNI 10412-2 oder laut
den in Kraft stehenden gesetzlichen Bestim-
mungen des jeweiligen Landes, durchgeführt
werden.
Besonders zu beachten sind die vorzuneh-
menden Anschlussarbeiten an eine geeigne-
te Heizungsanlage und an den Rauchabzug
sowie dessen fachgerechte, dem Gerät ent-
sprechende, Ausführung.
Beim Modell ST 90 und STK ist auch der An-
schluss an die Stromversorgung vorzuneh-
men.
Folgende Vorsichtsmaßnahmen zur Verhin-
derung eventueller Schäden aufgrund von
Unerfahrenheit sind zu beachten: Bei Stand-
ortveränderung den Zentralheizungsherd
nicht verschieben sondern anheben und ver-
stellen. Beim Umstellen diesen nicht an den
Griffen oder an der Herdstange ziehen.
Falls sich in nächster Nähe Möbel befinden,
müssen die vorgesehenen Mindestsicher-
heitsabstände zwischen Zentralheizungsherd
und eventuell leicht entflammbaren oder
temperaturempfindlichen Materialien, wie in
Tabelle 1 ersichtlich, eingehalten werden. Bei
Fußböden aus leicht brennbarem Material ist
eine feuerfeste Schutzmatte am Boden vor
der Feuerraumtür mit einem Mindestüber-
stand von 50 cm an der Vorderseite und 30
cm seitlich der Feuerraumtür vorzusehen.
Falls der Zentralheizungsherd zwischen nicht
wärmeempfindlichen Materialien eingebaut
wird, ist ein Mindestsicherheitsabstand von
1-2 mm trotzdem erforderlich, um die Wär-
meausdehnung der Materialien bei Tempera-
turschwankungen zu ermöglichen.
2.1
ALLGEMEINES
Tabelle 1 - Sicherheitsabstände zu leicht entflammbaren oder temperaturempfindlichen Materialien.
ST 60
30 cm
32 cm
80 cm
70 cm
ST 90
35 cm
33 cm
80 cm
70 cm
STK
35 cm
33 cm
80 cm
70 cm
Modell
Seitlich
Hinten
Vorne
Oben
2.2
RAUCHABZUG
Abb. 4 - Teile des Kamins A = Zentralheizungsherd
B = Rauchrohrstutzen C = Rauchabzug
D = Schornstein E = Windfangbereich
D
E
C
B
A
Der Rauchabzug ist von lebenswichtiger
Bedeutung für den einwandfreien Betrieb
eines jeden holzbetriebenen Gerätes. Der
einwandfreie Betrieb von Zentralheizungs-
herden ist nur dann gewährleistet, wenn
der Rauchabzug fachgerecht, gemäß den in
Kraft stehenden Vorschriften und in richti-
ger Dimensionierung ausgeführt wurde.
Für alle Probleme bezüglich Schornstein,
Rauchabzug und Rauchrohrstutzen wenden
Sie sich an einen fachkundigen Techniker
oder an den zuständigen Kaminkehrer.
Abb. 5 - Beispiele für die falsche und richtige Realisierung des Kamins
NEIN
JA
Der Rauchabzug muss leicht größer als der
Rauchrohrstutzen sein, der dieselbe Größe
wie der Rauchausgang des Zentralheizungs-
herdes aufweist.
Für das Modell ST 60 empfiehlt sich ein
Rauchabzug mit einem Durchmesser von
15 oder 16 cm und für das Modell ST 90 ein
Durchmesser von 16 oder 18 cm. Der An-
schluss an einen Rauchabzug mit einer Höhe
von weniger als 4 Meter ist nicht zugelassen.
Siehe Tabelle 2.
Abgasrohre dürfen nie waagrecht sondern
nur mit Steigung zum Schornstein hin mon-
tiert werden (siehe Abb. 5).
2.3
RICHTIGE ABMESSUNGEN UND FORMEN DES RAUCHABZUGS
Abb. 6 - Maß H für die Bemessung des
Rauchabzugs
Tabelle 2 - Bemessung des Rauchabzugs, je nach dessen Höhe
ø Durchmesser Rauchausgang 130 mm 140 mm 140 mm
ø Rauchabzug H < 4m Rauchzug nicht gewährleistet
ø Rauchabzug 4 m < H < 6m
160 mm 180 mm 180 mm
ø Rauchabzug H > 6m
150 mm 160 mm 160 mm
Empfohlener Förderdruck
12 Pa
12 Pa
12 Pa
Modell
ST 60
ST 90
STK
In der Abb. 7 wird anhand einiger Beispiele der
richtige Kaminanschluss eines Zentralheizungs-
herdes dargestellt. Für den sicheren Anschluss
empfehlen wir eine doppelte Abdichtung der
Wand. Dabei muss sichergestellt sein, dass der
Anschluss zwischen dem Anschlussstutzen oder
Rauchrohrstutzen und dem Rauchabzug gut
abgedichtet ist. Der Rauchrohrstutzen zwi-
schen Zentralheizungsherd und Rauchabzug
muss so kurz wie möglich gehalten und immer
waagrecht oder mit Steigung zum Schornstein
hin montiert werden. Der Einsatz von Rohrbö-
gen und gewundenen Rohrabschnitten ist zu
vermeiden. Der Rauchrohrstutzen zwischen
Zentralheizungsherd und Rauchabzug muss
festsitzen und gut abgedichtet sein. Die Roh-
re dürfen nicht über leicht entflammbare oder
temperaturempfindliche Möbel führen.
2.4
KORREKTER KAMINANSCHLUSS
Abb. 7 - Beispiele für den falschen und richtigen Anschluss an den Rauchabzug
NEIN
NEIN
NEIN
JA
Das Modell ST 60 wird nur mit Rauchaus-
gang oben links sowie oben rechts geliefert.
Ein Rauchausgang muss ausgewählt wer-
den, der andere bleibt verschlossen.
Die Modelle ST 90 und STK 90 werden seri-
enmäßig mit Rauchausgang oben und hin-
ten, links oder rechts geliefert. Auch in die-
sem Fall wird der Zentralheizungsherd mit
verschlossenen Rauchausgängen geliefert.
Für den Anschluss muss einer der Rauchaus-
2.5
RAUCHAUSGÄNGE
Abb. 8 - Vorbereitung für den Anschluss
H
Beim traditionellen Einbau des Zentralhei-
zungsherdes erfolgt die Frischluftzufuhr
direkt aus dem Aufstellungsraum über die
Luftzufuhröffnungen des Herdes im Inneren
des Sockels. In diesem Fall muss im Raum
stets für ausreichende Frischluftzufuhr ge-
sorgt werden, hauptsächlich wenn dieser
klein ist oder wenn Fenster und Türen dicht
schließen. Eine ausreichende Belüftung des
Raumes muss auch gewährleistet werden,
wenn sich andere Heizgeräte, Dunstabzugs-
hauben, offene Kamine oder Entlüftungs-
anlagen darin befinden. Die Lüftungsklappe
des Raumes muss eine Mindestfläche von 80
cm² aufweisen.
Auf Anfrage liefert Rizzoli Lüftungsklappen,
die sich nur bei Bedarf automatisch öffnen,
um einen maximalen Unterdruck von 3 Pa
im Aufstellungsraum zu garantieren.
Die Zentralheizungsherde der Serie ST sind
auch für den direkten Anschluss an einen ex-
ternen Frischluftkanal ausgelegt. In diesem
Falle ist im Aufstellungsraum des Zentralhei-
zungsherdes keine weitere Lüftungsklappe
nötig. Hierfür genügt es, im Aufstellungs-
raum, in Position des Herdes, einen nach au-
ßen führenden Frischluftkanal zu verlegen
und dann beim Zentralheizungsherd die nö-
2.6
FRISCHLUFTZUFUHR
Abb. 9 - Toleranz für den oberen und hinteren Rauchausgang. Die Toleranz hängt von der Ausrichtung des Anschlussstutzens ab
Y
X
+/-
10 mm
+/-
10 mm
gänge geöffnet und mit einem Anschluss-
stutzen versehen werden (siehe Abb. 8).
Der Anschlussstutzen hat zur Montagehilfe
eine Toleranz von ca. 1 cm zur Verfügung;
je nach Ausrichtung des Anschlussstutzens
(siehe Abb. 9).
Abb. 10 - Installation des Zentralheizungherdes mit Luftzufuhr aus dem Aufstellungsraum und Installation mit externer
Frischluftzufuhr, direkter Anschluss am Herd
Y
X
+/-
10 mm
+/-
10 mm
tigen Anschlussarbeiten vorzunehmen.
Die externe Frischluftzufuhr des Zentralhei-
zungsherdes befindet sich im Inneren des
Faches für die Holzlade auf der Seite der
Brennkammer. Wir empfehlen die Verwen-
dung eines flexiblen Anschlussrohres sowie
eine eventuelle Absperrvorrichtung für den
Kanal vorzusehen.
Abb. 11 - Verschiedene Anschlussmöglichkeiten der externen Frischluftzufuhr am Zentralheizungsherd
A
A
H
H
B
B
B
B
C
C
Externe Frischluftzufuhr
nicht angeschlossen
Externe Frischluftzufuhr
Anschluss in Bodenhöhe
Externe Frischluftzufuhr
Wandanschluss
A
A
H
H
B
B
B
B
C
C
A
A
H
H
B
B
B
B
C
C
Um den Anschluss zu erleichtern, empfeh-
len wir die externe Frischluftzufuhr entwe-
der in Bodenhöhe oder an der Rückwand
des Herdes, je nach Modell vorzunehmen
(siehe Tabelle und Abbildung). Auch andere
Lösungen für den Anschluss sind eventuell
möglich, jedoch nur nach vorheriger Ab-
sprache mit Rizzoli.
ACHTUNG! Dunstabzugshauben oder Lüftungsanlagen im Aufstellungsraum
können die Funktionstüchtigkeit des Zentralheizungsherdes, bei fehlender,
eigens dafür vorgesehener Frischluftklappe oder bei unterdimensionierter
dieser, beeinträchtigen.
Eingang externe Frischluftzufuhr
Eingang externe Frischluftzufuhr
Abb. 12 und 13 - Rückansicht des Sockels und Angaben für den Anschluss an die externe Frischluftzufuhr durch den
Sockel. Der dunkle Teil verbildlicht die Standardöffnung, durch die das Anschlussrohr verbunden wird.
Standard-Zentralheizungsherde
Zentralheizungsherde mit Rundbogen
H
C
B
A
ST 60
248
118
364
218
95
ST 60 mit Rundbogen
193
113
364
218
95
ST 90
248
118
664
218
95
ST 90 mit Rundbogen
193
113
664
218
95
STK
248
118/258*
664
218
95
Modelle
ø
Maße
Tabella 3 - Maße für den Anschluss an die externe Frischluftzufuhr
*Seite Rauchausgang / Seite Heizkessel
Das Modell ST 90 wird serienmäßig mit
Herdstangen an drei Seiten (vorne, seitlich
rechts und seitlich links) geliefert. In einigen
Fällen kann es nötig sein, dass diese auf ei-
ner oder mehreren Seiten abmontiert wer-
den müssen.
2.8
HERDSTANGE
Abb. 14 - Position des Klemmbretts für den Anschluss
an die Stromversorgung
Abb. 15 - Klemmbrett für den Anschluss an die Stromver-
sorgung: 1. Phase 2. Neutralleiter 3. Schutzleiter
40 mm
30 mm
1
2
3
2 mm
40 mm
30 mm
1
2
3
2 mm
Abb. 16 - Montage der Herdstange
2.7
ELEKTRISCHE ANSCHLÜSSE
Das Modell ST 60 muss nicht an die Stromver-
sorgung angeschlossen werden. Die Modelle
ST 90 und STK hingegen benötigen den An-
schluss an die Stromversorgung. Der Anschluss
muss von einem qualifizierten Fachmann
gemäß den geltenden Vorschriften vorge-
nommen werden. Der Installateur ist für den
ordnungsgemäßen Anschluss in Übereinstim-
mung mit den geltenden Sicherheitsbestim-
mungen verantwortlich. Für den Anschluss
muss ein Stromkabel an das Klemmbrett auf
der Herdrückseite angeschlossen werden. Alle
Anschlüsse an die Stromversorgung (Phase,
Neutralleiter und Schutzleiter) müssen wie in
der Abbildung ersichtlich, korrekt ausgeführt
werden. Das Kabel und jede andere zusätzliche
elektrische Vorrichtung muss für die vorgese-
hene Stromspannung ausgelegt sein und darf
keine Stellen berühren, die mehr als 50°C über
der Umgebungstemperatur liegen.
Hierfür verwenden Sie einfach einen Kreuz-
schlitz-Schraubendreher und den eigens
dazu bestimmten Inbusschlüssel sowie die
im Lieferumfang enthaltenen Schrauben.
Zuerst ziehen Sie das Endstück der Herdstan-
ge, welches nur unter Druck eingefügt wur-
de, heraus; dann lockern Sie, wo nötig, die
Gewindestifte unter den Herdstangenhalte-
rungen. Nun können Sie die Stange aus den
Halterungen ziehen und den Außenteil der
Halterungen sowie den Herdstangenbogen
entfernen. Nun wird das Endstück an jener
Stelle, an der sich der Herdstangenbogen
befand, eingesetzt, die Herdstangenhalte-
rung mit dem Kreuzschlitzschraubendreher
abgeschraubt, die Befestigungsschrauben
durch jene im Lieferumfang enthaltenen
ersetzt und zuletzt noch die anfänglich ge-
40 mm
30 mm
Abb. 17 und 18 - Montage der Herdstange
ACHTUNG! Legen Sie keine entflammbaren Gegenstände wie z.B. Reinigungs-
tücher oder Topflappen auf die Herdstange und hängen Sie keine Wäsche
zum Trocknen darauf auf.
lockerten Gewindestifte wieder angezogen.
Die Modelle ST 60 und STK sind nur mit ei-
ner Herdstange auf der Vorderseite ausge-
stattet. Auf Anfrage sind die Zubehörteile
für die Ergänzung der seitlichen Herdstan-
gen (ST 60) oder für die Backofenseite (STK)
erhältlich.
Um diese zu montieren, entfernt man die
zwei Schrauben am seitlichen Herdrahmen,
befestigt die zwei Herdstangenhalterungen,
entfernt das Endstück auf der Seite, auf der
man die Herdstange ergänzen möchte und
setzt den Bogen sowie die restlichen Teile
der Herdstange ein. Zum Schluss werden die
Gewindestifte wieder angezogen und das
Endstück eingesetzt.
Der für die Ausmauerung verwendete
feuerfeste Mörtel enthält immer etwas
Feuchtigkeit, die jedoch nach einigen In-
betriebnahmen des Zentralheizungsherdes
allmählich austrocknet. Es ist daher normal,
dass anfänglich etwas Kondenswasser ent-
steht. Aus demselben Grunde unterliegen
die im Inneren des Zentralheizungsherdes
verwendeten Schamottesteine einem natür-
lichen Setzungsprozess, wobei kleine Risse
und Sprünge entstehen können, die jedoch
keinesfalls die Funktion des Herdes beein-
trächtigen.
2.9
AUSMAUERUNG (ST 90, STK)
Vor der ersten Inbetriebnahme des Zent-
ralheizungsherdes muss jegliches Verpa-
ckungsmaterial aus dem Backofen sowie
die zum Schutz der Herdplatte verwendete
Plastikfolie entfernt werden. Anhand eines
Lappens beseitigen Sie den größten Teil des
auf der Herdplattenoberfläche aufgetrage-
nen Schutzölfilms.
2.10
VOR DER ERSTEN INBETRIEBNAHME
Je nach auszuführendem Anlagenprojekt
stehen noch einige fakultative, in einigen
Fällen unverzichtbare, Hilfsanschlüsse zur
Verfügung. Hierbei handelt es sich um die
Anschlüsse für den Sicherheitswärmetau-
scher, den Fühler des Sicherheitswärmetau-
schers und den Anschluss für den Thermost-
at. Wenn diese nicht verwendet werden,
müssen sie gut verschlossen werden.
Die Zentralheizungsherde der Serie ST sind
nicht mit einem Thermostat ausgestattet.
Aus diesem Grunde ist bei der Realisierung
einer Heizungsanlage die Verwendung ei-
nes externen Thermostats zur Funktions-
kontrolle der Umwälzpumpe, laut Tempera-
tur des Wassers im Heizkessel, erforderlich.
Der Thermostatfühler muss an den dafür
vorgesehenen Hilfsanschluss, auf der Rück-
seite des Zentralheizungsherdes, eingefügt
werden.
Wenn das Wasser im Heizkessel die einge-
stellte Temperatur überschreitet, aktiviert
der Thermostat die Umwälzpumpe oder hält
sie an, wenn die eingestellte Temperatur un-
terschritten wird.
3.3
HILFSANSCHLÜSSE
3.4
THERMOSTAT
3. HEIZUNGSANLAGE (ST 60, ST 90)
Die Zentralheizungsherde der Serie ST sind mit
einem Heizkessel ausgestattet, damit die vom
Gerät erzeugte Wärme durch eine Anlage mit
flüssigem Transportmedium für Heizung und
Warmbrauchwasser genutzt werden kann. Im
Lieferumfang der Zentralheizungsherde Serie
ST sind alle für die ordnungsgemäße Installa-
tion nötigen Bauteile enthalten. Alle externen
Anschlusselemente des Zentralheizungsher-
des (wie z.B. Pumpen, Ventile, akustische An-
zeigen, Manometer und Thermostat) müssen
hingegen von Drittlieferanten nach Angaben
des Planers oder Installateurs der Anlage er-
worben werden. Das Modell ST 90 kann auch
als STK mit Hydraulik-Kit realisiert werden.
Für den Anschluss des Modells STK an die Hei-
zungsanlage befolgen Sie bitte die Anweisun-
gen im Kapitel 4.
Vor der Inbetriebnahme des Zentralheizungs-
herdes muss dieser an die Heizungsanlage an-
geschlossen werden. Der Gebrauch des Zent-
ralheizungsherdes mit leerem Heizkessel oder
ohne Anschluss an die Heizungsanlage kann
den Heizkessel irreparabel beschädigen. Auf
jeden Fall müssen die Zulauf- und Rücklauflei-
tung sowie die Ablaufleitung (zum Entleeren
des Heizkessels für Instandhaltungsarbeiten)
an die Anlage angeschlossen werden.
3.1
ALLGEMEINES
3.2
ANSCHLÜSSE AN DIE HEIZUNGSANLAGE
ACHTUNG! Um die Lebensdauer des Heizkessels des Zentralheizungsherdes zu
verlängern, darf das Wasser in der Anlage nie unter einer Temperatur von 55-60°C
zirkulieren. Niedrigere Temperaturen verursachen die Bildung von säurehältigem
Kondenswasser und Rußablagerungen an den Wänden des Heizkessels.
Abb. 19 - Beim Modell ST 90 befindet sich der Heizkessel immer auf der Seite der Brennkammer. In dieser Abbildung
wird eine Version mit Brennkammer links und Rauchausgang rechts dargestellt (Vorderansicht). Die Version mit
Rauchausgang links ist seitenverkehrt.
4
600
463
102
300
484
498
691
483
792
802
741
2
6
7
1
4
3
5
1
900
448
87
108
390
447
676
463
763
799
745
4
3
2
4
5
7
6
ST 60
ST 90
1)
Anschluss Thermostatfühler ø ½” Innengewinde
2)
Zulaufanschluss ø 1”¼ Innengewinde
3)
Anschluss Fühler Sicherheitswärmetauscher ø ½” Innengewinde
4)
Anschlüsse für Kreislauf Sicherheitswärmetauscher ø ½” Außengewinde
5)
Rücklaufanschluss ø 1”¼ Innengewinde
6)
Ablaufanschluss ø ½” Innengewinde
7)
Externe Frischluftzufuhr (wahlweise)
Bei allen Heizkesseln für Festbrennstoffe ist
es technisch gesehen unmöglich, die Verbren-
nung bei Bedarf sofort zu unterbrechen, wie
dies bei Heizkessel für flüssige und gasför-
mige Brennstoffe der Fall ist. Hieraus ergibt
sich die Notwendigkeit, die erzeugte Wärme
immer ableiten zu können, auch wenn es die
Heizungsanlage nicht erfordert oder bei feh-
lender Stromversorgung. Anderenfalls könn-
te das Wasser im Heizkessel den Siedepunkt
ohne der Möglichkeit, den Dampf abzulassen,
erreichen. Dies würde eine ernsthafte Explosi-
onsgefahr für den Heizkessel mit sich bringen.
Aus diesem Grunde wird empfohlen, sich strikt
an die in der UNI-Norm 10412-2 angeführten
Bestimmungen und Vorschriften zu halten. Des
Weiteren empfiehlt es sich, im Anlagenprojekt
immer einen Warmwasserspeicher vorzusehen,
damit sich die überschüssige Wärme in Form
von Warmbrauchwasser ansammeln kann.
Zur Erhöhung der Sicherheit kann ein zusätzli-
cher Kreislauf für einen Sicherheitswärmetau-
scher, der direkt mit dem Heizkessel verbun-
den ist, vorgesehen werden. Bei Installation
mit einem geschlossenen Ausdehnungsgefäß
ist der Anschluss an den Sicherheitswärmetau-
scher obligatorisch. Der Zentralheizungsherd
ist für diese Lösung ausgelegt. Mit dem Sicher-
heitswärmetauscher kann der Heizkessel bei
Bedarf, direkt durch Umlauf von Kaltwasser
in einem separaten Kreislauf, innerhalb des
Heizkessels, abgekühlt werden. Die Installati-
on dieser Anlage muss von einem Installateur,
der hierfür auch die Verantwortung über-
3.5
SICHERHEIT
3.6
SICHERHEITSWÄRMETAUSCHER
nimmt, vorgenommen werden. Zur Ausfüh-
rung der Anlage müssen die austauschbaren
Zu- und Ablaufanschlüsse vorgenommen so-
wie der Fühler des Sicherheitswärmetauschers
in die dafür bestimmte Öffnung eingefügt
werden. Die Leistungsfähigkeit der Anlage
und die Verfügbarkeit von Kaltwasser muss
auch ohne Stromversorgung garantiert wer-
den. Die Sicherheitsvorrichtungen müssen
auch nach dem Einbau für Wartungsarbeiten
und Funktionskontrollen zugängig sein. Die
Funktionskontrolle muss in regelmäßigen
Abständen (mindestens einmal jährlich) vor-
genommen werden. Der Kreislauf für den
Sicherheitswärmetauscher darf nicht für die
Warmbrauchwasseraufbereitung verwendet
werden. Bei Bedarf kann Rizzoli ein passendes
thermisches Ablaufventil für Ihr Gerät liefern.
Abb. 20 - Schematische Darstellung für den Kreislauf des Sicherheitswärmetauschers.
I
VRP
VSP
VST
VNR
TP
S
ST
Nachstehend finden Sie einige Skizzen mög-
licher Ausführungen der Anlage. Diese sind
nur als Beispiele gedacht und können nicht
direkt für die Ausführung einer Heizungs-
anlage verwendet werden. Für ein Anla-
genprojekt wenden Sie sich immer an einen
qualifizierten Heizungstechniker.
3.7
BEISPIELE (ST 60 - ST 90)
Abb. 21 - Vereinfachte schematische Darstellung zur Realisierung einer Heizungsanlage mit einem Zentralheizungsherd ST 60
oder ST 90 als Wärmeerzeuger.
I
T
A
M VSP AL
VST
R
S
S
P
ST
VE
CA
CR
B
I
ACS
LEGENDE
VE
VST
ACS
CA
CR
M
S
P
B
I
A
R
Warmwasser
Kaltwasser
Manometer
Umwälzpumpe
Geschlossenes Ausdehnungs.
Thermostat
Rückschlagventil
Ablauf
Boiler
Zufuhrkollektor
Abfuhrkollektor
Thermisches Ablaufventil
Warmbrauchwasser
Kaltwasserzulauf
Thermometer
Uberdruckventil
Akustisches Signal
T-Stück zur Reinigung
Zulauf
Rücklauf
Druckminderventil
AL
TP
VSP
VNR
VRP
T
Abb. 22 - Vereinfachte schematische Darstellung zur Realisierung einer Heizungsanlage mit einem Zentralheizungsherd ST 60
oder ST 90 als Wärmeerzeuger.
VST
I
F
T
T
A
AL
M
M
VSP
AL
M
VSP
VAC
R
S
S
C
P
P
ST
VE
VE
VE
CA
ACS
CR
B
SF
PF
PS
T
Abb. 23 - Vereinfachte schematische Darstellung zur Realisierung einer Heizungsanlage mit einem Zentralheizungsherd ST 60
oder ST 90 als Wärmeerzeuger.
I
T
TS
TC
A
AL
M VSP
R
S
S
S
P
ST
VA
CA
ACS
CR
B
T
LEGENDE
VE
VST
TS
ACS
TC
CA
CR
VA
M
S
P
B
A
R
Warmwasser
Kaltwasser
Manometer
Umwälzpumpe
Geschlossenes Ausdehnungs.
Thermostat
Ablauf
Boiler
Zufuhrkollektor
Abfuhrkollektor
Thermisches Ablaufventil
Warmbrauchwasser
Sicherheitsausdehnungsleitung
Fülleitung
Offenes Ausdehnungsgefäß
Thermometer
Uberdruckventil
Akustisches Signal
Rücklaufanhebung
Zulauf
Rücklauf
AL
T
VSP
VAC
4. HEIZUNGSANLAGE (STK)
Der Zentralheizungsherd STK ist mit einem
Heizkessel ausgestattet, damit die vom Gerät
erzeugte Wärme durch eine Anlage mit flüs-
sigem Transportmedium für Heizung und die
sofortige Aufbereitung von Warmbrauchwas-
ser genutzt werden kann. Die Übertragung der
Wärme des Zentralheizungsherdes auf die Hei-
zungs- und Warmwasseranlage erfolgt über
ein Plattenwärmetauscher-System und über
zwei Umwälzpumpen (P1 und P2), die im Kit
vorhanden sind und über eine Steuereinheit
gesteuert werden können. Wenn der Zent-
ralheizungsherd in Betrieb ist, wird das Was-
ser, das sich im Heizkessel befindet, erwärmt.
Wenn eine bestimmte Temperatur erreicht
ist, zirkuliert das Wasser im internen Kreislauf
des Zentralheizungsherdes durch die Umwälz-
pumpe P1. Durch die Plattenwärmetauscher
wird die Wärme auf den Heizkreislauf oder
auf den Kreislauf für die Warmbrauchwas-
serproduktion übertragen. Die im Heizkessel
des Zentralheizungsherdes und im internen
Kreislauf vorhandene Flüssigkeit ist nicht in
direktem Kontakt mit dem Wasser der Hei-
zungs- und Warmwasseranlage. Es handelt
sich um getrennte Kreisläufe, bei denen man
verschiedene Temperaturen und Drucke haben
kann. Die Zirkulation des Warmwassers in der
Heizanlage erfolgt über die Umwälzpumpe P2.
Der Kreislauf des Warmbrauchwassers erfolgt
über den Druck der Kaltwasserzufuhr. Der Zen-
tralheizungsherd STK ist mit einer Vorrichtung
für den Sicherheitswärmetauscher ausgestattet.
Durch einen separaten Kreislauf im Heizkessel
wird bei Bedarf Kaltwasser zur Abkühlung durch-
geleitet. Auf diese Weise wird für den internen
Kreislauf mit geschlossenem Ausdehnungsgefäß
eine optimale Funktionssicherheit garantiert.
4.1
FUNKTIONSPRINZIP
Abb. 24 - Schematische Darstellung des Kit vom Zentralheizungsherd STK
VST
VS2
VS1
VS1
C
F
H
R
A
VE
SP
S3
GR
P1
P2
S1
VNR
LEGENDE
F
S1
P2
P1
S3
GR
VST
VNR
VS1
VS2
H
A
R
Kaltwasserzulauf - ½“Außengewinde
Ausg. Warmbrauchwasser - ½“Inneng.
Zulauf Heizanlage - ¾“ Innengewinde
Rücklauf Heizanlage - ¾“ Inneng.
Sicherheitsablauf - ¾“ Außengewinde
Ablauf für Wartungsarbeiten
Autom. Entlüftungsventil
Überdruckventil
Thermisches Ablaufventil
Rückschlagventil
Heizkessel
Plattenwärmetauscher
Umwälzpumpe - interne Anlage
Umwälzp. - Heizanl.-Kreislauf
Füllgruppe
Geschlossenes Ausdehnungs.
C
Die Anschlussrohre zwischen dem Heizkes-
sel des Zentralheizungsherdes und dem Kit
befinden sich auf der Rückseite des Herdes
und ragen ca. 5 cm über den Herdrahmen
hinaus.
Im Lieferumfang ist eine Herdrahmenver-
längerung vorhanden mit der der Zwischen-
raum zwischen Herdrahmen und Wand ver-
deckt werden kann.
Somit erhöht sich die Tiefe des Herdrahmens
von 60 cm auf 65 cm.
Eine weitere Lösung ist die Errichtung einer
Nische in der Wand, damit die Anschlussroh-
re in die Nische ragen. Auf diese Weise kann
der Zentralheizungsherd ohne Änderung
der Tiefe installiert werden.
Bevor die hydraulischen Anschlüsse vorge-
nommen werden können, ist es notwendig,
die Kit-Abdeckung abzumontieren. Zuerst
wird die hintere Herdrahmenverlängerung
abgenommen, dann wird die seitliche Edel-
stahlfläche entfernt, indem man die Befesti-
gungsschrauben lockert und die Fläche
nach obenhin herausnimmt.
Dann werden die beiden grünen Steckvor-
richtungen der Steuereinheit ausgesteckt.
Nun kann die Abdeckung entfernt werden,
indem man sie ausgehängt und nach oben
zieht.
4.2
POSITIONIERUNG DES ZENTRALHEIZUNGSHERDES (STK)
4.3
ABBAU DER KIT-ABDECKUNG (STK)
Abb. 25 - Abbau der Kit-Abdeckung
1
2
A
B
C
D
Vor der Inbetriebnahme des Zentralhei-
zungsherdes müssen alle vorgesehenen An-
schlüsse an die Heizungsanlage vorgenom-
men werden.
Der Gebrauch des Zentralheizungsherdes
mit leerem Heizkessel oder ohne Anschluss
an die Heizungsanlage kann den Heizkessel
irreparabel beschädigen.
Für die Anschlüsse ist die Verwendung von
flexiblen Rohren ratsam. Folgende Anschlüs-
se müssen auf jeden Fall vorgenommen
werden: Zulauf- und Rücklaufleitung der
Heizungsanlage, Kaltwasserzulauf und der
Sicherheitsablauf.
Der Anschluss an das Warmbrauchwasser
ist fakultativ. Wenn dieser Anschluss nicht
vorgenommen wird, muss er verschlossen
werden. Die Leitungen müssen zur Rück-
seite des Geräts führen, wo sie nach außen
gelangen.
Für den Heizkreislauf ist ein Überdruck-Si-
cherheitsventil von 3 Bar vorzusehen.
Die Warmwasseraufbereitung erfolgt über
den Kaltwasserzulauf durch ein Plattenwär-
metauscher-System. Auf diese Weise wird
das Wasser sofort erwärmt und steht am
Ausgang bereits zur Verfügung.
Der Kaltwasserdruck im Zulauf darf nicht
höher als 2,5 Bar sein. Wird das Wasser di-
rekt von der Wasserhauptleitung bezogen,
ist generell die Installation eines Druckmin-
derventils am Zulauf vorzusehen. Es emp-
fiehlt sich, auch im Warmwasserkreislauf
ein Überdruck-Sicherheitsventil von 6 Bar
vorzusehen.
Beim Zentralheizungsherd STK sind ein
oder zwei Anschlüsse für den Ablauf vor-
handen: ein Sicherheitsablauf (S1) und
ein Heizkesselablauf (S3). Über den Heiz-
kesselablauf kann der Heizkessel im Fall
von Wartungsarbeiten entleert werden.
4.4
ANSCHLÜSSE AN DIE HEIZUNGSANLAGE
4.5
AUFBEREITUNG VON WARMBRAUCHWASSER
4.6
ABLÄUFE
Abb. 26 - Position der Hydraulikanschlüsse STK (Rauchausgang rechts). Das Modell mit Rauchausgang links ist seitenver-
kehrt.
1040
80
80
20
140
A
R
S3
F
H
S1
50
600
1040
80
80
20
140
1
2
3
4
5
50
600
LEGENDE
A
Zulauf Heizanlage ¾” Innengewinde
R
Rücklauf Heizanlage ¾” Innengewinde
F
Eingang Kaltwasser ½” Innengewinde
H
Ausgang Warmbrauchwasser ½” Innengewinde
S1
Sicherheitsablauf ½” Innengewinde
S3
Ablauf für Wartungsarbeiten
Nach Ausführung aller Anschlussarbeiten müs-
sen alle Hydraulikanschlüsse vom Kit gut fest-
gezogen werden, auch die internen, die sich
während des Transports oder der Positionie-
rung des Zentralheizungsherdes gelockert ha-
ben könnten. Nun kann der interne Kreislauf
des Geräts über die Öffnung der Füllgruppe
und über die entsprechende Stelle der Hei-
zungsanlage aufgefüllt werden. Das Auffüllen
muss langsam erfolgen, damit die Anlage gut
entlüftet wird. Es ist ratsam, den Verschluss
des automatischen Entlüftungventils komplett
abzuschrauben, die im Kit vorhandenen ma-
nuellen Entlüftungsventile und eventuell die
Schraube auf den Umwälzpumpen zu lockern.
Wenn die Anlage komplett gefüllt ist, werden
alle Ventile wieder verschlossen. Nach dem
Auffüllen und einer Funktionsprobe kann die
Kit-Abdeckung wieder montiert werden, die
Klemmen wieder an die Steuereinheit ange-
schlossen, Edelstahlfläche und Herdrahmen-
verlängerung wieder befestigt werden.
Auf der Vorderseite des Zentralheizungs-
herdes STK befindet sich ein analoger Ther-
mometer. Dieser zeigt die Wassertempe-
ratur im Heizkessel an. In diesem Fall wird
die Temperatur an einer anderen Stelle als
von der Steuereinheit gemessen, daher ist
es normal, dass diese beiden Angaben ver-
schieden sind.
Jeder geschlossene Wasserkreislauf der Vo-
lumenschwankungen infolge von Tempe-
raturänderungen unterliegt, muss mit ei-
ner Vorrichtung zur Kompensierung dieser
Schwankungen ausgerüstet sein.
Der interne Kreislauf des Zentralheizungs-
herdes ist bereits mit einem Ausdehnungs-
gefäß ausgestattet. Da es sich beim sekun-
dären Kreislauf für die Heizanlage um einen
separaten Kreislauf handelt, benötigt er ein
geeignetes, der gesamten thermischen An-
lage angepasstes Ausdehnungsgefäß.
Das Ausdehnungsgefäß für die Heizanlage
kann geschlossen sein.
Wenn der Anschluss an eine bereits beste-
hende Anlage erfolgt oder wenn bereits
ein anderer Wärmeerzeuger vorhanden ist,
kann bereits ein geeignetes Ausdehnungs-
gefäß vorhanden sein; wenn nicht, muss
dieses vom Installateur ergänzt werden.
Bei allen Heizkesseln für Festbrennstoffe ist
es technisch gesehen unmöglich, die Ver-
brennung sofort zu unterbrechen, wie dies
bei Heizkessel für flüssige und gasförmige
Brennstoffe der Fall ist. Hieraus ergibt sich
die Notwendigkeit, die erzeugte Wärme
immer ableiten zu können, auch wenn es
die Heizungsanlage nicht erfordert oder bei
fehlender Stromversorgung.
Wenn der STK die Sicherheitstemperatur er-
reicht, wird der Heizkessel über das thermi-
sche Ablaufventil, das sich im internen Kreis-
lauf befindet, durch Umlauf von Kaltwasser
in einem separaten Kreislauf, innerhalb des
Heizkessels, abgekühlt.
Auf diese Weise kann der STK auf sichere
Weise installiert werden, wie es die entspre-
chenden Normen für die Installation mit ge-
schlossenem Ausdehnungsgefäß vorsehen;
die hierzu notwendigen Sicherheitsvorrich-
Dieser wird über einen Hahn gesteuert
und kann im Bedarfsfall an ein flexibles
Rohr oder auch permanent angeschlossen
werden. Der Sicherheitsablauf wird zur
Entleerung des Wassers und des Dampfs
benötigt, die vom Überdruckventil des
Zentralheizungsherdes stammen könn-
ten. Des Weiteren wird er zum Ablauf des
Wassers, das vom Sicherheitswärmetau-
scher kommen kann, benötigt. Der Sicher-
heitsablauf muss immer an einen freien,
externen Ablauf angeschlossen werden.
4.7
FÜLLEN DER ANLAGE
4.8
THERMOMETER
4.9
AUSDEHNUNGSGEFÄSS
4.10
SICHERHEIT
tungen sind bei diesem Modell bereits vor-
handen.
Der Kreislauf der Heizanlage kann ohne Be-
denken mit einem geschlossenen Ausdeh-
nungsgefäß installiert werden.
Die Funktionskontrolle des thermischen Ab-
laufventils muss mind. einmal im Jahr, über
die entsprechende Taste auf dem Ventil, vor-
genommen werden.
Der Zentralheizungsherd STK kann prob-
lemlos auch mit einem anderen Wärmeer-
zeuger kombiniert werden. In diesem Falle
muss ein Heizungstechniker oder qualifizier-
ter Installateur kontaktiert werden, der in
der Lage ist, die beste Anlagenrealisierung
vorzunehmen.
Es ist auf jeden Fall zu berücksichtigen, dass
der Zentralheizungsherd Vorrang gegen-
über jedem anderen Wärmeerzeuger haben
muss, da es bei Gebrauch von Festbrennstoff
technisch gesehen nicht möglich ist, im Be-
darfsfall die Verbrennung völlig zu unter-
brechen. Dieser Aspekt kann manuell oder
auch automatisch über die Steuereinheit des
Zentralheizungsherdes gesteuert werden.
Nach Ausführung aller nötigen Elektroan-
schlüsse ist die Steuereinheit in der Lage,
auch den Betrieb des anderen Wärmeer-
zeugers für die Heizungsanlage und für die
Aufbereitung von Warmbrauchwasser zu
koordinieren.
4.11
ANSCHLUSS BEI VORHANDENSEIN EINES ANDEREN
WÄRMEERZEUGERS
Bei sehr hartem oder feststoffreichem Was-
ser können sich Ablagerung in allen Rohrlei-
tungen bilden. Auf längere Sicht kann dies
die Funktionstüchtigkeit des Gerätes beein-
trächtigen. In diesem Falle empfiehlt sich die
Installation eines Wasserenthärters am Was-
serzulauf des Zentralheizungsherdes.
4.12
KALKHALTIGES WASSER
Nachstehend finden Sie einige Skizzen mög-
licher Ausführungen der Anlage. Diese sind
nur als Beispiele gedacht und können nicht
direkt für die Ausführung einer Heizungs-
anlage verwendet werden. Für ein Anla-
genprojekt wenden Sie sich immer an einen
qualifizierten Heizungstechniker.
4.13
BEISPIELE (STK)
Abb. 27 - Installationsbeispiel - Beispiel Nr. 1
STK
S
S1
VE
CA
CR
A
R
H
F
I
M
T
VSP
VSP
ACS
VRP
LEGENDE
VE
I
CA
CR
M
P
F
T
Warmwasser
Kaltwasser
Manometer
Umwälzpumpe
Geschl. Ausdehnungsgefäß
Kaltwasserzulauf
Ausgang Warmbrauchwasser
Druckminderventil
Kollektorvorlauf
Kollektorrücklauf
Kaltwasserzulauf
Thermometer
Überdruckventil
Sicherheitsablauf
Ablauf
Zulauf
Rücklauf
VSP
S1
A
VRP
H
R
S
Abb. 28 - Installationsbeispiel - Beispiel Nr. 2
H
F
S
S1
VRP
A
R
I
T
M
VSP
T
M
VSP
T
M
VSP
P
STK
VE
VE
C
VE
CA
ACS
CR
PF
PS
Abb. 29 - Installationsbeispiel - Beispiel Nr. 3
S
S1
B
C
I
A
R
H
F
VSP
VE
VRP
VNR
VNR
STK
CA
ACS
CR
VSP
T
M
VSP
V3
VE
PF
LEGENDE
F
S1
C
CA
ACS
CR
T
V3
I
VRP
S
H
A
R
Kaltwasserzulauf
Ausgang Warmbrauchwasser
Zulauf Heizanlage
Rücklauf Heizanlage
Sicherheitsablauf
Heizkessel
Rückschlagventil
3-Wege-Ventil
Druckminderventil
Kollektorvorlauf
Kollektorrücklauf
Thermometer
Manometer
Kaltwasserleitung
Ablauf
Wasserspeicher
Puffer
Anschlüsse Steuereinheit
Warmbrauchwasser
Geschl. Ausdehnungsgefäß
Druckminderventil
B
Über die Steuereinheit können die Vorrich-
tungen des Zentralheizungsherdes und einige
externe an die Heizungsanlage angeschlosse-
ne Einrichtungen kontrolliert werden. Grund-
sätzlich wird über sie die Wassertemperatur
im Heizkessel ermittelt und bei Erreichen der
vorprogrammierten Temperaturen die ent-
sprechenden, an den Heizkessel angeschlosse-
nen Vorrichtungen zu- oder abgeschaltet. Des
Weiteren führt sie einige zusätzliche Sicher-
heits- und Kontrollfunktionen aus. Bei einigen
Modellen kann die Steuereinheit ein bisschen
anders sein als hier beschrieben wird, im We-
sentlichen ist es aber immer dasselbe.
5. STEUEREINHEIT (STK)
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
Ein/Aus
Eingestellte Temperatur senken
T > A04 - Umwälzpumpe P1 (interner Kreislauf) in Betrieb
T > A05 - Ventilanschlüsse ON gespeist - OFF unterbrochen
T > A07 - Deaktivierung des externen Heizkessels
T > A07 - Umwälzpumpe P2 (Heizungsanlage) in Betrieb
Steuereinheit in Standby
P1 P
VALV V
T
P2 P
OFF
EingestellteTemperatur erhöhen
Eingestellte Temperaturen anzeigen
Abb. 30 - Steuereinheit FDG
Tabella 4 - Tasten und LED der Steuereinheit
Tabella 5 - Anzeige der Steuereinheit
Funktion
Funktion
Funktion
Taste
Led Anzeige
Taste
• Mit der Taste die zu ändernde Temperatur auswählen
• Mit den Tasten den Wert ändern
• Zur Speicherung 5 Sekunden warten oder mit der Taste alle Parameter durchlaufen
5.4
FUNKTIONEN DER STEUEREINHEIT (STK)
5.2
HAUPTMENÜ
5.3
TEMPERATURPROGRAMMIERUNG
Die elektronische Steuereinheit dient in
erster Linie zur Funktionskontrolle der Hei-
zungsanlage und darüber hinaus für ver-
schiedene Hilfsfunktionen für die Sicherheit
und Wartung.
HAUPTFUNKTION - Die Steuereinheit er-
mittelt die Wassertemperatur im Heizkessel
und setzt beim Überschreiten der vorpro-
grammierten Temperatur zuerst die Um-
wälzpumpe P1 des internen Kreislaufs und
dann die Umwälzpumpe P2 der Heizungs-
anlage in Betrieb. Fällt die Temperatur un-
ter den vorgegebenen Wert, schaltet die
Umwälzpumpe P2 ab, damit die Temperatur
wieder ansteigen kann.
NEBENFUNKTIONEN - Wenn die Temperatur
die eingestellte Temperatur A05 überschrei-
tet, werden die entsprechenden Klemmen
Zum Einschalten des Hauptmenüs halten Sie
im Bedienelement die Taste länger ge-
drückt. Im Hauptmenü wird normalerweise
die Wassertemperatur im Heizkessel ange-
zeigt. Durch Drücken der Taste werden
die eingestellten Temperaturwerte zum Ak-
tivieren der Umwälzpumpe P1, der Umwälz-
pumpe P2 und von eventuellen externen
mit dem Gerät verbundene Vorrichtungen,
angezeigt.
Änderungen an den Einstellungen der
Steuereinheit sollten nur von Fachpersonal
vorgenommen werden. Die Fabrikseinstel-
lungen sollten nicht geändert werden, aus-
genommen für eventuell nötige Einstellun-
gen für den ordnungsgemäßen Betrieb der
Heizungsanlage. Die Temperatureinstellung
erfolgt direkt über dem Hauptmenü:
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
Pumpenthermostat P1
Thermostatventil
Pumpenthermostat P2
30 °C
45 °C
55 °C
P
V
T, P
PTC
VENTIL
CP, PIR
Temperaturanzeige
Fühler - Kurzschluss oder Temperatur > 100 ° C
Temperaturfühler - Unterbrechung
A04
A05
A07
Tabella 7 - Standardeinstellungen des Hauptmenüs der Steuereinheit FDG.
Tabella 6 - Anzeige der Steuereinheit
Beschreibung
Standardwert
Entsprechendes
Led
Entsprechender
Kontakt
Funktion
Symbol
Display-
Anzeige
88
hi
lo
L1
L2
L3
L4
L5
L6
(VALVOLA, VALV.) und folglich die eventuell
angeschlossenen externen Geräte aktiviert.
Je nach Anlagenausführung könnte der
Normalbetrieb des Zentralheizungsherdes
nicht von Interesse sein.
BRAUCHWASSERFUNKTION - Bei Kit mit
Steuereinheit FDG wird die Priorität durch
die Vorrichtung der Plattenwärmetauscher
garantiert.
ALARMFUNKTION - Falls die Temperatur
über den für den Alarm vorgegebenen Wert
ansteigt, wird ein akustisches und visuelles
Signal aktiviert. Durch Drücken einer belie-
bigen Taste wird das akustische Signal für 5
Minuten ausgeschaltet.
STANDBY-FUNKTION - Falls die Steuerein-
heit ausgeschaltet ist und die Temperatur
über den für den Sicherheitsthermostat vor-
gegebenen Wert ansteigt, schaltet sich die
Steuereinheit automatisch ein und setzt die
Pumpen in Betrieb.
FROSTSCHUTZFUNKTION - Falls die Tempe-
ratur unter den für den Frostschutz vorge-
gebenen Wert sinkt, schaltet sich der einge-
stellte Intervallbetrieb der Umwälzpumpe
P1 ein. Das Zeichen ICE erscheint auf dem
Display.
FUNKTION PUMPEN-TEST - Durch länge-
res Drücken der oder Taste wird die
Aktivierung der Umwälzpumpe P1 oder P2
erzwungen. Auf dem Display erscheint des
Symbol tSt.
UMWÄLZPUMPEN-ANTIBLOCKIERFUNKTI-
ON - Wenn die Umwälzpumpen länger nicht
mehr aktiv sind, werden sie in regulierten
Abständen für einen bestimmten Zeitraum
aktiviert, um die Leistungsfähigkeit der An-
lage zu erhalten. Auf dem Display erscheint
das Symbol bLP.
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
Bei einigen Anlagen kann die Produktion
von Warmbrauchwasser von zwei verschie-
denen Wärmeerzeugern nützlich sein. Fol-
gendes ist möglich: Warmwasseraufberei-
tung über den Zentralheizungsherd, wenn
dieser in Betrieb ist; Warmwasseraufberei-
tung über den anderen Wärmeerzeuger,
wenn der Zentralheizungsherd nicht in Be-
trieb ist. Zu diesem Zweck muss von einem
Installateur ein 3-Wege-Ventil geliefert und
eingebaut werden, welches über die Steue-
reinheit des Zentralheizungsherdes gesteu-
ert wird.
Die Speisung des Ventils erfolgt über die
Steuereinheit und kann nach Wunsch durch
Anschluss des entsprechenden Kabels im ON
wie auch im OFF-Zustand erfolgen.
5.5
ANSCHLUSS 3-WEGE-VENTIL
Bei Vorhandensein eines anderen zu kont-
rollierenden Wärmeerzeugers muss dieser
an die dafür vorgesehenen Klemmen der
Steuereinheit, direkt oder indirekt mittels
Raumthermostat, angeschlossen werden. Die
hierfür bestimmten Klemmen sind mit CP
bezeichnet (Steuereinheit FDG) und geben
einen sauberen, potentialfreien Kontakt, der
nach Wahl geschlossen oder offen ist. Der
Anschluss wird laut Abb. 31 vorgenommen.
5.6
ANSCHLUSS AN EINEN ANDEREN WÄRMEERZEUGER
Abb. 31 - Elektrische Anschlüsse der Steuereinheit FDG
P1
STEUEREINHEIT FDG
HEIZKESSEL
ANSCHLÜSSE FÜR
THERMOSTAT
UMWÄLZPUMPE
ZENTRALHEI-
ZUNGSHERD
TEMPERATUR-
FÜHLER
UMWÄLZPUMPE
HEIZANLAGE
3-WEGE-MOTORKUGELVENTIL
AUSSENGEWINDE - 3-DRAHT-STEUERUNG
WARMBRAUCHWASSER
THERMOSTAT MIT
ZEITSCHALTUHR
LEITUNG
P2
Die Steuereinheit des Zentralheizungsher-
des ist bereits installiert, vorprogrammiert
und betriebsbereit. Je nach Anlagenreali-
sierung könnte die Ausführung zusätzlicher
Anschlüsse für externe Geräte nötig sein.
Eventuelle Zusatzanschlüsse sind erforder-
lich, falls ein weiterer Wärmeerzeuger an
dieselbe Anlage des Zentralheizungsherdes
angeschlossen wird. In diesem Falle muss
dem Betrieb des Zentralheizungsherdes
Vorrang gegenüber dem anderen Wärmeer-
zeuger gegeben werden. Zusatzanschlüsse
erlauben die automatische Erhaltung dieser
Priorität, wobei die Funktionstüchtigkeit
der ganzen Anlage optimiert wird.
Für den Zugriff auf das Klemmbrett der
Steuereinheit muss die Kit-Abdeckung, wie
im Kapitel 4.3 angegeben, abmontiert wer-
den.
Durch die Anschlussklemmen (VALV, VAL-
VOLA) ist es möglich, ein geeignetes 3-We-
ge-Ventil zur Aktivierung der korrekten
Warmbrauchwasserzubereitung zu steuern.
Durch die Anschlussklemmen CP (Steuerein-
heit FDG) ist es möglich, den eventuell in der
Anlage vorhandenen, anderen Wärmeer-
zeuger zu deaktivieren.
5.7
ELEKTROANSCHLÜSSE STEUEREINHEIT
ACHTUNG! Bevor Sie Arbeiten an der elektrischen Anlage des Zentralhei-
zungsherdes vornehmen oder die Steuereinheit anschließen, müssen Sie auf
jeden Fall die Stromzufuhr unterbrechen.
Abb. 32 - Elektroanschlüsse Steuereinheit FDG
Stromversorgung
Stromversorgung Umwälzpumpe P1
Stromversorgung externe Geräte
Stromversorgung externe Geräte
Stromversorgung Umwälzpumpe P2
Erfassung Heizkessel-Wassertemperatur
Serienmäßig angeschlossen
Serienmäßig angeschlossen
Nur bei Bedarf anschließen
Nur bei Bedarf anschließen
Serienmäßig angeschlossen
Serienmäßig angeschlossen
230 V AC ~ 50 HZ
230 V AC ~ 50 HZ
230 V AC ~ 50 HZ
230 V AC ~ 50 HZ
1-2
3-4
5-6-7
8-9-10
11-12
SONDA
Tabella 8 - Standardeinstellungen des Hauptmenüs der Steuereinheit FDG
Funktion
Auszuführender Anschluss
Kontakt
Anschlüsse
Sauberer, potential-
freier Kontakt
Temperaturbereich
0-99 °C
Schalthysterese Pumpenthermostat P1
Schalthysterese Ventilthermostat
Schalthysterese Pumpenthermostat P2
Timer Antiblockierschutz
Timer Aktivierung Antiblockierschutz
92
95
6
2
2
2
168
30
°C
°C
°C
°C
°C
°C
h
Sek.
A 01
A 02
A 03
I 04
I05
I07
T 01
T 02
Tabella 9 - Standardeinstellungen Installationsmenü Steuereinheit FDG
Parameter Installationsmenü
Standardwert
Maßeinheit
Symbol
Änderungen der Einstellungen im Installa-
tionsmenü dürfen nur von fachkundigem
Personal vorgenommen werden, da Varia-
tionen an den Parametereinstellungen den
ordnungsgemäßen Betrieb des Gerätes be-
einträchtigen können.
5.8
INSTALLATIONSMENÜ - STEUEREINHEIT FDG
• Durch gleichzeitiges, längeres Drücken der Tasten erhält man Zugang zum
Installationsmenü
• Mit den Tasten können die Symbole eines jeden Parameters aufgerufen werden
• Mit der Taste wird der entsprechende Wert aufgerufen
• Mit den Tasten kann der angezeigte Wert geändert werden
• Mit der Taste kann die Änderung gespeichert oder mit der Taste die Änderung
gelöscht werden
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
L1
L2
L3
L4
L5
L6
5.9
TECHNISCHE EIGENSCHAFTEN DER STEUEREINHEIT
Tabella 10 - Technische Eigenschaften der Steuereinheit
Stromversorgung
230 VAC ± 10% ~50 Hz; Sicherung T3,15 A
Stromverbrauch
2 W
Temperaturfühler
Betriebsgrenzwerte -50°C/120°C
Messgrenzwerte: 0-99°C Präzision: ± 1°C
Schaltkontakte
Schaltleistung: 5A 250 VAC
Angewandte Normen
EN 60730-1 50081-1 EN 60730-1 A1 50081-2
Um einen optimalen Verbrennungsprozess
zu gewährleisten, muss eine perfekte Mi-
schung zwischen Brennholz (Brennstoff)
und Luftzufuhr (Sauerstoffträger) garan-
tiert werden. Die Primärluft strömt im unte-
ren Teil des Brennraums durch den mit Holz
belegten Rost und ermöglicht somit die Ver-
brennung.
Durch die Bedienung des Primärluftreglers
kann die Abbrandgeschwindigkeit gesteu-
ert werden und somit die erzeugte Wärme.
Der Regler ist vollautomatisch und hält die
vom Zentralheizungsherd erzeugte Wärme
während des Verbrennungsvorgangs auf
gewünschtem Niveau. Wenn keine Glut
mehr vorhanden ist, wird empfohlen, die
Primärluftregulierung zu schließen, damit
der Herd länger warm bleibt.
Die in den Zentralheizungsherden der Serie
ST fix eingestellte Sekundärluft ist so ausge-
legt, dass eine optimale Verbrennung und
die Sauberkeit des Sichtfensters der Feu-
erraumtür gewährleistet werden. Falls der
Zentralheizungsherd an einen Rauchabzug
mit besonders hoher Zugleistung ange-
schlossen wird, könnte dies zu übermäßiger
Luftzufuhr, die nicht vom Zugregler gedros-
selt wird, führen.
Um den überhöhten Zug zu kompensieren,
muss in diesem Falle die Luftzufuhr teilweise
eingeschränkt werden (siehe Abbildung 33).
In der Regel wird diese Regulierung, falls
notwendig, nur in der Installationsphase
wie folgt vorgenommen: die Feuerraumtür
öffnen, Befestigungsschrauben lösen, das
Justierplättchen horizontal zum Öffnen
oder Schließen der Luftzufuhr verschieben
und Schrauben wieder anziehen.
Es wird empfohlen, die Luftzufuhr nicht
völlig zu schließen, da dies zu schlechtem
Betrieb und Schmutzablagerungen auf der
Glasscheibe der Feuerraumtür führen kann.
6.1
PRIMÄRLUFTREGULIERUNG
6.2
SEKUNDÄRLUFTREGULIERUNG
Abb. 33 - Regulierung der Sekundärluft
Zum Anheizen verwenden Sie als Brennstoff
gut getrocknetes, sehr dünnes Scheitholz
zusammen mit den im Handel erhältlich spe-
ziellen Zündhilfen. Solange sich der Rauch-
abzug nicht erwärmt hat, können Probleme
bei der Verbrennung auftreten. Wie viel Zeit
erforderlich ist, hängt vom Rauchabzug und
den Witterungsbedingungen ab. Nachdem
der Zentralheizungsherd richtig angeheizt
wurde, bleibt das Feuer bis zum Abbrand
des Heizmaterials erhalten. Durch wieder-
holte Beladungen des Feuerraums mit Holz
kann die Brenndauer verlängert werden.
Der Zentralheizungsherd ist für Zeitbrand
ausgelegt.
Um das Anheizen bei kaltem Rauchabzug zu
erleichtern, sind die Herdmodelle mit Backo-
fen mit einer durch ausziehbarem Hebel ge-
steuerten Anheizklappe ausgestattet (siehe
Abb. 34). Durch diese Vorrichtung wird eine
direkte Verbindung zwischen Brennkammer
und Rauchabzug hergestellt, wodurch der Zug
des Herdes verbessert wird. Der Hebel wird
bei kaltem Herd herausgezogen und wieder
geschlossen, sobald das Feuer gut brennt.
Die Innentemperatur des Backofens hängt
von
der
Abbrandgeschwindigkeit
und
der Menge des aufgelegten Brennstoffs
ab. Insbesondere kann durch Verstellen
des Primärluftreglers und somit der Ver-
brennungsgeschwindigkeit ein möglichst
gleichmäßiger Abbrand erzielt werden, um
eventuellen plötzlichen Temperaturwechsel
im Inneren des Backofens zu vermeiden.
Falls der Zentralheizungsherd noch kalt ist
und man den Backofen aufheizen möch-
te, empfiehlt es sich, die Temperatur durch
lebhaftes Feuer zu erhöhen und dann, um
die Temperatur konstant zu halten, die
6.3
ANHEIZEN UND BETRIEB
6.4
ANHEIZKLAPPE (ST 90, STK)
6.5
BACKOFEN (ST 90, STK)
Abb. 34 - Anheizklappe
ACHTUNG! Sobald das Feuer lebhaft brennt, muss die Anheizklappe geschlos-
sen werden, damit der Rauch alle Teile des Zentralheizungsherdes erwärmt.
Der Herd ist für den Betrieb mit geschlossener Anheizklappe ausgelegt. Bei
Betrieb mit offener Anheizklappe sind Leistung und Heizkraft des Zentralhei-
zungsherdes eingeschränkt.
ACHTUNG! Achten Sie darauf, dass beim Holz Einlegen ein Abstand von eini-
gen cm zwischen Innenscheibe der Feuerraumtür und des Brennstoffs bleibt,
um das Glas nicht zu hohen Temperaturen auszusetzen, die das Glas beschä-
digen könnten.
Verbrennungsgeschwindigkeit zu drosseln.
Die Zentralheizungsherde sind mit einem
Backofen-Sichtfenster und einem Thermo-
meter zur besseren Kontrolle der Innen-
temperatur ausgestattet. Zum Anbraten der
Speisen empfiehlt es sich, diese im oberen
Teil des Backofens zu platzieren; bei gleich-
mäßigem Schmoren hingegen ist es besser,
sie in der Mitte einzuschieben. Für gleichmä-
ßiges Backen und Braten kann man entwe-
der den Grill oder das Backblech nach halber
Kochzeit um 180° drehen.
Zum richtigen Backen von z.B. Mürbteig-
keksen muss der Backofen auf 150°C vorge-
heizt und auf dieser Temperatur gehalten
werden, indem bei jeder Beladung ca. 1 kg
Brennholz bis zum Erreichen der Glut aufge-
legt wird. Nachdem im Backofen eine stabi-
le Temperatur erreicht wurde, das Backblech
mit den Keksen in der Mitte einschieben
und 10 Minuten backen; dann herausneh-
men, komplett drehen, wieder in der Mitte
einschieben und für weitere 5 Minuten ba-
cken. Zum Schluss Backblech herausnehmen
und die Kekse abkühlen lassen.
Abb. 35 - Standard-Lichtschalter
Abb. 36 - Lichtschalter bei Zentralheizungsherden mit
Rundbogen
Modelle mit Backofen sind mit einer elek-
trischen Innenbeleuchtung zur bequemen
Kontrolle des Back- und Bratvorganges
ausgestattet.
Bei
Zentralheizungsherden
in Standardausführung befindet sich der
Lichtschalter seitlich der Holzlade. Um ihn
zu betätigen muss die Holzlade herausgezo-
gen werden (siehe Abb. 35). Bei Zentralhei-
zungsherden mit Rundbogen befindet sich
der Lichtschalter in der Mitte des oberen
Sockelteils (siehe Abb. 36).
6.6
BACKOFENBELEUCHTUNG (ST 90, STK)
Beim Backen oder Braten gewisser Speisen
kann es manchmal zu übermäßiger Dampf-
bildung im Inneren des Backofens kommen.
Einige Modelle sind deshalb mit einem
Ventil zur Dampfableitung ausgestattet.
Das Ventil befindet sich im Innenraum des
Backofens, vorne an der Seitenwand und
kann bei Bedarf durch Drehen zum Öffnen
der Belüftungsschlitze betätigt werden.
Greifen Sie nie in den heißen Backofen, die
Betätigung des Ventils ist ausschließlich bei
kaltem Herd vorzunehmen.
6.7
DAMPFABLEITUNGSVENTIL (ST 90, STK)
Abb. 37 - Dampfableitungsventil beim Modell ST 90
Im Lieferumfang der Zentralheizungsherde
der Serie ST ist auch ein Stahlschutz enthal-
ten, der beim Kochen oder in Anwesenheit
von Kindern zum Abschirmen der Feuer-
raumtür verwendet wird. In allen anderen
Fällen kann der Stahlschutz je nach individu-
ellen Bedürfnissen angebracht werden.
Der Schutz wird bei kaltem Herd an der ge-
öffneten Feuerraumtür durch Einrasten be-
festigt.
6.8
SCHUTZ FÜR DIE FEUERRAUMTÜR
Abb. 38 - Schutz für die Feuerraumtür
Abb. 39 - Zubehörfach
Im Inneren der Holzlade befindet sich ein
kleines Zubehörfach, welches als praktische
Ablage für kleine Teile dient, um diese ge-
trennt vom Brennholz aufzubewahren.
6.9
ZUBEHÖRFACH
Im Lieferumfang des Zentralheizungsherdes
steht ein Backblechhalter zur Verfügung,
anhand dessen - ohne Einsatz von Topflap-
pen oder Tüchern - das Backblech sicher
und problemlos aus dem heißen Backofen
genommen werden kann. Der Halter wird
einfach am Rand des Backblechs angebracht
und mit beiden Händen verwendet.
6.10
BACKBLECHHALTER (ST 90, STK)
Abb. 40 - Backblechhalter
Für alle Herde ist auf Anfrage eine Herd-
plattenabdeckung aus Edelstahl erhältlich,
mit der man die Herdplatte abdecken kann,
wenn man den Zentralheizungsherd nicht
benutzt. Die Herdplattenabdeckung darf
nur auf die kalte Herdplatte gegeben wer-
den. Dadurch erhält man eine gleichmäßige,
ebene Arbeitsfläche. Bevor Sie die Herdplat-
te abdecken, kontrollieren Sie stets, dass sie
sauber und nicht feucht ist und alle nötigen
Wartungsarbeiten vorgenommen wurden.
6.12
HERDPLATTENABDECKUNG (OPTIONAL)
Alle Zentralheizungsherde mit Backofen
sind mit einem Teleskopschienensystem für
den sicheren und festen Halt des Backble-
ches ausgestattet.
Auf diese Weise lässt sich das Backblech auf
den kippsicheren Schienen komplett aus
dem Backofen ausfahren, mit dem Vorteil,
dass die Bedienbarkeit des Herdes prakti-
scher gestaltet wird, da beide Hände frei
zum Bearbeiten und Entnehmen der Spei-
sen sind. Der Teleskopauszug ist nur in ei-
ner Ebene im Inneren des Backofens einge-
steckt, er kann jedoch bequem in die untere,
mittlere oder höhere Ebene flexibel umge-
steckt werden. Mögliche Positionierungen
siehe Abbildung 41.
6.11
BACKBLECH AUF TELESKOPSCHIENEN (ST 90, STK)
Abb. 41 - Vorgangsweise zum Umstecken des Teleskopauszugs
A
B
C
D
Ein Zentralheizungsherd ist leistungsfä-
higer, wenn er in all seinen Teilen frei von
Verbrennungsrückständen ist. Ein saube-
rer Zentralheizungsherd erleidet weniger
Schäden durch Abnützung und Verschleiß.
Die Häufigkeit der Reinigung hängt davon
ab, wie oft und wie der Herd benutzt wird,
ebenso wie von der Qualität des verwende-
ten Brennstoffes. Auf jeden Fall sollte die
Reinigung mind. einmal jährlich von einem
spezialisierten
Fachmann
vorgenommen
werden. Alle in der Folge angeführten War-
tungsarbeiten dürfen nur bei kaltem Zent-
ralheizungsherd ausgeführt werden.
Um auch in schlecht zugänglichen Bereichen
eventuelle Rückstände an Asche und Ruß
optimal entfernen zu können, sind die Mo-
delle ST 90 und STK mit einer Reinigungstür
unterhalb des Backofens ausgestattet. Zum
Reinigen einfach die Schraubknöpfe lösen
und mit dem Rußkratzer alle Rückstände
entfernen. Reinigungstür wieder anbringen.
Die Edelstahlteile werden bei kaltem Herd
mit neutralen Reinigungsmitteln oder - bei
hartnäckigen Verschmutzungen - mit spezi-
ellen, im Handel erhältlichen Edelstahlreini-
gern, gereinigt. Verwenden Sie keinesfalls
Stahlwolle oder Schleifmittel, da diese die
Oberfläche zerkratzen könnten. Wischen
Sie die Oberfläche (stets in Richtung der
Bürstung) mit einem weichen Tuch trocken.
Es kann vorkommen, dass sich sofort nach
der Herdinstallation oder durch den Koch-
vorgang, vor allem an der Oberfläche des
Edelstahl-Herdrahmens, eine Oxidations-
schicht bildet. Auch in diesen Fällen wird
durch eine gründliche Reinigung alles wie-
der wie neu. Auf Anfrage liefert Rizzoli spe-
zielle Edelstahlreiniger. Zur Reinigung von
emaillierten oder lackierten Teilen niemals
Schleifmittel, scheuernde, aggressive oder
säurehaltige Reinigungsmittel verwenden.
Zum Entfernen von Flecken geben Sie auf
diese etwas Öl und warten bis es die Flecken
aufgesaugt hat, dann reinigen Sie die Ober-
fläche mit einem weichen Tuch. Verwenden
Sie auf keinen Fall Lösungsmittel oder Spiri-
tus, um lackierte Teile zu reinigen.
Eine zu große Menge an Verbrennungs-
rückständen im Aschekasten behindert die
für den Verbrennungsprozess nötige Sauer-
stoffzufuhr und konsequente Herabsetzung
der effektiven Leistung des Zentralheizungs-
herdes. Darüber hinaus kann auch der Feu-
errost davon Schaden nehmen. Aus diesem
Grunde müssen Asche und Ruß regelmäßig
entfernt werden. Zuerst entfernt man mit
dem hierzu bestimmten Gerät alle Rückstän-
de aus dem Feuerraum, dann entleert man
den Aschekasten und kontrolliert, ob nicht
eventuell auch Asche aus dem Kasten ge-
fallen ist. Von Zeit zu Zeit ist es ratsam, die
Kochplatte zu entfernen, um alle internen
Flächen des Herdes abzuschaben und aus-
zubürsten. Falls der Feuerrost entfernt wird,
muss er mit der flachen Seite nach oben wie-
der an seinem Platz eingesetzt werden.
7.1
REINIGUNG
7.3
VERWENDUNG DER REINIGUNGSTÜR (ST 90, STK)
7.4
REINIGUNG DER SICHTBAREN TEILE
7.2
ENTFERNEN DER ASCHE
Das Sichtfenster der Backofen- und Feuer-
raumtür kann mit handelsüblichen Glas-
reinigungsmitteln gereinigt werden. Die
Innenseite der Feuerraumtür reinigt sich
7.5
REINIGUNG DER SICHTFENSTER
Zum Herausnehmen der Holzlade genügt
es, diese bis zum Anschlag herauszuziehen,
sie dann leicht anzuheben und gleichzeitig
durch Ziehen zu entfernen. Auf diese Weise
erhält man auch Zugriff auf die Unterseite
des Zentralheizungsherdes. Zum Wiederein-
setzen der Schublade gehen Sie in umge-
kehrter Reihenfolge vor.
Die Spezialstahl-Herdplatten der Zentralhei-
zungsherde erfordern eine regelmäßige Rei-
nigung und Pflege, insbesondere nach jedem
Gebrauch, da sich Feuchtigkeit und Schmutz-
rückstände darauf ansammeln können. Rei-
nigen Sie diese stets in noch lauwarmen Zu-
stand, damit eventuelle Feuchtigkeit optimal
verdunsten kann und somit die Bildung von
Rostflecken verhindert wird. Die kalte Herd-
platte auf keinen Fall mit Wasser reinigen.
Achten Sie darauf, dass die Dehnungsfugen
und die Spalten zwischen Herdplatte und
Herdrahmen keinesfalls durch Schmutz oder
andere Rückstände verstopft werden, da die
Herdplatte dadurch auch bleibende Verfor-
mungsschäden aufweisen könnte. Falls nötig,
sind auch vom Anschlag zwischen den Ringen
eventuelle Kochrückstände zu entfernen. Die
Herdplatten sind alle mit einem nicht säure-
haltigen Rostschutzöl vorbehandelt. Durch
den täglichen Gebrauch wird das Öl nach und
nach abgetragen und deshalb können sich,
wenn länger Wasser auf der Platte verbleibt,
kleine Rostflecken bilden. In diesem Falle
reicht es, die Platte mit einem Lappen, der mit
einem nicht säurehaltigen Reinigungsöl ge-
tränkt wurde, abzuwischen. Falls der Rostfleck
schon längere Zeit auf der Herdplatte ist, kann
es erforderlich sein, ihn mit feinem Schmirgel-
papier oder mit dem im Lieferumfang ent-
haltenen Schmirgelschwamm abzuschleifen.
Zur Wiederherstellung der Schutzschicht eine
dünne Ölschicht auftragen.
Die Herdplatten nehmen mit der Zeit durch
die Hitzeeinwirkung einen schönen, gebräun-
ten Farbton an; wenn Sie diesen Vorgang
beschleunigen möchten, tragen Sie das Rei-
nigungsöl häufiger auf. Zum Lieferumfang
des Holzherdes gehören auch zwei exklusi-
ve, speziell für die Reinigung und Pflege der
Herdplatte entwickelte Produkte. Die Ge-
brauchsanweisungen finden Sie auf den ent-
sprechenden Verpackungen.
Zum Entfernen der Herdplatte wird diese
einfach hochgehoben. Bei erneuter Auflage
kontrollieren Sie, dass zwischen Herdplatte
und Edelstahlrahmen stets 1 oder 2 Millimeter
Spielraum verbleibt, damit die Wärmeausdeh-
nung der Herdplatte nicht unterbunden wird.
7.6
HOLZLADE
7.7
REINIGUNG UND PFLEGE DER HERDPLATTE
ACHTUNG! Bewahren Sie keine leicht entflammbaren Produkte in der Holz-
lade auf! Die gelagerten Gegenstände dürfen keinesfalls bis an den oberen
Rand der Holzlade reichen.
Die Glühlampe im Backofen ist hohen Tem-
peraturen ausgesetzt. Auch wenn sie spezi-
ell für diesen Einsatz entwickelt wurde, ist
ihre Lebensdauer nicht uneingeschränkt.
7.8
WARTUNG DER BACKOFENBELEUCHTUNG (ST 90, STK)
ACHTUNG! Die Reinigung der Türen darf nur erfolgen, wenn der Herd kalt ist,
um einen Glasbruch zu vermeiden.
während des Betriebs von selbst; hin und
wieder kann jedoch auch eine manuelle Rei-
nigung derselben erforderlich sein, indem
man die Innenscheibe durch Lösen der vier
Schrauben abmontiert.
Eine eventuelle Ersatzlampe muss folgende
technische Charakteristiken aufweisen: Ha-
logenlampe 25W 230V 300°C Sockel G9.
Zum Austausch der Glühlampe entfernen
Sie die Schrauben der Lampenabdeckung,
nehmen die Lampe heraus und ersetzen
sie durch eine Neue. Zum Schluss bringen
Sie die Abdeckung wieder an. Von Zeit zu
Zeit ist es erforderlich, bei kaltem Herd das
Abdeckglas der Backofenbeleuchtung ab-
zuschrauben um es von eventuellen Dunst
und Rauchablagerungen zu reinigen. Nach
der Reinigung gut abtrocknen und erneut
einschrauben.
Ein Großteil der Herdbestandteile kann pro-
blemlos mit einem normalen Schraubenzie-
her abmontiert werden. Bei Anfragen in Be-
zug auf Zubehör oder Ersatzteile geben Sie
immer die im Garantieschein oder auf dem
Typenschild angeführte Seriennummer des
Herdes an. Das Typenschild finden Sie auf
einer Seite der Holzlade.
Während dem Betrieb des Zentralhei-
zungsherdes unterliegen alle Herdbauteile
Ausdehnungs- und kleinen Bewegungser-
scheinungen, die durch Temperaturschwan-
kungen hervorgerufen werden. Dieses Phä-
nomen darf auf keinen Fall unterbunden
werden, dies könnte Verformungsschäden
und Rissbildungen hervorrufen. Achten Sie
deshalb darauf, dass sowohl die externen
wie auch internen Dehnungsfugen des Zen-
tralheizungsherdes stets frei von Schmutz
und gereinigt sind.
Sollte es notwendig sein, die Griffe der Feu-
erraum- oder Backofentür auszutauschen
oder festzuziehen, muss unbedingt die rich-
tige Reihenfolge der Kegelscheiben einge-
halten werden (siehe Abb. 43).
7.11
AUSTAUSCH VON HERDBESTANDTEILEN
7.10
WÄRMEAUSDEHNUNG
7.9
WARTUNG DER GRIFFE
Abb. 42 - Austausch der Backofenlampe
Abb. 43 - Korrekte Position der Kegelscheiben
ACHTUNG! Bevor Sie mit den Wartungsarbeiten beginnen, unterbrechen Sie
die Stromzufuhr und vergewissern Sie sich, dass keine Spannung mehr vorhan-
den ist. Kontrollieren Sie, ob der Herd kalt ist und die Glühbirne nicht einige
Minuten zuvor brannte.
Der Backofen heizt
nicht genug auf
Kondenswasser
Anheizen nicht
möglich
Rost
Unregelmäßige Verbrennung.
Unvollständige Verbrennung.
Rauch dringt aus der Herdplatte.
Rauch dringt aus anderen Herdteilen.
Der Rauchabzug oder andere Teile im
Bereich des Zentralheizungsherdes
fangen Feuer.
Der Herd überhitzt sich. Das Backo-
fenthermometer zeigt mehr als 300°C an.
Es gelingt nicht, den Backofen auf
hohe Temperatur zu bringen.
Es setzt sich Kondenswasser im Inneren
des Zentralheizungsherdes ab; mit der
Zeit bilden sich auch Kohlenstoffab-
lagerungen (Ruß). Anmerkung: Es ist
normal, dass sich in der ersten Zeit
nach der Inbetriebnahme etwas Kon-
denswasser durch das Austrocknen der
Ausmauerung absetzt.
Es kann kein Feuer gemacht werden.
Rostflecken und Verformungen auf
der Herdplatte.
• Kontrollieren, ob der Primärluftregler offen ist •
Kontrollieren, ob keine Asche und Verbrennungs-
rückstände den Feuerrost verstopfen • Kontrol-
lieren, ob der Feuerrost nicht verkehrt montiert
wurde (der flache Teil gehört nach oben) • Kon-
trollieren, ob der Aufstellungsraum ausreichend
belüftet wird und dass keine Dunstabzugshauben
oder andere Feuerungsanlagen in Betrieb sind •
Die richtige Bemessung des Rauchabzugs und
des Anschlusses kontrollieren • Kontrollieren,
ob der Rauchabzug verstopft oder kürzlich ge-
reinigt wurde • Überprüfen, ob der Rauchabzug
und die Anschlüsse dicht sind • Kontrollieren, ob
der Schornstein geeignet ist; in windreichen Ge-
genden kann ein entsprechender Windschutz er-
forderlich sein • Kontrollieren, ob der Brennstoff
geeignet, trocken und von guter Qualität ist •
Kontrollieren, ob der Rauchabzug nicht bis unter
den Herdanschluss reicht
• Die gesamte Luftzufuhr des Herdes vollständig
unterbrechen • Türen und Fenster im Aufstel-
lungsraum des Herdes gut verschließen • Sofort
die Feuerwehr rufen
• Backofentür öffnen
• Kontrollieren, ob die Backofentür gut schließt •
Kontrollieren, ob die Anheizklappe geschlossen ist
• Den Zugregler auf höchste Öffnungsstufe ein-
stellen • Gutes, trockenes Kleinholz verwenden •
Kontrollieren, ob die Verbrennung mit lebhafter
Flamme erfolgt • Kontrollieren, ob die Rauchgas-
züge sauber und nicht verstopft sind
• Überprüfen, ob der Zentralheizungsherd komplett
ausgetrocknet ist und sich gesetzt hat • Sicherstellen,
ob trockenes, gut gelagertes Holz verwendet wird •
Kontrollieren, ob der Schornstein keine Mängel auf-
weist • Überprüfen, ob der Schornstein gut isoliert ist
• Überprüfen, ob der Schornstein nicht überdimensi-
oniert ist • Überprüfen, ob das Wasser im Heizkessel
nicht unter einer Temperatur von 55-60°C zirkuliert
• Aufstellungsraum lüften • Kontrollieren, ob
andere Feuerungsanlagen im selben Aufstellungs-
raum in Betrieb sind • Die Anheizklappe öffnen
• Gut getrocknete, dünne Holzscheite verwenden
• Handelsübliche Zündhilfen verwenden • Wenn
nötig, Feuerraumtür für kurze Zeit leicht öffnen
• Kein Wasser zur Reinigung der Herdplatte ver-
wenden • Die Herdplatte wie vorgeschrieben, re-
gelmäßig reinigen und pflegen • Den zuständigen
Verkäufer oder Kundendienst verständigen
Probleme
Anzeichen
Mögliche Lösungen
8. WAS TUN, WENN...
Feuchtigkeit im
Backofen
Übermäßig viel Dampf im Backofen.
• Das eigens dafür vorgesehene Dampfableitungs-
ventil im Inneren des Backofens öffnen
ST 90 B
STK
STK B
9.1
TECHNISCHE DATEN
9.2
EINSTELLUNGEN NENNWÄRMELEISTUNG
9.3
EMISSIONEN LAUT BIMSCHV
9. TECHNISCHE DATEN
Modell
Modell
Geöffnet
-
1,39 g/m3
0,035 g/m3
78,4 %
1,39 g/m3
0,035 g/m3
78,4 %
Geöffnet
Geschlossen
Geöffnet
Geschlossen
Geschlossen
Geschlossen
177 kg
15,8 kW
3,9 kW
11,9 kW
68,0 %
12±2 Pa
329,9° C
15,2 g/s
15 L
2 bar
5,5 kg
60 min.
-
-
-
220 kg
22,3 kW
8,0 kW
14,3 kW
79,8 %
12±2 Pa
249,1° C
18,2 g/s
12 L
2 bar
6 kg
60 min.
25 W
230 V
50 Hz
247 kg
22,3 kW
8,0 kW
14,3 kW
79,8 %
12±2 Pa
249,1° C
18,2 g/s
12 L
2 bar
6 kg
60 min.
217 W
230 V
50 Hz
230 kg
15,2 kW
8,5 kW
6,7 kW
78,4 %
12±2 Pa
208,3° C
20,0 g/s
12 L
2 bar
4,7 kg
63 min.
25 W
230 V
50 Hz
257 kg
15,2 kW
8,5 kW
6,7 kW
78,4 %
12±2 Pa
208,3° C
20,0 g/s
12 L
2 bar
4,7 kg
63 min.
217 W
230 V
50 Hz
Siehe Abschnitt 2.1 der Gebrauchsanweisung
ST 60
ST 90
STK
ST 90 B
ST 90 B
STK B
STK B
Leicht
geöffnet
Leicht
geöffnet
Die Firma Rizzoli garantiert, dass das Gerät
alle internen Kontrollen und Abnahmen be-
standen hat, dass es in einwandfrei funktio-
nierendem Zustand und ohne Fabrikations-
oder Materialfehler ist. Das Gerät ist das
Ergebnis der jahrzehntelangen Erfahrung der
Firma Rizzoli, die hiermit dessen fachgerechte
Konstruktion und Ausführung garantiert.
Die Garantie hat eine Dauer von 2 Jahren ab
Kaufdatum. Sie gilt ausschließlich für den
Erstkäufer und kann nicht übertragen wer-
den. Bei Inanspruchnahme von Garantie-
leistungen muss der Kunde einen gültigen
Kaufbeleg (Kassenbon, Rechnung usw.) und
den dem Gerät beiliegenden Garantieschein
(bitte sorgfältig aufbewahren) vorweisen.
Die Firma Rizzoli behält sich das Recht vor,
nach ihrem freien Ermessen die zur Lösung
des Garantiefalls am besten geeigneten
Maßnahmen zu ergreifen. Ausgetauschte
Teile verbleiben im Besitz der Firma Rizzoli.
Die Firma Rizzoli behält sich das Recht vor,
die Durchführung eventueller Garantieleis-
tungen entweder an Ort und Stelle oder
direkt in ihrem Werk vorzunehmen. Für
Garantieleistungen an Ort und Stelle wird
dem Kunden die zu diesem Zeitpunkt gel-
tende Anfahrtspauschale verrechnet. Diese
Pauschale entfällt, falls der Zentralheizungs-
herd vor weniger als 3 Monaten gekauft
wurde. Anfallende Transportspesen bei Re-
paraturen durch eines der Kundendienst-
zentren der Firma Rizzoli gehen zu Lasten
des Kunden.
Eventuelle Materialfehler oder –mängel müs-
sen innerhalb 8 Tagen nach Erhalt der Ware
beanstandet werden. Die Firma Rizzoli leistet
in jedem Falle nur Gewähr zum Austausch
der im Lieferumfang angeführten Waren und
übernimmt keine weiteren Verantwortungen.
Eventuelle Leistungen nach Ablauf der Ga-
rantiezeit oder bei Nichtanwendbarkeit
Von der Garantie ausgeschlossen sind:
• Defekte Teile aufgrund nachlässiger und
unsachgemäßer Handhabung.
• Defekte Teile aufgrund Nichtbeachtung
der in der vorliegenden Gebrauchsanwei-
sung angeführten Anleitungen.
• Schäden durch unsachgemäßen Gebrauch
des Herdes und konsequenter Überhit-
zung desselben.
• Schäden aufgrund von Anschluss des Zen-
tralheizungsherdes an einen nicht geeig-
neten Rauchabzug.
• Defekte Teile aufgrund unterlassener oder
nur teilweiser Befolgung der in Kraft ste-
henden nationalen und örtlichen Bestim-
mungen und Vorschriften.
• Defekte Teile aufgrund nicht fachgerech-
ter Montage.
• Defekte Teile aufgrund von Reparaturen,
die nicht vom autorisierten Rizzoli-Kun-
dendienst vorgenommen wurden.
• Verschleißteile wie Glühlampen, Roste,
Dichtungen,
Backbleche,
Glasscheiben
usw.
10.1
ERKLÄRUNG ÜBER DIE FACHGERECHTE KONSTRUKTION
10.2
ALLGEMEINE KLAUSELN
10.3
GARANTIEBESTIMMUNGEN
10.4
MATERIALFEHLER
10.6
LEISTUNGEN NACH ABLAUF DER GARANTIE
10.5
VOM GARANTIEANSPRUCH AUSGESCHLOSSENE TEILE
Die Firma Rizzoli haftet nicht für direkte
oder indirekte Personen- oder Sachschä-
den, die durch Produktdefekte verursacht
worden sind, die auf die Nichtbeachtung
nationaler und örtlicher Normen oder in
dieser Gebrauchsanweisung angeführten
Vorschriften zurückzuführen sind.
Für jegliche Streitfälle ist der Gerichtsstand
Bozen zuständig; allerdings behält sich die
Firma Rizzoli das Recht vor, auch einen an-
deren Gerichtsstand oder den Gerichtsstand
des Käufers als zuständigen Gerichtsstand
auszuwählen.
10.7
HAFTUNG
10.8
GERICHTSSTAND
Die Firma Rizzoli GmbH ist stets um die Verbesserung seiner Erzeugnisse bemüht und
behält sich deshalb das Recht vor, eventuelle Änderungen dieser Gebrauchsanweisung
ohne Vorankündigung vorzunehmen.
Hinweis
derselben werden zu den jeweils geltenden
Tarifen verrechnet. In diesem Falle werden
auch die Kosten für die ersetzten Teile in
Rechnung gestellt.
Gemäß der Bauproduktverordnung Nr. 305/2011
1.
Eindeutiger Identifikationscode des Produkttyps
2.
Modell und/oder Seriennr. (Art. 11-4)
Vorgesehene Verwendung des Produkts in
Übereinstimmung mit der geltenden, harmonisierten
technischen Spezifikation
Kochen von Speisen
Raumheizer
ST 60
ST 60
4.
Name oder eingetragene Marke des Herstellers
(Art. 11-5)
Rizzoli GmbH
Prüfbericht Nr.
Harmonisierte technische Spezifikation
Wirkungsgrad
Abgastemperatur
Oberflächentemperatur
Cavalese, 1. Juli 2013
Elektrische Sicherheit
9.
Die Leistung des Produktes gemäß den Punkten 1 und 2 entspricht der erklärten Leistung nach
Punkt 8.
Verantwortlich für die Erstellung dieser Leistungserklärung ist allein der Hersteller, siehe Punkt 4.
CO-Emission 13% O2
8.
Wesentliche Merkmale
Abstand zu brennbaren Materialien
Leistung Feuerraum
Nennwärmeleistung
5.
Name und Adresse des autorisierten Stellvertreters
6.
System zur Bewertung und Überprüfung der
Leistungsbeständigkeit (Anlage 5)
7.
Prüflabor
System 3
Kiwa Italia S.p.A. - Via Treviso, 32/34
I-31020 San Vendemiano (TV)
400371
EN 12815
68,0%
329,9 °C
Erfüllt
---
0,99%
Leistung
Siehe Gebrauchsanweisung
23,2 kW
15,8 kW (insgesamt) - 11,9 kW (wasserseitig)
3,9 kW (Aufstellraum-Heizvermögen)
---